Mettendo piede per la prima volta sul suolo algerino in qualità di Pontefice, Leone XIV ricollocherà l’Algeria nella sua lunga storia, quella che la lega all’Impero Romano, e al suo maestro spirituale Agostino, nato a metà del IV secolo a Tagaste, l’odierna Souk Ahras. Se il Pontefice è atteso soprattutto per il suo incontro con il popolo algerino, in uno spirito di dialogo e di fraternità, è proprio in questa filiazione che si colloca questo viaggio apostolico.
«Il Papa, e questo in particolare, è davvero atteso», testimonia il cardinale Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri. «C’è stato quel grande momento, fin dall’inizio del suo pontificato, in cui ha detto 'Sono un figlio di sant’Agostino'», spiega l’arcivescovo domenicano, «e questa filiazione spirituale è stata presa alla lettera da molti algerini, ed è un bel segno perché è il “nostro” Papa. Penso che alla fine del viaggio sarà davvero “il loro” Papa».
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