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Catechesi Santo Padre
Bisogna dimostrare alla storia che anche grazie alla crisi economico-finanziaria l'uomo è maturato

 

Un vertice di "portata globale" ma anche "un segno eloquente della rilevanza e della responsabilità acquisite dall'Asia nello scenario internazionale all'inizio del secolo XXI". Così il Papa sottolinea il significato del g20 - che si apre giovedì 11 novembre, a Seoul - in un messaggio indirizzato al presidente della Repubblica di Corea Lee Myung-bak.

To His Excellency
Mr. Lee Myung-bak
President of the Republic of Korea

Mr. President,
The meeting about to take place in Seoul of Heads of States and Government of the world's twenty-two leading economies together with the Secretary-General of the United Nations Organization, the Presidency of the European Union and some regional Organizations, as well as the leaders of various specialized Agencies, is not only of global importance but also clearly expresses the significance and responsibility which Asia has acquired on the international scene at the beginning of the 21st century. The Korean Presidency of the Summit is a recognition of the significant level of economic development attained by your country, which is the first among those not belonging to the G8 to host the G20 and guide its decision in the world after the crisis. The Summit seeks solutions to quite complex questions, on which the future of upcoming generations depends and which therefore require the cooperation of the entire international community, based on the acknowledgement - which is shared and agreed by all peoples - of the primary and central value of human dignity, the final objective of the choices themselves.

The Catholic Church, in accordance with her specific nature, regards herself as involved and shares the concerns of the leaders who will take part in the Seoul Summit. I therefore encourage you to tackle the numerous serious problems facing you - and which, in a sense, face every human person today - bearing in mind the deeper reasons for the economic and financial crisis and giving due consideration to the consequences of the measures adopted to overcome the crisis itself, and to seek lasting, sustainable and just solutions. In doing so, it is my hope that there will be a keen awareness that the solutions adopted, as such, will work only if, in the final analysis, they are aimed at reaching the same goal:  the authentic and integral development of man.
The world's attention focuses on you and it expects that appropriate solutions will be adopted to overcome the crisis, with common agreements which will not favor some countries at the expense of others. History, furthermore, reminds us that, no matter how difficult it is to reconcile the different socio-cultural, economic and political identities coexisting today, these solutions, to be effective, must be applied through combined action which, above all, respects the nature of man. It is decisive for the very future of humanity to show the world and history that today, thanks also to this crisis, man has matured to the point of being able to recognize that civilizations and cultures, like economic, social and political systems, can and must converge in a shared vision of human dignity, which respects the laws and requirements placed in it by God the Creator. The G20 will respond to the expectations placed in it and grant real success to future generations, if taking into consideration the various and sometimes contrasting problems afflicting the peoples of the earth, it is able to set out the characteristics of the universal common good and demonstrate its willingness to cooperate in order to attain it.
With these sentiments I invoke God's blessings on all taking part in the Seoul Summit and I avail myself of the occasion to renew to Your Excellency the assurance of my highest consideration.
From the Vatican, 8 November 2010

BENEDICTUS PP. XVI


Di seguito una nostra traduzione italiana del messaggio del Papa.

A Sua Eccellenza
Sig. Lee Myung-bak
Presidente della Repubblica di Corea

Signor Presidente,
L'imminente riunione, a Seoul, dei Capi di Stato e di Governo delle ventidue più grandi economie mondiali, insieme con il Segretario Generale dell'Onu, con la Presidenza dell'Ue e di alcune Organizzazioni regionali, come pure con i responsabili di varie Agenzie specializzate, non ha soltanto una portata globale, ma è anche un segno eloquente della rilevanza e della responsabilità acquisite dall'Asia nello scenario internazionale all'inizio del secolo XXI. La Presidenza coreana del Vertice è un riconoscimento del significativo livello di sviluppo economico raggiunto dal Suo Paese, che è il primo, fra quelli non appartenenti al g8, ad ospitare il g20 e a guidare le sue decisioni nel mondo dopo la crisi. Si tratta di tracciare la soluzione di questioni assai complesse, dalle quali dipende il futuro delle prossime generazioni e che, pertanto, necessitano della collaborazione di tutta la comunità internazionale, nel riconoscimento, comune e concorde fra tutti i Popoli, del valore primario e centrale della dignità umana, obiettivo finale delle scelte stesse.
La Chiesa cattolica, secondo il suo specifico, si sente coinvolta e condivide le preoccupazioni dei leaders che parteciperanno al Vertice di Seoul. Incoraggio pertanto ad affrontare i molteplici e gravi problemi che vi aspettano - e che, in un certo senso, oggi stanno davanti a ogni persona umana - coerentemente con le ragioni più profonde della crisi economico-finanziaria, tenendo adeguatamente in considerazione le conseguenze delle misure che sono state adottate per compensare la crisi medesima ed alla ricerca di soluzioni durature, sostenibili e giuste. Nel fare ciò auspico che ci sia viva consapevolezza che gli strumenti adottati, in quanto tali, funzioneranno solo se, in ultima analisi, saranno destinati alla realizzazione di un medesimo fine:  il progresso autentico ed integrale dell'uomo.
Il mondo vi guarda ed attende l'adozione di strumenti adeguati per uscire dalla crisi, con accordi comuni che non privilegino alcuni Paesi a scapito di altri. La storia vi ricorda inoltre che, per quanto sia difficile conciliare le diverse identità socio-culturali, economiche e politiche oggi coesistenti, detti strumenti, per essere efficaci, dovranno essere applicati in modo sinergico e, soprattutto, rispettoso della natura dell'uomo. Per il futuro stesso dell'umanità è decisivo dimostrare al mondo ed alla storia che oggi, anche grazie a questa crisi, l'uomo è maturato al punto da riconoscere che le civiltà e le culture, al pari dei sistemi economici, sociali e politici, possono e devono convergere in una visione condivisa della dignità umana e rispettosa delle leggi e delle esigenze poste in essa da Dio creatore. Il g20 risponderà alle attese in esso riposte e consegnerà al futuro un vero successo se, a partire dai problemi diversi e talvolta contrastanti che affliggono i Popoli della terra, saprà delineare i tratti del bene comune universale e dimostrerà la volontà di cooperare per raggiungerlo.
Con questi sentimenti imploro la benedizione di Dio su tutti i partecipanti al Vertice di Seoul e colgo l'occasione per rinnovarLe, Signor Presidente, i sentimenti della mia stima e del mio deferente e cordiale ossequio.
Dal Vaticano, 8 novembre 2010

BENEDICTUS PP. XVI


(©L'Osservatore Romano - 11 novembre 2010)