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comunicato diocesi di CarpiCome abbiamo segnalato sin dall'inizio ricordando la Sacrosanctum concilium n. 124: "I vescovi abbiano ogni cura di allontanare dalla casa di Dio e dagli altri luoghi sacri quelle opere d'arte, che sono contrarie alla fede, ai costumi e alla pietà cristiana; che offendono il genuino senso religioso, o perché depravate nelle forme, o perché insufficienti, mediocri o false nell'espressione artistica." la Curia esce con un comunicato (vedi immagini sopra o segui link ipertestuale)
il quale fa emergere tutto il clericalismo, ampiamente condannato da Papa Francesco in tutto il Suo Magistero, e la mancanza di senso di Chiesa del Pastore di quella Diocesi il quale invece di ritornare sui suoi passi ammettendo una superficialità pastorale si arroga il diritto di giudicare l'occhio dei fedeli che guardano tradendo ogni principio di gradualità e tradendo comunque il senso profondo delle parole del Magno Concilio.
In sostanza come a dire: "non abbiamo sbagliato noi nel discernimento di proporre questa mostra siete voi che non avete uno sguardo casto", citando “omnia munda mundis” “tutto è puro per i puri” San Paolo, Tt 1,15.
Ora ammettiamo pure che sia così, chi ha visto la mostra e chi ha fatto segnalazione non ha uno sguardo casto ma tu, benedetto pastore di quella diocesi e chi coordina con te, volete avere l'umiltà di venire incontro a questo sguardo proponendo non un addendum ma un rispetto dovuto ai luoghi e al senso di fede in crescita e ferito dei fedeli?
Altrimenti tradisci proprio il tuo essere pastore, che ha la priorità.
Manca la proporzione e il rispetto totale della coscienza dei fedeli:
"Peccando così contro i fratelli e ferendo la loro coscienza debole, voi peccate contro Cristo. Per questo, se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò mai più carne, per non dare scandalo al mio fratello." (1Cor. 8,12-13)

L'arroganza traspare totalmente da un comunicato evidenziando che la Curia si appropria di luoghi e coscienze senza alcun discernimento e gradualità e, nel contempo, senza aver rispetto dei contesti.
Se questo non è clericalismo che mischia i piani delle pur buone intenzioni dei promotori e dell'artista (ne vogliamo essere certi) e il pessimo discernimento pastorale operato in preparazione, in esecuzione e in risposta alle osservazioni critiche è probabilmente quell'atteggiamento tipico di chi non sa fare un umile passo indietro. Peccato perché le critiche potevano essere un'occasione pastorale unica da cogliere.

E le pezze del comunicato della Curia sono svelatrici, peggio del buco.

Redazione ilcattolico.it



Intanto la Nuova Bussola Quotidiana risponde così:

Dopo il nostro articolo sul quadro blasfemo, la curia di Carpi è stata tempestata di mail. La diocesi guidata dal vescovo Castellucci nega la blasfemia e difende la mostra "Gratia plena" nella chiesa del museo diocesano invitando a guardare il quadro con «sguardo limpido». Ma così accusa i fedeli indignati di non averlo. Del resto, che si trattasse di una provocazione era già stato ammesso dalla guida. 

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