L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.00 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Leone XIV ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.
Nel discorso in lingua italiana, il Papa ha incentrato la sua meditazione sul tema: I Documenti del Concilio Vaticano II: II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 8. La Chiesa, pellegrina nella storia verso la patria celeste (Ap 7,9-10).
Dopo aver riassunto la Sua catechesi nelle diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli presenti.
L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.
I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 8. La Chiesa, pellegrina nella storia verso la patria celeste
Fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!
Soffermandoci oggi su una parte del cap. VII della Costituzione del Concilio Vaticano II sulla Chiesa, meditiamo su una sua caratteristica qualificante: la dimensione escatologica. La Chiesa, infatti, cammina in questa storia terrena sempre orientata verso la meta finale, che è la patria celeste. Si tratta di una dimensione essenziale che, tuttavia, spesso trascuriamo o minimizziamo, perché siamo troppo concentrati su ciò che è immediatamente visibile e sulle dinamiche più concrete della vita della comunità cristiana.
La Chiesa è il popolo di Dio in cammino nella storia, che ha come fine di tutto il suo agire il Regno di Dio (cfr LG, 9). Gesù ha dato inizio alla Chiesa proprio annunciando questo Regno di amore, di giustizia e di pace (cfr LG 5). Siamo pertanto chiamati a considerare la dimensione comunitaria e cosmica della salvezza in Cristo e a volgere lo sguardo a questo orizzonte finale, per misurare e valutare tutto in questa prospettiva.
La Chiesa vive nella storia al servizio dell’avvento del Regno di Dio nel mondo. Essa annuncia a tutti e sempre le parole di questa promessa, ne riceve una caparra nella celebrazione dei Sacramenti, in particolare dell’Eucaristia, ne attua e ne sperimenta la logica nelle relazioni di amore e di servizio. Essa, inoltre, sa di essere luogo e mezzo dove l’unione con Cristo si realizza «più strettamente» (LG, 48), riconoscendo al contempo che la salvezza può essere donata da Dio nello Spirito Santo anche al di fuori dei suoi confini visibili.
A questo proposito, la Costituzione Lumen gentium fa un’affermazione importante: la Chiesa è «sacramento universale di salvezza» (LG, 48), cioè segno e strumento di quella pienezza di vita e di pace promessa da Dio. Ciò significa che essa non si identifica perfettamente con il Regno di Dio, ma ne è germe e inizio, perché il compimento verrà donato all’umanità e al cosmo soltanto alla fine. I credenti in Cristo, perciò, camminano in questa storia terrena, segnata dalla maturazione del bene ma anche da ingiustizie e sofferenze, senza essere né illusi né disperati; essi vivono orientati dalla promessa ricevuta da «Colui che fa nuove tutte le cose» (Ap 21,5). Perciò, la Chiesa realizza la sua missione tra il “già” dell’inizio del Regno di Dio in Gesù, e il “non ancora” del compimento promesso e atteso. Custode di una speranza che illumina il cammino, essa è anche investita della missione di pronunciare parole chiare per rifiutare tutto ciò che mortifica la vita e ne impedisce lo sviluppo e prendere posizione a favore dei poveri, degli sfruttati, delle vittime della violenza e della guerra e di tutti coloro che soffrono, nel corpo e nello spirito (cfr Compendio della dottrina sociale della Chiesa, n. 159).
Segno e sacramento del Regno, la Chiesa è il popolo di Dio pellegrinante sulla terra che, proprio a partire dalla promessa finale, legge e interpreta a partire dal Vangelo i dinamismi della storia, denunciando il male in tutte le sue forme e annunciando, con le parole e con le opere, la salvezza che Cristo vuole realizzare per tutta l’umanità e il suo Regno di giustizia, di amore e di pace. La Chiesa, dunque, non annuncia sé stessa; al contrario, in essa tutto deve rimandare alla salvezza in Cristo.
In questa prospettiva, la Chiesa è chiamata a riconoscere umilmente l’umana fragilità e caducità delle proprie istituzioni, le quali, pur essendo al servizio del Regno di Dio, portano la figura fugace di questo mondo (cfr LG, 48). Nessuna istituzione ecclesiale può essere assolutizzata, anzi, poiché esse vivono nella storia e nel tempo, sono chiamate a una continua conversione, al rinnovamento delle forme e alla riforma delle strutture, alla continua rigenerazione delle relazioni, in modo che possano davvero corrispondere alla loro missione.
Nell’orizzonte del Regno di Dio dev’essere compresa anche la relazione tra i cristiani che stanno compiendo oggi la loro missione e quanti hanno già terminato l’esistenza terrena e sono in uno stadio di purificazione o di beatitudine. Lumen gentium, infatti, afferma che tutti i cristiani formano un’unica Chiesa, che c’è una comunione e una compartecipazione dei beni spirituali fondata sull’unione con Cristo di tutti i credenti, una fraterna sollicitudo tra Chiesa terrena e Chiesa celeste: quella comunione dei santi che si sperimenta in particolare nella liturgia (cfr LG, 49-51). Pregando per i defunti e seguendo le orme di coloro che hanno già vissuto come discepoli di Gesù, siamo sostenuti anche noi nel cammino e rafforziamo l’adorazione di Dio: segnati dall’unico Spirito e uniti nell’unica liturgia, insieme a coloro che ci hanno preceduto nella fede lodiamo e diamo gloria alla Santissima Trinità.
Siamo grati ai Padri conciliari per averci richiamato questa dimensione così importante e così bella dell’essere cristiani, e cerchiamo di coltivarla nella nostra vita.
