Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Catechesi Santo Padre

Ospedale cattolico Saint PaulL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.00 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Leone XIV ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, il Papa ha incentrato la sua meditazione sul tema: Il Viaggio Apostolico in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale (Lettura: Mt 28,16-20).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi nelle diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Il Viaggio Apostolico in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Oggi desidero parlare del Viaggio apostolico che ho compiuto dal 13 al 23 aprile, visitando quattro Paesi africani: Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale.

Fin dall’inizio del pontificato ho pensato a un viaggio in Africa. Ringrazio il Signore che mi ha concesso di compierlo, come Pastore, per incontrare e incoraggiare il popolo di Dio; e anche di viverlo come messaggio di pace in un momento storico marcato da guerre e da gravi e frequenti violazioni del diritto internazionale. Ed esprimo il mio “grazie” più sentito ai Vescovi e alle Autorità civili che mi hanno accolto e a tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione.

La Provvidenza ha voluto che la prima tappa fosse proprio il Paese dove si trovano i luoghi di Sant’Agostino, cioè l’Algeria. Così mi sono trovato, da una parte, a ripartire dalle radici della mia identità spirituale e, dall’altra, ad attraversare e consolidare ponti molto importanti per il mondo e la Chiesa di oggi: il ponte con l’epoca fecondissima dei Padri della Chiesa; il ponte con il mondo islamico; il ponte con il continente africano.

In Algeria ho ricevuto un’accoglienza non solo rispettosa ma cordiale, e abbiamo potuto toccare con mano e mostrare al mondo che è possibile vivere insieme come fratelli e sorelle, anche di religioni diverse, quando ci si riconosce figli dello stesso Padre misericordioso. Inoltre, è stata l’occasione propizia per mettersi alla scuola di Sant’Agostino: con la sua esperienza di vita, i suoi scritti e la sua spiritualità egli è maestro nella ricerca di Dio e della verità. Una testimonianza oggi quanto mai importante per i cristiani e per ogni persona.

Nei successivi tre Paesi che ho visitato, la popolazione è invece a larga maggioranza cristiana, e dunque mi sono immerso in un clima di festa della fede, di accoglienza calorosa, favorito anche dai tipici tratti della gente africana. Ho sperimentato anch’io, come i miei Predecessori, un po’ di quello che accadeva a Gesù con le folle della Galilea: Lui le vedeva assetate e affamate di giustizia, annunciava loro: “Beati i poveri, beati i miti, beati gli operatori di pace…” e, riconoscendo la loro fede, diceva: “Voi siete sale della terra e luce del mondo” (cfr Mt 5,1-16).

La visita in Camerun mi ha permesso di rafforzare l’appello a impegnarci insieme per la riconciliazione e la pace, perché anche quel Paese purtroppo è segnato da tensioni e violenze. Sono contento di essermi recato a Bamenda, nella zona anglofona, dove ho incoraggiato a lavorare insieme per la pace. Il Camerun è detto “Africa in miniatura”, in riferimento alla varietà e alla ricchezza della sua natura e delle sue risorse, ma possiamo intendere questa espressione anche nel senso che i grandi bisogni dell’intero continente li ritroviamo in Camerun: quello di un’equa distribuzione delle ricchezze; quello di dare spazio ai giovani, superando la corruzione endemica; quello di promuovere lo sviluppo integrale e sostenibile, opponendo alle varie forme di neo-colonialismo una lungimirante cooperazione internazionale. Ringrazio la Chiesa in Camerun e tutto il popolo camerunese, che mi ha accolto con tanto amore, e prego affinché lo spirito di unità che si è manifestato durante la mia visita sia mantenuto vivo e guidi le scelte e le azioni future.

La terza tappa del Viaggio è stata in Angola, grande Paese a sud dell’equatore, di plurisecolare tradizione cristiana, legata alla colonizzazione portoghese. Come molti Paesi africani, dopo aver raggiunto l’indipendenza, l’Angola ha attraversato un periodo travagliato, che nel suo caso è stato insanguinato da una lunga guerra interna. Nel crogiolo di questa storia Dio ha guidato e purificato la Chiesa convertendola sempre più al servizio del Vangelo, della promozione umana, della riconciliazione e della pace. Chiesa libera per un popolo libero! Al Santuario mariano di Mamã Muxima – che significa “Madre del cuore” – ho sentito pulsare il cuore del popolo angolano. E nei diversi incontri ho visto con gioia tante religiose e tanti religiosi di ogni età, profezia del Regno dei cieli in mezzo alla loro gente; ho visto catechisti che si dedicano interamente al bene delle comunità; ho visto volti di anziani scolpiti da fatiche e sofferenze e trasparenti alla gioia del Vangelo; ho visto donne e uomini danzare al ritmo di canti di lode al Signore risorto, fondamento di una speranza che resiste alle delusioni causate dalle ideologie e dalle vane promesse dei potenti.

