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Catechesi Santo Padre

Benedizione new Gemelli hospital centreQuesta mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Leone XIV ha benedetto la prima pietra del “Centro Cuore – Papa Francesco” del Policlinico “A. Gemelli” di Roma.

Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti nel corso del rito di benedizione:

Carissimi, buongiorno e benvenuti!

Accolgo con piacere il vostro desiderio che il Papa benedica la prima pietra del “Centro Cuore”, la nuova grande opera del Policlinico Gemelli, intitolata a Papa Francesco. Il nome Cuore, dato alla nuova struttura, mi offre lo spunto per la breve riflessione che condivido con voi.

In un primo significato, diciamo funzionale, esso sta per Cardiovascular Unique Offer ReEngineered. Indica, cioè, con un acronimo, efficace nella sua immediatezza, quella parte del vasto villaggio che è il “Gemelli” dove saranno concentrate le cure delle malattie cardiovascolari. Voi lo definite un nuovo modello organizzativo centrato sulla persona. È una sfida impegnativa, che vi auguro di affrontare con entusiasmo, collaborazione e anche preghiera.

Ma la parola “cuore”, per il vostro Policlinico, dice molto di più, perché sta nel nome stesso dell’Università a cui appartiene: l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

A questo proposito, mi piace ricordare un particolare storico importante. Quando arrivò il momento tanto atteso di chiedere il riconoscimento dello Stato per la nuova Università, molti consigliarono a padre Gemelli di non intitolarla al Sacro Cuore, perché quel titolo sarebbe risultato troppo devozionale. E il fondatore si pose onestamente il problema. Ma la Beata Armida Barelli non ebbe dubbi: l’Università doveva essere “del Sacro Cuore”, perché proprio al Cuore di Cristo si doveva la serie di “miracoli” che avevano reso possibile l’impresa. Gemelli ascoltò la sua fidata collaboratrice e il nome fu approvato anche dalle autorità governative.

Oggi, possiamo dire che quella scelta, profetica allora, lo è tuttora, se pensiamo che Papa Francesco ha voluto la sua ultima Enciclica, Dilexit nos – quasi un testamento –, dedicata “all’amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo”.

Nella sua prima parte, essa ricorda l’antropologia cristiana, che intende il cuore come centro e sintesi della persona umana. Vorrei citare solo un passaggio: «Il nucleo di ogni essere umano, il suo centro più intimo, non è il nucleo dell’anima ma dell’intera persona nella sua identità unica, che è di anima e corpo. Tutto è unificato nel cuore, che può essere la sede dell’amore con tutte le sue componenti spirituali, psichiche e anche fisiche. In definitiva, se in esso regna l’amore, la persona raggiunge la propria identità in modo pieno e luminoso, perché ogni essere umano è stato creato anzitutto per l’amore, è fatto nelle sue fibre più profonde per amare ed essere amato» (n. 21). In questa parte dell’Enciclica voi potete ritrovare il quadro di principi e di valori che sono alla base della formazione nel vostro Policlinico, formazione che, in questa occasione, mi permetto semplicemente di incoraggiare: quanto più il “Gemelli” cresce, tanto più dev’essere curata la formazione umana e cristiana di chi vi opera.

Il messaggio centrale della Dilexit nos è però teologico e spirituale, incentrato sul mistero d’amore del Cuore di Cristo, fonte principale di ispirazione e di sostegno per la nostra vita e il nostro lavoro. Come una fiamma perenne, questo amore ha suscitato nella Chiesa innumerevoli testimoni di carità, anche di carità educativa e sociale. Tra questi possiamo annoverare padre Gemelli, la Beata Armida Barelli e gli altri fondatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Sappiamo quanto Gemelli avesse a lungo desiderato la Facoltà di medicina e siamo certi che egli dall’alto continua ad accompagnare gli sviluppi, in particolare questa iniziativa del Centro Cuore. Con questi sentimenti, benedico tutti voi e la prima pietra della nuova struttura, invocando l’intercessione di Maria Santissima, Sede della Sapienza e Salute dei malati Grazie!

© Bollettino Santa Sede - 27 aprile 2026