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terra maniIn prima battuta, il problema non è tanto comprendere o meno il seme della Parola ma desiderare di comprendere e vivere di questo desiderio, di volere Dio, sopra ogni cosa.
Questo è il senso radicale di questa parabola meravigliosa di Gesù.
La comprensione della Parola infatti non sempre è immediata, anzi il più delle volte avviene nel tempo per ruminazione e meditazione costante.
Nel tempo e nella pazienza nello e dello Spirito essa porta frutto.

La Pazienza e la fedeltà nella Pazienza è decisiva per il frutto della Parola nella tua carne.
Ciò che conta, sin da subito, è la necessità e il desiderio all'ascolto. Quando manca questo desiderio oppure il desiderio si è affievolito lì entra il maligno per disperdere e distrarre continuamente su ciò che non è fondamentale e non è la parte migliore.

La "terra buona" dell'ascolto non è solo un dono, dunque, ma una coltivazione costante e lungimirante di quelle caratteristiche necessarie per darlo spazio (e signoria) e custodirla.
È un lavoro previo sulla nostra capacità umana di ascoltare e di fare silenzio.
Di essere umili, assetati di Dio e non distratti dalle mille dissipazioni e dalle proccupazioni. E nemmeno distratti dalle buone intenzioni e dai buoni propositi, perché lì, dentro le buone intenzioni,  per effetto della nostra antica ferita, si innestano, malgrado le rette intenzionalità, le assolutizzazioni, le avarizie, le appropriazioni. In una parola la "terra buona" è la nostra capacità di essere reali, autentici e nudi davanti a Dio. Resi.
La "terra buona" nasce e cresce dal nostro desiderio di rompere e tagliare con il peccato.

non fare domaniRicordo un vignetta di Mafalda che davanti ad un poster nella sua cameretta dove campeggiava la scritta "Non fare domani ciò che puoi fare oggi", la terribile ragazza rispondeva così: "bene comincerò proprio da domani".

Con il peccato non è così, la decisione dell'ora è tutto ed è fondamento dell'habitus nella Grazia che lo stesso Spirito chiede e sostiene.
Ora deciditi di rompere con il peccato ed anche se poi cadrai non una ma decine di volte, quell'ora è decisiva per la tua salvezza e la tua ricostruzione in Cristo. Quell'ora della tua decisione è la tua volontà, magari debolissima, di rispettare e amare e ben considerare la Grazia e il tesoro inestimabile che hai ricevuto, con la vita e con il tuo santo battesimo.
Ora dico no! Proprio perché dico Sì alla Grazia; e non mi importa se dopo cadrò, ma ciò che importa è che ora, tutta la mia debole volontà, ti venga donata, Signore.

D'altronde non si arriva al dono di sé feriale senza la straordinarietà dell'attimo in Cristo. La disciplina è un dono a cui si collabora con tutto noi stessi, senza riserve e senza contemplare le nostre debolezze, ma la forza che Cristo è che Cristo dona.
Il senza riserve di Cristo per te e per noi, ritma il tuo essere senza riserve. Come i bambini.

È il terreno buono che chiama le cose per nome e non si scandalizza delle proprie debolezze ma le accoglie e le combatte alla luce dello Spirito di Dio.
Infatti il terreno non accogliente e "non buono" è in definitiva il terreno che manca di realismo, di autenticità e onestà del cuore.
È il terreno che vive di ipocrisie e di sotterfugi, di connivenze con il peccato e con le abitudini che conducono al peccato.
Un terreno carico di avarizie e di accidie di ogni tipo, talvolta mascherato ad arte da un velo di spiritualità o di impegno sociale.

Il terreno buono, invece, quello che desideria Dio come l'aria da respirare, fa fruttare la Parola, la fa germogliare, fruttificare, crescere.
E rende fecondi non solo sé stessi ma per tutti i fratelli e le sorelle che la Provvidenza ti mette davanti. Tutti, amici e nemici, simpatici e antipatici, dissetanti ed aridi, santi e peccatori, giusti ed ingiusti.
Non trattiene nulla per sé ma tutto ri-dona a coLui che tutto ha donato.
L'amore di Cristo non è sotto condizione, non ti dice di amare il carcerato perché è innocente ma di amarlo perché Cristo si nasconde in lui. In una forma misterica secondo la logica dell'Incarnazione. Puoi vedere Cristo dove Egli è ri-velato, nascosto?


Con gioia, senza vanto, sapendo di amministrare un tesoro di cui si è custodi e non proprietari.
La "terra buona" produce frutti che non vanno alla terra ma a coloro che hanno "fame e sete di giustizia".
L'unica fame che porta all'autenticità e alla piena realizzazione dell'uomo;
perché Cristo stesso è la giustizia, la bellezza e la gioia di Dio.

Paul Freeman