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mali excisionLe reti social in Africa ad agosto si sono occupate di una delle istituzioni tradizionali africane più radicate e discusse: le mutilazioni genitali femminili, Mgf. Non è un fatto insolito. Le organizzazioni e le istituzioni che cercano di sradicarle si servono anche delle reti social per combatterle, consapevoli dell’efficacia, per rapidità di diffusione e per quantità di persone che si possono raggiungere, di questi mezzi di comunicazione. Ma questa volta a ricorre a Whatsapp non è stata una associazione o un ente che sta conducendo una campagna di sensibilizzazione contro le Mgf. Al contrario, è stato un uomo, un musulmano che si presenta come “predicatore”, Koué Diakité, e lo ha fatto per lanciare una campagna in difesa dell’escissione praticata nel suo paese, il Mali.

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