L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.00 nella Basilica Vaticana dove il Santo Padre Leone XIV ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.
Nel discorso in lingua italiana, il Papa, riprendendo il ciclo di catechesi su “I Documenti del Concilio Vaticano II”, ha incentrato la sua meditazione sul tema: Costituzione Sacrosanctum Concilium. L’anno liturgico (Lettura: Ap 1,5-8).
Dopo aver riassunto la Sua catechesi nelle diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli presenti.
L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.
I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione Sacrosanctum Concilium. 6. L’anno liturgico
Cari fratelli e sorelle,
il quinto capitolo della Costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium (SC) è dedicato all’anno liturgico, tema sul quale oggi vogliamo soffermarci, per spiegarne il valore nella vita di ogni credente.
Anzitutto è doveroso ricordare che questo modo di definire il ciclo delle feste cristiane come “anno liturgico” si è diffuso nel linguaggio ecclesiale grazie all’opera del Servo di Dio l’abate Prosper Guéranger (1805-1875).
Nell’Enciclica Mediator Dei,Papa Pio XII afferma che non si tratta di «una fredda e inerte rappresentazione di fatti che appartengono al passato o una semplice […] rievocazione di realtà d’altri tempi. [L’anno liturgico] è, piuttosto, Cristo stesso, che vive sempre nella sua Chiesa e che prosegue il cammino di immensa misericordia da lui iniziato […] in questa vita mortale […], allo scopo di mettere le anime umane al contatto dei suoi misteri e farle vivere per essi; misteri che sono perennemente presenti ed operanti» (III Divinum Officium et Annus Liturgicus, II Cyclus Mysteriorum). L’anno liturgico dunque va inteso come costante attualizzazione dell’opera della salvezza, che Cristo realizza nella storia. Percorrendo questo ciclo temporale, la Chiesa resta a contatto con l’azione redentrice del Signore, sicché tutti i fedeli vengono colmati della sua grazia (cfr SC, 102c). L’incontro con Gesù, morto e risorto per noi, è la finalità che la Chiesa sempre persegue, ponendo al centro di ogni momento la celebrazione dell’evento pasquale.
Perciò i Padri conciliari considerano «fondamento e nucleo dell’anno liturgico» proprio la domenica, «il giorno di festa primordiale» (cfr SC, 106). In diverse lingue moderne, il suo nome attesta che è il “dies Domini”, “il giorno del Signore”. Anche in quelle lingue nelle quali ha prevalso il riferimento al “giorno del sole” (Sunday, Sonntag) si intravede il legame con Cristo: Cristo è il vero “sole di giustizia” che illumina ogni uomo!
San Giovanni Paolo II, nella Lettera apostolica Dies Domini (31 maggio 1998), insegna che la domenica è giorno del Signore, giorno della Chiesa, giorno dell’uomo e, infine, “giorno dei giorni”: «Essendo la domenica la Pasqua settimanale, in cui è rievocato e reso presente il giorno nel quale Cristo risuscitò dai morti, essa è anche il giorno che rivela il senso del tempo. […] Sgorgando dalla Risurrezione, essa fende i tempi dell’uomo, i mesi, gli anni, i secoli, come una freccia direzionale che li attraversa orientandoli al traguardo della seconda venuta di Cristo. La domenica prefigura il giorno finale, quello della Parusía» (n. 75), quando tutti risorgeremo.
Per santificare la domenica è fondamentale celebrare l’Eucaristia. L’ascolto della Parola e la partecipazione al Corpo di Cristo comportano, secondo i Padri conciliari, il convenire in unum (cfr SC, 106), cioè la festosa convocazione dei fedeli. In tale assemblea la comunità cristiana rende visibile la propria comunione con il Signore e testimonia la sua appartenenza a Cristo e la sua fedeltà alla Chiesa. Questa assemblea non è sostituibile da una presenza soltanto virtuale, né si riduce a un raduno meramente passivo. L’assemblea liturgica si avvera infatti nell’attiva partecipazione di fratelli e sorelle, convocati insieme a «rendere grazie a Dio che li ha generati, “mediante la risurrezione di Cristo dai morti, per una speranza viva” (1Pt 1,3)» (ibid.).
