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A vent'anni di distanza dall'abbattimento del Muro di Berlino, il mensile cattolico di informazione e formazione apologetica Il Timone, nel numero di Marzo propone un Dossier, dal titolo, Chiesa perseguitata nell'Europa dell' Est, per ricordare le persecuzioni che la Chiesa Cattolica ha subito in Urss e in tutti i Paesi dell'est, dalla fine della seconda guerra mondiale fino al 1989.

 

"Sono cifre importanti e dimenticate, o forse addirittura mai conosciute se non dagli specialisti. Infatti, fa scalpore il fatto che ancora oggi, vent'anni dopo la caduta dei regimi comunisti dell'Est europeo, la memoria della persecuzione religiosa subita da quei popoli - ben superiore a quella patita dai soli cattolici, basti pensare alle Chiese ortodosse in Russia, Romania, Bulgaria, Albania - stenti a penetrare nella cultura condivisa degli europei".

 Il costo umano totale del comunismo in Russia e in Europa, deve ancora essere approfondito, si parla di quasi 100 milioni di morti.

 A vent'anni dalla caduta del più grande impero della Storia, quello sovietico, è necessario fare un esame approfondito di quello che è successo al di là della Cortina di Ferro, per dare un giudizio storico a quello che realmente è stata l'ideologia socialcomunista.  Un ottimo contributo lo potrebbe dare il recente film, Katyn, un vero e proprio capolavoro del regista Andrzey Wajda, che racconta il massacro delle milizie sovietiche di oltre 22 mila ufficiali polacchi. Ma anche Katyn si è imbattuto nella censura silenziosa dei guardiani della memoria. Victor Zaslavsky intervistato da Tempi, non riesce a comprendere il boicottaggio. E' il segno che in Italia manca ancora una sensibilità storica, culturale. Il film di Wajda per Zaslavsky spiega come pochi altri cosa fu il Novecento e cos'è l'ideologia.

 Si riuscirà a far diventare l'anticomunismo come lo è l'antifascismo un modo di pensare condiviso da tutti? La risoluzione su "coscienza europea e totalitarismi", proposta recentemente dall'onorevole Mario Mauro e di altri 10 deputati del Gruppo del Partito Popolare europeo, va in questa direzione. La risoluzione chiede che l'Europa riconosca il totalitarismo comunista come parte integrante e terribile della storia comune d'Europa e che la responsabilità per i suoi crimini sia accettata a livello europeo, così come da decenni si agisce per i crimini del nazismo e del fascismo.

  "Infatti, una persona con meno di trent'anni, cresciuta in un Paese occidentale, dove ha frequentato le scuole in cui sono adottati gli attuali libri di testo di storia (salvo poche eccezioni), rischia veramente di non conoscere che cosa il comunismo abbia rappresentato nella storia europea o, peggio, di riceverne un'interpretazione stravolta dell'ideologia".

 Purtroppo anche negli ambienti anticomunisti è difficile incontrare la percezione dell'importanza della persecuzione religiosa nell'opera di distruzione della società dell'Est. Si comprende la devastazione economica che ha causato il totalitarismo comunista, ma si fa fatica a cogliere la "catastrofe antropologica" prodotta perseguendo la religione, facendola, di fatto, scomparire. 

 Marta Dell'Asta, direttrice di  La Nuova Europa, a questo proposito ha detto che l'eliminazione violenta della fede dalla vita delle varie società dell'Est ha avuto una profonda incidenza sull'aspetto spirituale e materiale di questi paesi. Tagliando i legami con il passato, i comunisti hanno fatto perdere la speranza nel futuro. Le società dell'est impregnate di violenza, hanno prodotto il calo demografico, l'alcolismo, la crisi della famiglia, i suicidi.

 Due anni dopo la caduta del Muro, i vescovi europei dell'est, dell'Europa centrale e occidentale si sono riuniti insieme per la prima volta, in un Sinodo speciale, hanno stilato un vero e proprio Manifesto programmatico per la riconquista dell'Europa alla fede cristiana, un documento di fondamentale importanza, non solo perché gettavano le basi per una nuova evangelizzazione dell'Europa dopo la caduta dei regimi comunisti.

 I vescovi ricordano che quanto è accaduto in Europa oltre alle ragioni economiche e politiche, ci sono sicuramente delle ragioni soprannaturali; la caduta del comunismo sa del miracoloso. Soprattutto i vescovi ricordano che i problemi non sono finiti, l'ideologia comunista ha lasciato profonde ferite nelle persone che gli sono sopravvissute, sia di natura morale sia materiale. E ricordano che "Il crollo del comunismo mette in questione l'intero itinerario culturale e socio-politico dell'umanesimo europeo, segnato dall'ateismo non solo nel suo esito marxista".

 Invitano a ripensare completamente la storia dell'Occidente dal Rinascimento ad oggi, evidenziando quelle tappe che hanno poi portato agli orrori dell'ideologia marxista.

 


DOMENICO BONVEGNA 
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