I monaci posano il piede ogni giorno sulla stessa pietra, siedono allo stesso stallo, vedono la luce filtrare dalla stessa finestra, scorgendone le variazioni nell’arco del giorno, delle stagioni e degli anni. Stagione dopo stagione, sviluppano un radicamento e un’unità interiore, che tanto acquista in profondità tutto ciò che si nega in ampiezza e superficialità. Perché tutto ciò che non è profondo e radicato viene la tempesta e lo sradica, viene la tentazione e lo corrompe, viene la prova e lo schianta. Solo ciò che rimane fisso in Cristo si regge, o meglio: viene sorretto e sta.
Nell’ordine benedettino i monaci al momento della loro professione solenne pronunciano tre voti: stabilità – stabilitas, conversione dei costumi – conversatio morum e obbedienza – oboedientia (v. Sancta Regula, cap. LVIII).
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