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RCRRivoluzione e Contro-Rivoluzione” del professore brasiliano Plinio Correa de Oliveira. Titolo originale: Revolução e Contra-Revolução. E' uno scritto del 1959, il contenuto del libro ha una straordinaria attualità. De Oliveira fu un leader cattolico, docente universitario, dirigente di Azione Cattolica e deputato nel Parlamento brasiliano.

Il testo in Italia è stato introdotto da Giovanni Cantoni, fondatore dell'associazione Alleanza Cattolica, utilizzato poi per la formazione dei vari gruppi dell'associazione. 50 anni dopo, nel 2009, Cantoni ritenne di preparare una nuova edizione, del cinquantenario appunto, arricchita di tanti testi dell’autore inediti in Italia. “RCR”, come lo chiamano quelli che lo usano per formarsi, è un testo sostanzialmente breve, che inizia con una parola, “crisi”, che caratterizza i primi capitoli e senza la quale il testo non sarebbe stato scritto e non verrebbe neppure letto. E’ una crisi dell’uomo contemporaneo, dell’uomo occidentale e cristiano. Quali sono i caratteri di questa crisi? E’ una crisi universale, totale, dominante, si tratta di un processo, che il professor Plinio chiama “Rivoluzione”. Un processo che dura da oltre cinque secoli, che a partire dal XIV secolo fino ai nostri giorni, con diverse tappe tra loro collegate, ci porta alla decadenza di oggi, alla cosiddetta “IV Rivoluzione”, il processo degenerativo che ha colpito l’uomo in interiore homini. Una crisi che tocca il fattore culturale, sociale, economico, politico, etnico, geografico. A grandi linee il processo rivoluzionario comincia a strutturarsi a partire dalla fine del Medioevo, quando la società cristiana, l’Europa cristiana, la sua mentalità, comincia a trasformarsi. Dal Medioevo De Oliveira passa ad analizzare la I tappa degenerativa della società: la Pseudo-Riforma e il Rinascimento (I Rivoluzione). Lo stato d’animo dell’uomo aveva un desiderio di un ordine di cose fondamentalmente diverso da quello costituito nella Civiltà Medievale (sec. XII e XIII) Umanesimo e Rinascimento relegarono la Chiesa e il soprannaturale, i valori della religione, in secondo piano. L’uomo si ispirava al paganesimo. Nel Nord Europa, esplose la cosiddetta “Riforma”, una pseudo riforma della Chiesa. L’orgoglio e la sensualità suscitarono il Protestantesimo. Il dubbio, il libero esame, interpretazione naturalistica della Scrittura, sono fattori che portarono allo spirito di ribellione, alla rivolta contro l’autorità ecclesiastica. Segue la negazione del carattere monarchico della Chiesa universale. Dopo l’Illuminismo che ha preparato la Rivoluzione francese, giungiamo alla II tappa del processo rivoluzionario. “Profondamente affine al protestantesimo, - scrive De Oliveira - erede di esso e del neopaganesimo rinascimentale, la Rivoluzione francese fece un’opera in tutto e per tutto simmetrica a quella della Pseudo-Riforma”. In pratica l’opera politica della Rivoluzione francese non fu altro che il trasferimento nell’ambito dello Stato, della “riforma” protestante: rivolta contro il re, simmetrica alla rivolta contro il Papa; rivolta della plebe contro i nobili, simmetrica alla rivolta dei fedeli contro il clero. III tappa: il Comunismo. Questa fase è stata preparata da alcune sette che traponendo direttamente le loro tendenze religiose nel campo politico, che possiamo definire pre-comuniste. Dalla Rivoluzione francese nacque il movimento comunista di Babeuf e più tardi sorsero le scuole del comunismo utopistico del XIX secolo e poi quello scientifico di Marx. Successivamente nelle nuove edizioni il professor Plinio aggiunge una ulteriore tappa della Rivoluzione, la cosiddetta “IV Rivoluzione”, quella del cosiddetto Sessantotto, è la fase storica che stiamo vivendo. La rivoluzione contro la famiglia, contro l’uomo in se stesso (droghe, omosessualismo, gender) Nel 1959 la Rivoluzione dominante sembrava essere la tappa rappresentata dal comunismo; vent’anni dopo il prof. Plinio scrisse per l’edizione italiana un’aggiunta in cui si interrogava sulla possibilità che il processo rivoluzionario si incamminasse lungo la strada della rivoluzione culturale e sessuale cominciata nel 1968.

