Catechesi Santo Padre
philip pullella papaContinua su  Il Sismografo

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D: Come giudica il lavoro del presidente Trump, e in particolare le sue decisioni di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico e di fare passi indietro nei rapporti con Cuba?
R: Su Cuba mi sono rattristato perché era un buon passo avanti, ma non voglio giudicare perché per prendere una decisione del genere avrà avuto qualche motivo.
Sì, la decisione del Presidente Trump su Parigi mi ha dato un po’ di dolore perché è in gioco il futuro dell’umanità. Ma lui delle volte fa capire che ci ripenserà; e io spero che ripensi bene gli accordi di Parigi.
Sulla mia posizione per le altre cose, mi schiero con l’Episcopato e vado dietro loro. Non per lavarmene le mani, ma perché non conosco bene le cose di là. L’Episcopato sa e io vado dietro le dichiarazioni dell’Episcopato.
D: Cosa pensa della situazione attuale dove negli ultimi mesi circa 2000 minorenni sono stati divisi dalle famiglie, dai genitori, alla frontiera con il Messico?
R: Io mi schiero con l’Episcopato. Che sia chiaro che in queste cose io rispetto l’Episcopato.
D: Lei è sempre stato preoccupato per l’immigrazione e la separazione delle famiglie.
R: Si. Per questo mi schiero con l’Episcopato che ha lavorato tanto. Ma ai tempi di Obama ho celebrato Messa a Ciudad Juárez, alla frontiera e dall’altra parte concelebravano 50 vescovi, e nello stadio c’erano tante persone. Lì c’era già il problema, non è solo di Trump, ma anche dei governi di prima.