San Massimiliano Maria Kolbe (1894-1941), il martire ad Auschwitz. Kolbe, il giornalista. Kolbe, il fondatore della Milizia dell’Immacolata. Kolbe, l’innamorato di Maria. Sono tante le sfaccettature di questo santo di cui oggi ricorre la memoria liturgica. Tante perché davanti a noi si presenta una delle figure della Chiesa più poliedriche: la sua esistenza, infatti, ha spaziato in molteplici campi come quelli della conoscenza, della scienza, della fede. Ma c’è anche un Kolbe meno “famoso”: è il Kolbe missionario in luoghi estremi, lontani, come il Giappone, terra in cui visse dal 1930 al 1936.
Padre Kolbe giunse a Nagasaki il 24 aprile 1930, accompagnato da alcuni confratelli polacchi. L’impresa non si presentava certamente facile: i missionari non conoscevano la lingua locale, né tantomeno possedevano risorse economiche adeguate. Inoltre, l’ambiente in cui dovevano operare era radicalmente diverso e diffidente verso il cristianesimo.
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