La seconda parte del libro è dedicata a spiegare come attuare una Contro-Rivoluzione, il cui ideale è “restaurare e promuovere la cultura e la civiltà cattolica”, come antidoto alla Rivoluzione. Così come la Contro-Riforma si è opposta alla Riforma protestante, serve una Contro-Rivoluzione che contrasti tutto il processo. “La modernità della Contro-Rivoluzione – spiega Corrêa de Oliveira – non consiste nel chiudere gli occhi né nello scendere a patti, sia pure in proporzioni insignificanti, con la Rivoluzione. Al contrario, consiste nel conoscerla nella sua essenza invariabile e nei suoi così rilevanti elementi accidentali contemporanei, per combatterla in questi e in quella, con intelligenza, con astuzia, in modo organizzato, con tutti i mezzi leciti, e utilizzando la collaborazione di tutti i figli della luce”.

Lo scopo della Contro-Rivoluzione secondo Corrêa de Oliveira è “la restaurazione dell’Ordine. E per Ordine intendiamo la pace di Cristo nel Regno di Cristo. Ossia, la civiltà cristiana, austera e gerarchica, sacrale nei suoi fondamenti, antiugualitaria e antiliberale”. Secondo il prof. de Oliveira “il grande bersaglio della Rivoluzione è, dunque, la Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, maestra infallibile della verità, tutrice della legge naturale e, in questo modo, fondamento ultimo dello stesso ordine temporale”. Da qui il suo costante appello a intraprendere attività controrivoluzionarie nello spirito e con la Chiesa di Cristo, perché “la Chiesa è la più grande delle forze contro-rivoluzionarie è “l’anima stessa” della Contro-Rivoluzione. “la Contro-Rivoluzione ha, come una delle sue missioni più importanti, quella di ristabilire o ravvivare la distinzione fra il bene e il male, la nozione del peccato in tesi, del peccato originale, e del peccato attuale”, che la Rivoluzione ovviamente nega. L’autore ammette anche che “la Contro-Rivoluzione oltrepassa l’ambito ecclesiastico, pur rimanendo sempre profondamente legata alla Chiesa per ciò che riguarda il Magistero e il potere indiretto di essa”, perché “lo scopo della Chiesa consiste nell’esercitare il suo potere spirituale diretto e il suo potere temporale indiretto per la salvezza delle anime”.

Il libro si rivolge a coloro che, riconoscendo la crisi profonda del nostro mondo, cercano e trovano in queste pagine la proposta di una via per risanarlo.
Sostanzialmente per il professore brasiliano, la Rivoluzione è quel processo plurisecolare che ha portato alla scomparsa della civiltà cristiana, costruita dopo l’Incarnazione, attraverso il sangue dei martiri prima del 313, la testimonianza dei monaci e l’evangelizzazione delle famiglie nei secoli successivi, fino a quando si realizzò in Occidente una vera e propria cristianità politica e giuridica, che verrà chiamata Sacro Romano Impero, mentre in Oriente permaneva un prolungamento dell’Impero romano che prese il nome dalla sua capitale, Bisanzio. Oggi il processo di distruzione di questa civiltà è compiuto, anche se rimangono le società e le persone alle quali RCR si rivolge: “all’uomo occidentale e cristiano“, come si legge nelle prime pagine, offrendo a loro, soprattutto, la seconda parte del testo, la Contro-Rivoluzione. Quest’ultima proposta, pure inserendosi nella tradizione della scuola controrivoluzionaria nata dalla riflessione sugli avvenimenti della Rivoluzione francese nel 1789, non vuole aggiungere una nuova riflessione dottrinale ai diversi autori controrivoluzionari del XIX secolo, ma intende offrire una prospettiva operativa, ossia rispondere al “come” fare oggi la controrivoluzione.
È nato così un libro da fare, come di solito viene detto dai dirigenti di Alleanza Cattolica ai giovani che si accingono a leggerlo e a studiarlo, un libro da leggere e studiare in gruppo perché uno dei suoi scopi principali consiste proprio nell’essere l’occasione per la costituzione di gruppi che siano capaci di inserirsi nella società in cui vivono, per rianimarla cristianamente opponendosi a tutto ciò che la allontana dalla verità e dal bene. Il testo Rivoluzione e Contro-rivoluzione del professor Plinio ha avuto diverse edizioni in Italia. La prima nel 1963, edizioni Dell’Albero, Edizioni di Cristianità, 1972; Edizioni di Cristianità, 1977; Edizioni Luci sull'Est, 1998; edizioni Sugarco, 2009. Ora apprendo dalla rete che a gennaio è stata pubblicata una edizione di Fede & Cultura.

Torino, 2 agosto 2026

S. Eusebio da Vercelli             DOMENICO BONVEGNA