A tale proposito, esorto tutti a ricercare le migliori condizioni affinché sia possibile prendere parte alla santa Messa anche a quanti di domenica non hanno possibilità di astenersi dal lavoro.
Carissimi, l’anno liturgico, ritmato dalle domeniche, ha una storia interessante, nella quale si intrecciano la fede e la devozione della Chiesa. Fin dal II secolo d.C., infatti, alla celebrazione della Pasqua settimanale si è aggiunta quella della Pasqua annuale, «massima solennità» (SC, 102), estesa al “lietissimo spazio” di cinquanta giorni, culminanti nella Pentecoste, e preparata dal tempo di Quaresima con il suo carattere penitenziale (cfr SC, 109). Lo sviluppo del ciclo natalizio, avvenuto successivamente sul modello di quello pasquale, ha consentito di rivivere i misteri dell’incarnazione del Verbo di Dio, della sua nascita e della sua manifestazione al mondo. La Chiesa ha inserito poi nei diversi tempi la venerazione della beata Vergine Maria, «congiunta indissolubilmente con l’opera salvifica del Figlio suo» (SC, 103) e «le memorie dei martiri e degli altri santi che […] in cielo cantano a Dio la lode perfetta e intercedono per noi» (SC, 104).
L’anno liturgico ripropone così in forma sacramentale la pedagogia della storia della salvezza, guidando i fedeli dall’attesa del Messia alla pienezza del mistero pasquale e all’anticipazione della gloria futura. In esso la Chiesa celebra l’attualità salvifica del mistero di Cristo, permettendo ai credenti di parteciparvi sempre più profondamente. Per questo l’anno liturgico costituisce il principio ispiratore e il quadro di riferimento essenziale di ogni azione pastorale.
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Saluti
Je salue tous les pèlerins de langue française et plus particulièrement les fidèles du Diocèse de Yaoundé au Cameroun, accompagnés de leur évêque. Rassasiés à la table de l’Eucharistie, soyez pour le monde des témoins lumineux de l’amour du Christ. Que Dieu vous bénisse !
[Saluto tutti i pellegrini di lingua francese e, in particolare, i fedeli della Diocesi di Yaoundé, in Camerun, accompagnati dal loro Vescovo. Saziati alla mensa eucaristica, siate per il mondo testimoni luminosi dell’amore di Cristo. Dio vi benedica!]
I greet all the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, particularly the groups from Malta and Zimbabwe. Upon you and your families, I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. God bless you all!
Liebe Brüder und Schwestern deutscher Sprache, der heilige Benedikt von Nursia schreibt in seiner Mönchsregel, dass »dem Gottesdienst nichts vorgezogen werden soll« (Regula 43,3). Ich wünsche euch, dass ihr stets die verwandelnde Kraft Christi erfahren dürft, die uns in der heiligen Liturgie im Hören auf das Wort Gottes und durch die Feier der Sakramnete zuteil wird. Der Herr segne und behüte euch!
[Cari fratelli e sorelle di lingua tedesca, San Benedetto da Norcia scrive nella sua Regola monastica: «non si anteponga nulla all’Opera di Dio» (Regula 43,3). Vi auguro che possiate sperimentare sempre la forza trasformatrice di Cristo, che attingiamo nella Sacra Liturgia, nell’ascolto della Parola di Dio e attraverso la celebrazione dei Sacramenti. Il Signore vi benedica!]
Deseo expresar mi cercanía a las hermanas y hermanos colombianos que sufrieron los efectos del reciente terremoto que causó numerosas víctimas y heridos, así como grandes daños materiales. Mientras ruego al Señor por el eterno descanso de los fallecidos, aseguro mis plegarias por sus familias y todos los que han sido golpeados por esta tragedia. Manifiesto mi gratitud a cuantos trabajan en las labores de rescate y de asistencia a los damnificados.
Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española. Pidámosle a la Virgen María, quien llevó a Cristo en su seno, que interceda por nosotros para que, también como ella, podamos participar de los misterios de Cristo, especialmente en la celebración dominical de la Eucaristía. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.
我向讲中文的人们致以诚挚的问候。亲爱的弟兄姐妹们,愿童贞圣母玛利亚日复一日地光照你们的生命,并护佑你们永沐和睦之中。我衷心地降福你们!
