Rassegna stampa Speciali

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gianpiero palmieriCi viene segnalato e viste le ordinarie e faziose confusioni sull termine e sull'uso del termine Antifascista, volentieri, rilanciamo:

di Renzo Puccetti via Facebook

Leggo da un giornale locale:
Dopo le polemiche per il cambio di sede della tradizionale iniziativa, il vescovo di Ascoli Piceno (S. ecc. za Mons. G. Palmieri, vicepresidente CEI) ha inviato un lungo messaggio letto durante la manifestazione: “L’antifascismo non è un’ideologia di parte, ma un valore della nostra Costituzione e della nostra storia”.
Nel testo il presule chiarisce innanzitutto le ragioni del cambio di sede. «Abitualmente le parrocchie non ospitano iniziative di partiti politici, né di movimenti e collettivi politici; è questo il motivo del “no” di padre Floribert. Ma perché non sembri che il motivo sia il tema – l’antifascismo – ho deciso, vista la disponibilità di don Daniele e in via eccezionale, di ospitare la cena a San Marcello».
Palmieri ribadisce quindi che la Chiesa non intende identificarsi con alcuna forza politica, ma richiama il valore costituzionale dell’antifascismo. «I cristiani e tutti gli italiani sono invitati a ritrovarsi uniti intorno a quei valori sui quali fonda la nostra vita comune, codificati nella nostra Costituzione. Tra quei valori si colloca l’antifascismo».
Il passaggio centrale del messaggio è una presa di posizione netta: «I cristiani quindi non si dividono sull’antifascismo» e ancora «Non possiamo non dirci antifascisti», perché il fascismo «negò libertà fondamentali, introdusse le leggi razziali e trascinò il Paese nella guerra».
Il vescovo ricorda anche il contributo della Chiesa ascolana durante la Resistenza, citando il vescovo Ambrogio Squintani, il sacrificio di sacerdoti perseguitati dal regime e la partecipazione di molti cattolici alla lotta partigiana. Un richiamo che lega la memoria storica all’identità della città, decorata con la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Nel suo intervento Palmieri cita inoltre figure come Paolo VI, Pio XI, Giorgio La Pira, Tina Anselmi e Aldo Moro, sostenendo che l’antifascismo «non è ideologia di parte ma una felice convergenza di posizioni», espressione utilizzata proprio dallo statista democristiano durante i lavori dell’Assemblea Costituente.
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Tutto bene, tutto benissimo, ora però ho io una domanda per sua eccellenza:
QUANDO FARÀ LA PASTASCIUTTA ANTIABORTISTA?
Perché, vede, senza con questo volere fare alcuna apologia di quel regime che opprimeva la libertà, che indottrinava i bambini, che reprimeva il dissenso, che ci portò a lutti e alla guerra fratricida, mi pongo una domanda di cui conosco la risposta:
per un bambino che deve nascere, è più fascista il codice Rocco fascista che lo proibiva, o è più fascista la costituzione anti-fascista che autorizza ad ammazzarlo su semplice richiesta della madre a spese dello Stato anti-fascista?
Sono oltre 6 milioni di miei e suoi fratelli, mica quisquiglie.
6 milioni di esseri umani che senza la costituzione anti-fascista che ha sancito che il diritto alla salute della madre (cioè secondo l'OMS, lo stato di completo benessere fisico, psichico e sociale) prevale sul diritto alla vita del nascituro, oggi respirerebbero, camminerebbero, lavorerebbero, darebbero l'8 per mille, farebbero figli e li farebbero battezzare.
Per loro non è un po' fascistella la costituzione anti-fascista che l'equivalente dei 45.166 abitanti della città di cui è vescovo li fa fuori in 8 mesi (però va riconosciuto, in maniera perfettamente costituzionale e anti-fascista)? Non le viene il dubbione?
Il cristiano non può dirsi anti-fascista, ma può dirsi abortista?
Non intendo essere impertinente, né provocatorio, ma è una domanda legittima dopo che su Google il suo nome appare accostato ai migranti e all'accoglienza una caterva di volte, leggo che per lei "la remigrazione non ha niente di evangelico", che si preoccupa che nessun parrocchiano sia tentato d'indossare la camicia nera di suo nonno, ma non sono riuscito a trovare una sua sillaba riportata dai media contro la legge sull'aborto, la 194 del 1978, e vorrei disincerarmi che anche essere a favore di essa sia ancora vero che non ha niente di evangelico.
A quando la PASTASCIUTTA ANTI-ABORTISTA, signor vescovo, mi dice la data che mi lascio il giorno libero?