Questa speranza esige un impegno concreto, e la Chiesa ha la responsabilità, con la testimonianza e con l’annuncio coraggioso della Parola di Dio, di riconoscere i diritti di tutti e di promuovere il loro effettivo rispetto. Con le Autorità civili angolane, ma anche con quelle degli altri Paesi, ho potuto assicurare la volontà della Chiesa Cattolica di continuare a dare questo contributo, in particolare in campo sanitario ed educativo.

L’ultimo Paese che ho visitato è la Guinea Equatoriale, a 170 anni dalla prima evangelizzazione. Con la sapienza della tradizione e la luce di Cristo, il popolo Guineano ha attraversato le vicende della sua storia e nei giorni scorsi, alla presenza del Papa, ha rinnovato con grande entusiasmo la sua volontà di camminare unito verso un futuro di speranza.

Non posso dimenticare ciò che è accaduto nel carcere di Bata, in Guinea Equatoriale: i detenuti hanno cantato a gola spiegata un canto di ringraziamento a Dio e al Papa, chiedendo di pregare “per i loro peccati e la loro libertà”. Non avevo mai visto nulla di simile. E poi hanno pregato con me il “Padre nostro” sotto una pioggia battente. Un segno genuino del Regno di Dio! E sempre sotto la pioggia è iniziato il grande incontro con la gioventù nello stadio di Bata. Una festa di gioia cristiana, con testimonianze toccanti di giovani che hanno trovato nel Vangelo la via di una crescita libera e responsabile. Questa festa è culminata nella celebrazione eucaristica del giorno dopo, che ha coronato degnamente la visita in Guinea Equatoriale e anche l’intero Viaggio apostolico.

Cari fratelli e sorelle, la visita del Papa è, per le popolazioni africane, occasione di far sentire la loro voce, di esprimere la gioia di essere popolo di Dio e la speranza in un futuro migliore, di dignità per ciascuno e per tutti. Sono felice di aver dato loro questa possibilità, e nello stesso tempo ringrazio il Signore per ciò che loro hanno donato a me, una ricchezza inestimabile per il mio cuore e il mio ministero.

___________________________________

Saluti

Je salue cordialement les pèlerins de langue française venus de Belgique, des Pays-Bas et de France, en particulier le groupe paroissial de Versailles et les élèves des diverses écoles. Puissent ces voyages apostoliques en terre d’Afrique transmettre la joie de la foi, ancrée dans une espérance tenace malgré les vicissitudes de la vie. Je vous bénis et vous souhaite un beau mois de Marie !

[Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese, venuti dal Belgio, dai Paesi Bassi e dalla Francia, in particolare il gruppo parrocchiale di Versailles, gli studenti delle varie scuole. Possano questi viaggi apostolici in terra africana trasmettere la gioia della fede, radicata in una speranza tenace nonostante le vicissitudini della vita. Vi benedico e vi auguro un buon mese di Maria!]

I greet all the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, particularly the groups from Ireland, Malta, Norway, Nigeria, India, the Philippines, Trinidad and Tobago, and the United States of America.  Upon all of you, and upon your families, I invoke the joy and peace of the risen Jesus! May God bless you!   

Liebe Brüder und Schwestern deutscher Sprache, die Apostolische Reise nach Afrika war mir eine willkommene Gelegenheit, erneut auf den Spuren des heiligen Augustinus zu wandeln. Das Beispiel dieses großen Kirchenlehrers helfe uns, Gott zu suchen, der uns in Jesus Christus „alle Schätze der Weisheit und Erkenntnis“ (Kol 2,3) und den wahren Frieden schenkt.

[Cari fratelli e sorelle di lingua tedesca, il Viaggio Apostolico in Africa è stata per me un’occasione gradita per ripercorrere ancora una volta le orme di sant’Agostino. L’esempio di questo grande Dottore della Chiesa ci aiuti a cercare Dio, che in Gesù Cristo ci dona “tutti i tesori della sapienza e conoscenza” (Col 2,3) e la vera pace.]

