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Papa Francesco riceve rappresentanti dei popoli indigeniAlle ore 9 di questa mattina, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza, nell’Auletta dell’Aula Paolo VI, i Rappresentanti di Popoli Indigeni, presenti a Roma in occasione della 40° Sessione del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).

Pubblichiamo di seguito il saluto che il Papa ha rivolto ai partecipanti all’incontro:

Saluto del Santo Padre

Estimados amigos,

tengo el placer de encontrarme con ustedes al terminar los trabajos del III Foro de los pueblos indígenas convocado por el Fondo Internacional de Desarrollo Agrícola (FIDA), que celebra este año el 40 aniversario de su fundación. Se han detenido a considerar de qué manera se puede favorecer una mayor responsabilidad de los pueblos autóctonos en la economía. Creo que el problema principal está en cómo conciliar el derecho al desarrollo incluyendo también el derecho de tipo social y cultural, con la protección de las características propias de los indígenas y de sus territorios. Esto se hace más evidente sobre todo cuando se trata de estructurar unas actividades económicas que pueden interferir con las culturas indígenas y su relación ancestral con la tierra. En este sentido, siempre debe prevalecer el derecho al consentimiento previo e informado, según exige el artículo 32 de la Declaración sobre los derechos de los pueblos indígenas. Solo así se puede garantizar una cooperación pacífica entre las autoridades gubernamentales y los pueblos indígenas que supere contradicciones y conflictos.

Un segundo aspecto se refiere a la elaboración de directrices y proyectos que tengan en cuenta la identidad indígena, que presten una atención especial hacia los jóvenes y las mujeres. Inclusión y no consideración solamente. Esto implica que los gobiernos reconozcan que las comunidades indígenas son una parte de la población que debe ser valorada y consultada, y que se ha de fomentar su plena participación a nivel local y nacional. No se puede permitir una marginación o una calificación de clases, primera clase, segunda clase… Integración con plena participación.

A esta necesaria hoja de ruta puede ayudar de manera especial el FIDA con su financiación y competencia, reconociendo que “un desarrollo tecnológico y económico que no deja un mundo mejor y una calidad de vida integralmente superior, no puede considerarse progreso”. (Enc. Laudato si’, 194)

Y ustedes, en sus tradiciones, en su cultura – porque lo que ustedes llevan en la historia es cultura – viven el progreso con un cuidado especial a la madre tierra. En este momento, donde la humanidad está pecando gravemente al no cuidar a la tierra, yo los exhorto a que sigan dando testimonio de esto y no permitan que nuevas tecnologías, que son lícitas y son buenas, pero no permitan aquellas que destruyen la tierra, que destruyen la ecología, el equilibrio ecológico y que terminan destruyendo la sabiduría de los pueblos.

Os doy las gracias por vuestra presencia aquí, y pido al Todopoderoso que bendiga vuestras comunidades e ilumine el trabajo de los que tienen la responsabilidad de la gestión del FIDA. Muchas gracias.

 

Traduzione in lingua italiana

Cari Amici,

sono lieto di incontrarvi a conclusione dei lavori del 3° Forum dei Popoli Indigeni convocato dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, di cui ricorre quest’anno il quarantesimo di istituzione.

Vi siete soffermati a individuare le modalità per una maggiore responsabilizzazione economica dei Popoli autoctoni. Credo che il problema essenziale sia come conciliare il diritto allo sviluppo, compreso quello sociale e culturale, con la tutela delle caratteristiche proprie degli indigeni e dei loro territori. Questo è evidente soprattutto quando si vanno a strutturare attività economiche che possono interferire con le culture indigene e la loro relazione ancestrale con la terra. In questo senso dovrebbe sempre prevalere il diritto al consenso previo e informato, come prevede l’art. 32 della Dichiarazione sui diritti dei popoli indigeni. Solo così è possibile assicurare una collaborazione pacifica tra autorità governative e popoli indigeni, superando contrapposizioni e conflitti.

Un secondo aspetto riguarda l’elaborazione di linee-guida e progetti che siano inclusivi dell’identità indigena, con una speciale attenzione per i giovani e le donne. Inclusione e non solo considerazione! Ciò significa per i Governi riconoscere che le Comunità autoctone sono una componente della popolazione che va valorizzata e consultata e di cui va favorita la piena partecipazione, a livello locale e nazionale. Non si può permettere una emarginazione o una divisione in classi: prima classe, seconda classe… Integrazione con piena partecipazione.

A questa necessaria road map può contribuire efficacemente l’IFAD con i suoi finanziamenti e la sua competenza, riconoscendo che «uno sviluppo tecnologico ed economico che non lascia un mondo migliore e una qualità di vita integralmente superiore, non può considerarsi progresso» (Enc. Laudato si’, 194). E voi, nelle vostre tradizioni, nella vostra cultura – perché quello che voi portate nella storia è cultura – vivete il progresso con una cura speciale per la madre terra. In questo momento in cui l’umanità sta peccando gravemente nel non prendersi cura della terra, io vi esorto a continuare a dare testimonianza di questo; e non permettete che nuove tecnologie – che sono lecite e sono buone – ma non permettete quelle che distruggono la terra, che distruggono l’ecologia, l’equilibrio ecologico e che finiscano per distruggere la saggezza dei popoli. Vi ringrazio di cuore per la vostra presenza e chiedo all’Onnipotente di benedire le vostre Comunità e illuminare l’azione di quanti hanno la responsabilità del governo dell’IFAD. Grazie!

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 15 febbraio 2017