Arrivo a Sant’Angelo Lodigiano, Adorazione del Santissimo Sacramento e Venerazione del Cuore di Santa Francesca Cabrini, Partenza e rientro in Vaticano
Alle ore 18.55, il Santo Padre Leone XIV è atterrato in elicottero allo Stadio comunale “Carlo Chiesa” di Sant’Angelo Lodigiano.
Al Suo arrivo, il Papa è stato accolto da S.E. Mons. Maurizio Malvestiti, Vescovo di Lodi, dal Dott. Cristiano Devecchi, Sindaco di Sant’Angelo Lodigiano.
Successivamente, il Pontefice si è trasferito in papamobile alla Parrocchia dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini per l’adorazione al Santissimo Sacramento e la venerazione del Cuore di Santa Francesca Cabrini. Lungo il percorso il Santo Padre è stato salutato da circa 5000 persone.
Al suo arrivo, il Papa è stato accolto dal Parroco, Mons. Enzo Raimondi e da circa 1000 fedeli.
Dopo il saluto e la preghiera di S.E. Mons. Maurizio Malvestiti, il Santo Padre ha pronunciato il Suo discorso.
Al termine, Papa Leone XIV si è trasferito allo Stadio comunale “Carlo Chiesa” di Sant’Angelo Lodigiano e si è congedato dalle Autorità che Lo avevano accolto all’arrivo.
Prima di lasciare lo Stadio, il Papa si è rivolto alle circa 2200 persone lì radunate, tra cui numerosi giovani e ragazzi, rivolgendo loro alcune parole di saluto e di ringraziamento. Quindi il Santo Padre è salito in elicottero e alle ore 20.18 è partito per far rientro in Vaticano.
Pubblichiamo di seguito il discorso che il Santo Padre ha rivolto ai presenti nel corso dell’incontro nella Parrocchia dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini e le parole a braccio pronunciate prima di lasciare Sant'Angelo Lodigiano e partire in elicottero per far rientro in Vaticano:
Cari fratelli e sorelle,
sono felice di salutare tutti voi, concittadini e conterranei di Santa Francesca Saverio Cabrini! Ringrazio il Vescovo, Mons. Maurizio Malvestiti, e il Parroco, il Sindaco e le altre Autorità civili.
Sono qui per rendere omaggio a madre Cabrini, Patrona dei migranti, prima Santa degli Stati Uniti d’America, nata qui, a Sant’Angelo Lodigiano, nel 1850, e morta a Chicago, la mia città natale, nel 1917. Quando ho saputo che Sant’Angelo Lodigiano dista pochi chilometri da Pavia, ho pensato subito di cogliere l’occasione… Ed eccomi qua. Grazie, grazie della vostra calorosa accoglienza! Così voi mi dimostrate l’amore della Chiesa laudense per il Papa, un amore che madre Cabrini nutriva con singolare devozione e obbedienza.
Infatti, quando fu il momento della scelta decisiva sulla “rotta” da dare alla missione del suo istituto religioso, volle che fosse il Papa a indicarla. E Leone XIII fu chiaro: “Non all’oriente, ma all’occidente”, al servizio delle migliaia di emigrati italiani in America, come già le aveva suggerito il Vescovo di Piacenza, San Giovani Battista Scalabrini.
Attraverso le voci di questi due Pastori illuminati, madre Cabrini interpretò i segni dei tempi e comprese che il sogno di andare in Cina, emulando San Francesco Saverio, si doveva realizzare là dove, in quel momento, maggiore era il bisogno.
Ma, care sorelle e cari fratelli, se guardiamo al mondo di oggi, che cosa dobbiamo dire? Quel “segno”, cioè il fenomeno migratorio, è entrato in una fase diversa, sicuramente più complessa, eppure non meno capace di interpellare la Chiesa.
Domandiamoci: se madre Francesca vivesse oggi, che cosa le direbbe la sua anima missionaria? O meglio, che cosa direbbe il Cuore di Cristo al suo cuore di donna consacrata a Lui e al servizio del suo Regno? E che cosa le avrebbe chiesto un Papa come Francesco, il quale, figlio di emigrati italiani, ha fatto del servizio ai migranti uno dei punti-chiave del suo pontificato?