[Rivolgo il mio cordiale saluto alle persone di lingua cinese. Cari fratelli e sorelle, la Vergine Maria illumini quotidianamente la vostra esistenza e vi custodisca nella concordia. Vi benedico di cuore.]
Saúdo com afeto todos os peregrinos de língua portuguesa, em especial o grupo vindo de Moçambique! Queridos irmãos e irmãs, encorajo-vos a santificar o domingo participando da Santa Missa, e não apenas assistindo-a virtualmente. A Eucaristia é o encontro vivo com o Senhor ressuscitado, que dá sentido à nossa vida e nos concede a graça necessária para enfrentar, na presença de Deus, cada dia da semana. Que o Senhor vos abençoe!
[Saluto con affetto tutti i pellegrini di lingua portoghese, in modo speciale il gruppo venuto dal Mozambico! Cari fratelli e sorelle, vi incoraggio a santificare la domenica partecipando alla Santa Messa, non assistendovi soltanto in modo virtuale. L’Eucaristia è l’incontro vivo con il Signore risorto, che dà senso alla nostra vita e ci dona la grazia necessaria per affrontare, alla presenza di Dio, ogni giorno della settimana. Il Signore vi benedica!]
أُحيِّي المُؤمِنِينَ النَّاطِقِينَ باللُغَةِ العَرَبِيَّة. السَّنَةُ الليِتُورجِيَّةُ لَيسَت مُجَرَّدَ إحياءٍ لِذِكرَى أَحداثٍ مِن المَاضِي، بَل هي حُضُورُ المَسِيحِ الحَيِّ الَّذي يُواصِلُ عَمَلَهُ الخَلاصِيّ في كَنِيسَتِهِ وَيَقُودُنا إلى اللقاءِ بِه. بارَكَكُم الرَّبُّ جَميعًا وَحَماكُم دائِمًا مِن كلِّ شَرّ!
[Saluto i fedeli di lingua araba. L’anno liturgico non è una semplice commemorazione degli eventi del passato, ma è la presenza viva di Cristo, che continua nella sua Chiesa l’opera della salvezza e ci guida all’incontro con Lui. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga sempre da ogni male!]
Serdecznie pozdrawiam Polaków! Sierpień to miesiąc ważnych dla was rocznic. Dzięki wstawiennictwu Maryi, 15 sierpnia 1920 r., dokonało się zwycięstwo w Bitwie Warszawskiej, które odmieniło losy Polski i Europy. W wigilię Wniebowzięcia obchodzone jest wspomnienie liturgiczne św. Maksymiliana Marii Kolbego, który oddał życie za współwięźnia w niemieckim nazistowskim obozie Auschwitz. Niech wspominanie tych wydarzeń kieruje nasze kroki na drogę pokoju wskazywaną przez Niepokalaną. Wszystkim wam błogosławię!
[Saluto cordialmente i polacchi! Agosto è per voi un mese ricco di importanti anniversari. Per intercessione di Maria, il 15 agosto 1920, si compì la vittoria nella Battaglia di Varsavia, che cambiò il corso della storia della Polonia e dell’Europa. Alla Vigilia dell’Assunzione si celebra la memoria liturgica di San Massimiliano Maria Kolbe, che offrì la sua vita per un compagno di prigionia nel campo nazista tedesco di Auschwitz. Il ricordo di questi eventi ci guidi sulla via della pace indicata dall’Immacolata. A tutti la mia benedizione!]
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Rivolgo il mio cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i Fratelli di San Gabriele, provenienti dall’Asia e dall’Africa, che ricordano il 25° anniversario di professione religiosa, e li incoraggio a perseverare con gioia nella missione al servizio del Vangelo.
Saluto, altresì, i partecipanti al Campo internazionale promosso dall’Opera per la gioventù “Giorgio La Pira” e il gruppo “Il Cenacolo” di Maropati.
Il mio pensiero va, infine, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Tra qualche giorno celebreremo la Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Mi è caro esortarvi a rivolgere con costanza la vostra preghiera alla Madre di Dio, seguendone l’esempio nell’accogliere pienamente la vocazione alla “familiarità” con il Signore e alla sollecitudine verso il prossimo.
A tutti la mia benedizione!
© Bollettino Santa Sede - 12 agosto 2026