Rassegna stampa nazionali Italia

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violenza bolognaPer oltre mezzo secolo si è seminato l’odio. La violenza non viene dal nulla, ma dalle ideologie della sinistra rivoluzionaria. Se non capiamo non riusciremo a guarire questa ferita.

di Marco Invernizzi

Se non viene raccontata fin dalle sue origini, questa violenza che periodicamente, ma puntualmente, riesplode e provoca danni a uomini e cose, non verrà mai compresa veramente.

Negli Anni 70 in tutte le scuole superiori italiane veniva insegnato che la Resistenza antifascista era stata tradita perché, invece di favorire e condurre alla Rivoluzione, si era trasformata in una politica governativa fondata sulla rinuncia da parete del Pci di portare a termine la Resistenza, appunto trasformandola in una rivoluzione. L’idea della “Resistenza tradita” era tanto utopistica quanto affascinante per giovani assetati di ideali radicali e dunque predisposti ad accogliere un messaggio veramente contrario alla società borghese. La violenza veniva praticata quotidianamente nelle scuole e nelle università, ma anche nelle fabbriche, contro i fascisti (che erano tutti quelli che la pensavano diversamente, con diverse sfumature) e contro le istituzioni. Quella violenza sfociò nel terrorismo ma venne sconfitta dalla reazione dello Stato (e anche del Pci) soprattutto perché la Rivoluzione scelse l’altra strada, quella della rivoluziona antropologica attraverso la corruzione del costume e l’allontanamento dai principi morali che erano in qualche modo stati alla base della società fino ad allora.

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