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española. Pidamos al Señor que toque el corazón y la mente de todos, de modo que su Evangelio pueda ser encarnado en nuestra vida. Con dolor y preocupación, he tenido noticia de la trágica situación de violencia que aflige la región suroeste de Colombia, que ha causado graves pérdidas de vidas humanas. Expreso mi cercanía en la oración a las víctimas y a sus familiares, y exhorto a todos a rechazar cualquier forma de violencia y optar decididamente por el camino de la paz. Que el Señor los bendiga. Muchas gracias.

我向讲中文的人们致以诚挚的问候。亲爱的弟兄姐妹们,愿圣神在你们内加增信德与爱德的活力,使之滋养你们的向善之心与良善之行。我衷心地降福你们!

[Rivolgo il mio cordiale saluto alle persone di lingua cinese. Cari fratelli e sorelle, lo Spirito Santo aumenti in voi il vigore della fede e della carità, che alimentano propositi ed azioni di bene. Vi benedico di cuore.]

Uma cordial saudação a todos os peregrinos de língua portuguesa, de modo especial ao grupo do Colégio Laura Vicuña, de Lisboa, e às jovens da Orquestra Chiquinha Gonzaga, do Rio de Janeiro! Na África, encontrei comunidades eclesiais que, cada uma do seu modo, dão testemunho de uma fé viva. Peçamos ao Senhor que reavive a nossa fé onde! Deus vos abençoe!

[Un cordiale saluto a tutti i pellegrini di lingua portoghese, in modo speciale al gruppo del Colégio Laura Vicuña, di Lisbona, e alle ragazze dell’Orquestra Chiquinha Gonzaga, di Rio de Janeiro! In Africa, ho incontrato comunità ecclesiali che, ognuna a modo suo, danno testimonianza di una fede viva. Chiediamo al Signore che ravvivi la nostra fede! Dio vi benedica.]

أُحَيِّي المُؤمِنينَ النَّاطِقينَ باللغَةِ العربِيَّة، وخاصَّةً القادِمينَ مِن لبنان والعراق وسوريَّة. المَسِيحِيُّ مَدعُوٌ إلى أن يَثِقَ باللهِ دائِمًا، خاصَّةً في لحظاتِ الضَّعفِ والقَلَق، لأنَّنا معهُ نحن في سلامٍ وأمان. باركَكُم الرّبُّ جَميعًا وحَماكُم دائِمًا مِن كُلِّ شَرّ!

[Saluto i fedeli di lingua araba, in particolare quelli provenienti dal Libano, dall’Iraq e dalla Siria. Il cristiano è chiamato a fidarsi di Dio, soprattutto nei momenti di debolezza e preoccupazione, perché con Lui siamo nella pace e nella sicurezza. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male!]

Serdecznie pozdrawiam Polaków. Dziś, w rocznicę wyzwolenia niemieckiego nazistowskiego obozu w Dachau, obchodzicie Dzień Męczeństwa Duchowieństwa Polskiego w czasie II wojny światowej. Przyzywajcie wstawiennictwa biskupów, kapłanów i kleryków – męczenników totalitaryzmów XX w. Niech orędują szczególnie za młodymi, by odważnie odpowiadali na Boże wezwanie. Wszystkich was błogosławię!

[Saluto cordialmente i polacchi. Oggi, nell’anniversario della liberazione del Campo nazista tedesco di Dachau, celebrate la Giornata del Martirio del Clero Polacco durante la Seconda Guerra Mondiale. Invocate la protezione dei Vescovi, dei Sacerdoti e dei Seminaristi – Martiri dei totalitarismi del XX secolo. Intercedano specialmente per i giovani, affinché rispondano con coraggio alla chiamata di Dio. A tutti la mia benedizione!]

* * *

Rivolgo il mio cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto le famiglie del Movimento dei Focolari, i collaboratori del «Regnum Christi», le parrocchie Santa Maria Assunta in Canepina e San Giovanni Battista in Colletorto.

Saluto poi il Reggimento Lagunari «Serenissima» di Venezia, il Centro Addestramento Paracadutismo di Pisa e il 28° Reggimento «Pavia» di Pesaro.

Il mio pensiero va infine ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. La Liturgia celebra oggi Santa Caterina da Siena, Vergine domenicana e Dottore della Chiesa. Cari giovani, siate innamorati di Cristo, come lo fu Caterina, per seguirlo con slancio e fedeltà. Voi, cari ammalati, immergete le vostre sofferenze nel mistero d'amore del Sangue del Redentore, contemplato con speciale devozione dalla Santa senese. E voi, cari sposi novelli, col vostro reciproco amore siate segno dell'amore di Cristo per la Chiesa.

A tutti la mia benedizione!

© Bollettino Santa Sede - 29 aprile 2026