Il cattolico ben temperato
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Tommaso ScandroglioJohann Sebastian Bach tra il 1722 e il 1744 compose la sua famosa raccolta di preludi e fughe nota con il nome di “Clavicembalo ben temperato”. Perché questo nome così curioso? Perché i suoni riprodotti da una tastiera di un clavicembalo o di un moderno pianoforte mimano per intonazione, cioè per frequenza, quelli naturali. Si tratta – semplificando molto un argomento assai complesso – di un adattamento artificioso, di un compromesso tra il dato reale e quello strumentale. Adattamento indispensabile per più motivi che non stiamo qui a spiegare. Quindi è un po’ come se i suoni naturali fossero stati smussati, appunto “temperati”, per ingabbiarli nelle scale musicali che noi oggi conosciamo.