Carissimi, Papa Francesco ha voluto che la sua terza Enciclica, Dilexit nos, che è risultata poi l’ultima, fosse dedicata all’“amore umano e divino del Cuore di Cristo”, cioè a quel mistero di carità infinita che è l’unico vero “motore” della vita di Santa Cabrini, di tutto ciò che ha realizzato e, ancor più, di come lo ha fatto. Ebbene, in questa Enciclica, Papa Francesco scrive: «L’attualità della devozione al Cuore di Cristo è particolarmente evidente nell’opera evangelizzatrice ed educativa di numerose congregazioni religiose femminili e maschili che sono state segnate fin dalle loro origini da questa esperienza spirituale cristologica» (n. 150).
Da parte mia, ho ereditato e portato avanti il Magistero di Papa Francesco con l’Esortazione apostolica Dilexi te sull’amore verso i poveri, e là dove si parla della carità nella forma di “accompagnare i migranti”, compare, proprio accanto a San Giovani Battista Scalabrini, la figura di Santa Francesca Saverio Cabrini. «Il suo cuore materno, che non si dava pace, li raggiungeva dappertutto – gli emigrati –: nei tuguri, nelle carceri, nelle miniere» (n. 74). Lei stessa ha scritto così: «Nessun lavoro sarà troppo difficile, nessuna terra troppo lontana, nessuna persona troppo ferita per l’amore del Cuore di Gesù e per tutti coloro invitati ad essere portatori dell’amore di Cristo nel mondo».
Fratelli e sorelle, cosa c’è di più attuale di questo carisma? Lo dico qui, davanti alla Reliquia del cuore di madre Cabrini, portata dalla Casa-madre di Codogno. Lo dico salutando e ringraziando con affetto le sue figlie spirituali, le Suore Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Cosa c’è di più attuale di un carisma missionario che si pone al servizio dei migranti?
Colgo dunque questa occasione per rivolgere un appello, specialmente ai giovani: conoscete Santa Francesca Cabrini! Leggete i suoi scritti, pieni di passione per Gesù e per la missione; le sue lettere, i suoi diari di viaggio, gli appunti dei suoi ritiri. Chi conosce madre Cabrini, ne rimane conquistato. La sua anima era nello stesso tempo contemplativa e attiva; era immersa nell’amore del Cuore di Cristo e questo le dava una capacità di lavoro e una forza d’animo straordinarie, coerentemente con il motto paolino che aveva scelto per l’Istituto: “Tutto posso in Colui che mi dà la forza» (Fil 4,13).
Questo appello lo rivolgo in modo speciale alla Chiesa che è a Lodi, che oggi mi ha accolto con tanto affetto! E vorrei esprimerlo in forma di augurio: la Chiesa di San Bassiano si distingua sempre per quei tratti che risplendono in questa sua figlia così gloriosa. Con il suo esempio e la sua intercessione, Santa Cabrini vi aiuti a essere innamorati di Cristo, testimoni del suo Vangelo con stile operoso e generoso, al servizio dei più poveri. Vi aiuti a vivere una sinodalità effettiva, camminando uniti e tendendo insieme alla santità, nella varietà dei doni e dei ministeri. Per questo vi assicuro la mia preghiera.
Infine, prego il Signore per le Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, in ogni loro comunità: Dio le benedica e le rinnovi nella fedeltà al carisma di madre Cabrini. E possa la Chiesa intera guardare a questa stupenda missionaria dell’Amore, per imparare che cosa significa servire il Regno di Dio nel vivo della storia.
A tutti voi e ai vostri cari imparto di cuore la benedizione apostolica. Grazie!
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Parole a braccio del Santo Padre prima di lasciare Sant'Angelo Lodigiano
Ragazzi buonasera,
c'è un gran dono che avete avuto oggi, tutti: pazienza e capacità di aspettare. Aspettare è un segno di speranza. Grazie per essere testimonianza di speranza! Non dimenticate mai: voi giovani potete cambiare il mondo, e noi aspettiamo, ognuno di voi. Che il Signore vi benedica oggi e sempre!
Grazie per essere qui, grazie per questa gioia, per questa accoglienza. Accogliete tutti nel vostro cuore e con le vostre opere di carità. Il Signore sia con voi.
Vi benedica Dio onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.
Grazie, grazie a tutti! Arrivederci!
© Bollettino Santa Sede - 20 giugno 2026