Catechesi Santo Padre

Udienza Papa Leone XIV lettura Sala ConcistoroQuesta mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in Udienza i partecipanti ai “Borgo Laudato si’ Dialogues”, ospitati dal 17 al 19 giugno 2026, nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo.

Pubblichiamo di seguito il saluto che il Papa ha rivolto ai presenti nel corso dell’incontro:

Saluto del Santo Padre

Cari fratelli e sorelle,
buongiorno e benvenuti.

Avete appena concluso due giornate di intenso lavoro nel Borgo Laudato Si’ di Castel Gandolfo. Vi siete riunti per partecipare alla prima edizione dei “Dialoghi del Borgo” — come ha appena spiegato il Cardinale Baggio —, il primo passo di un processo volto a rinnovare e a reimmaginare la guida morale in un mondo che oggi appare frammentato e dimentico delle proprie radici storiche.

E, fratelli, avete discusso di temi importanti, che preoccupano anche la Chiesa cattolica: l’intelligenza artificiale e il suo rapporto con l’umanità, l’invecchiamento e la vitalità, lo sport e la diplomazia e il futuro della sostenibilità. Avete esaudito il desiderio che ho espresso di recente nella mia Lettera Enciclica Magnifica humanitas: “entrare in dialogo con tutti gli uomini e le donne del nostro tempo, insieme ai quali prendiamo parte agli avvenimenti, alle domande e alle aspirazioni dell’umanità. Vogliamo individuare, insieme con loro, nuove strade per il bene comune e la promozione di una vita dignitosa per tutti” (n. 2).

Nello stesso documento ho anche affermato che “viviamo in un tempo di notevole cecità spirituale e culturale. Un falso pragmatismo invita a recidere le radici della memoria, come se si potesse inaugurare una sorta di ‘nuova creazione’ sganciata dal passato; anche chi richiama grandi principi morali può cadere in questo nichilismo storico, illudendosi che le atrocità del XX secolo non possano più ripetersi” (n. 204).

I vostri dialoghi sono stati costruiti sulla visione di sinodalità della Chiesa cattolica, ascoltando dal basso e promovendo al tempo stesso l’unità globale. Voi siete esperti, leader e professionisti provenienti da diverse parti del mondo, che lavorano in campi diversi, con una varietà di competenze, esperienze e visioni. E nonostante questa diversità, siete tutti profondamente impegnati nella trasformazione ecologica, sociale ed economica del mondo.

Dinanzi alla tentazione di costruire la “torre di Babele”, che rappresenta l’idolatria del profitto a scapito dei più vulnerabili e fa aumentare il rischio della disumanizzazione, siamo chiamati a contribuire alla costruzione della Nuova Gerusalemme, la civiltà dell’amore, in cui l’amore è l’unico principio guida della vita economica, politica e culturale.

“La civiltà dell’amore non nasce da un gesto unico e spettacolare, ma da una somma di fedeltà piccole e tenaci, che fanno argine alla disumanizzazione. Per questo vale la pena fermarsi e considerare alcuni aspetti di come, ciascuno nel proprio ambito, possiamo collaborare alla sua costruzione” (Magnifica humanitas, n. 213).

È questo che avete fatto nel magnifico scenario dei Giardini Pontifici del Borgo Laudato Si’, lasciando che la bellezza del creato — e del Creatore — vi ispirasse a coniugare la conoscenza locale con la responsabilità globale e a far avanzare un processo volto a plasmare una leadership coraggiosa, oggi tanto necessaria.

Grazie per la vostra apertura e disponibilità a partecipare a questo processo, che vi riunirà novamente in altri importanti contesti e che apre cammini per ulteriori progressi.

Il Signore benedica i vostri sforzi e vi doni la grazia di essere umili costruttori della Nuova Gerusalemme, la città di Dio, che offre acqua viva agli assetati e cure, riconoscimento, parole gentili e mani capaci di tenerezza a ogni essere umano.

Grazie.

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L'Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 138, venerdì 19 giugno 2026, p. 3.

© Bollettino Santa Sede - 19 giugno 2026