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Saluti
Je salue cordialement les personnes de langue française, en particulier les paroisses et les Instituts scolaires de France, ainsi les pèlerins venus de Suisse, de Belgique du Cameroun. Frères et sœurs, puisse ce Temps pascal raviver notre espérance pour que nous ne sombrions pas dans le désespoir face aux injustices et aux souffrances causées par les violences. Laissons-nous guider par la promesse du Royaume de Dieu que nous offre le Ressuscité. Que Dieu vous bénisse !
[Saluto cordialmente le persone di lingua francese, in particolare le parrocchie e gli Istituti scolastici di Francia, nonché i pellegrini giunti dalla Svizzera, dal Belgio e dal Camerun. Fratelli e sorelle, possa questo Tempo pasquale ravvivare la nostra speranza affinché non sprofondiamo nella disperazione di fronte alle ingiustizie e alle sofferenze causate dalla violenza. Lasciamoci guidare dalla promessa del Regno di Dio che ci offre il Risorto. Dio vi benedica!]
I greet all the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, particularly the groups from Belgium, The Netherlands, Finland, Ghana, Uganda, New Zealand, India, Indonesia, Japan, Malaysia, Canada and the United States of America. I greet in particular the faculty and students from the University of Florida, Saint Mary’s College and Christendom College and all those participating in the AI Conference at the Gregorian University. Upon all of you, and upon your families, I invoke the joy and peace of the risen Jesus! May God bless you!
Liebe Brüder und Schwestern deutscher Sprache, in diesem Monat, der der seligen Jungfrau Maria, »Zeichen der sicheren Hoffnung und des Trostes« (LG 68), gewidmet ist, vertrauen wir ihr alle unseren persönlichen Anliegen und die großen Herausforderungen unserer Zeit an. Sie begleite uns allezeit mit ihrer mütterlichen Fürsprache und ihrem Segen.
[Cari fratelli e sorelle di lingua tedesca, in questo mese dedicato alla Beata Vergine Maria, “segno di sicura speranza e di consolazione” (LG 68), affidiamo a Lei tutte le nostre intenzioni personali e le grandi sfide del nostro tempo. Ci accompagni sempre con la sua materna vicinanza e benedizione.]
Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los sacerdotes recién ordenados de los Legionarios de Cristo, a sus familias y comunidades que los acompañan. Pidamos al Señor que nos dé una mirada sobrenatural de la realidad, para que, arraigados en la fe y con firme esperanza, sepamos vivir orientados hacia el Reino de Dios, sin dejarnos absorber por lo pasajero ni por las dificultades del camino. Que el Espíritu Santo nos conceda reconocer su presencia en la historia, servir con amor a los demás y ser signos vivos de su salvación en medio del mundo. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.
我向讲中文的人们致以诚挚的问候。亲爱的弟兄姐妹们,愿你们始终依附基督,为正义、仁爱与和平作见证。我衷心地降福你们!
[Rivolgo il mio cordiale saluto alle persone di lingua cinese. Cari fratelli e sorelle, aderite sempre più a Cristo per testimoniare la giustizia, l’amore e la pace. Vi benedico di cuore.]
Uma cordial saudação a todos os peregrinos de língua portuguesa! A nossa pátria definitiva é o Céu! Enquanto caminhamos neste mundo, não esqueçamos de rezar pelos nossos irmãos e irmãs defuntos e de recorrer à intercessão dos santos: unidos a estes e àqueles formamos uma única Igreja. Deus vos abençoe!
[Un cordiale saluto a tutti i pellegrini di lingua portoghese! La nostra patria definitiva è il cielo! Mentre camminiamo in questo mondo, non dimentichiamo di pregare per i nostri fratelli e sorelle defunti e di ricorrere all’intercessione dei santi: uniti a questi e a quelli formiamo una sola Chiesa. Dio vi benedica!]
أُحَيِّي المُؤمِنِينَ النَّاطِقِينَ بِاللُّغَةِ العَرَبِيَّة. في هذا الشَّهر، المُكَرَّسِ لِسَيِّدَتِنا مَريمَ العَذراء، أدعُوكُم إلى أن تَتلُوا السُّبحَةَ الوَردِيَّةَ المُقَدَّسَة، وتَتَأَمَّلوا معَ مَريَمَ في حياةِ المَسِيح. باركَكُم الرّبُّ جَمِيعًا وحَماكُم دائِمًا مِن كُلِّ شَرّ!
[Saluto i fedeli di lingua araba. In questo mese, dedicato alla Madonna, vi invito a recitare il Santo Rosario, meditando con Maria sulla vita di Cristo. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga sempre da ogni male!]
Serdecznie pozdrawiam Polaków. W pierwszych dniach maja powierzacie się szczególnej opiece Najświętszej Maryi Panny, Królowej Polski, oraz św. Stanisława, biskupa i męczennika, nazywanego patronem ładu moralnego waszej Ojczyzny. Przez ich orędownictwo błagajcie o dar jedności i o poszanowanie wartości chrześcijańskich w waszym narodzie. Wszystkich was błogosławię!
[Saluto cordialmente i polacchi. Nei primi giorni di maggio vi affidate alla speciale protezione della Beata Vergine Maria, Regina della Polonia, e di San Stanislao, Vescovo e Martire, ritenuto il Patrono dell’ordine morale della vostra Patria. Per loro intercessione, supplicate il dono dell’unità e del rispetto dei valori cristiani nel vostro Popolo. A tutti la mia benedizione!]
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Rivolgo il mio cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i fedeli di Praia a Mare, con il Vescovo Mons. Stefano Rega; di Aversa, con il Vescovo Mons. Angelo Spinillo; e quelli di Montelupone.
Il mio pensiero va infine ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. La Chiesa commemora oggi San Domenico Savio, uno dei primi frutti di santità, plasmati dalla grazia divina della scuola di Don Bosco. Il suo esempio di adesione al Signore in ogni circostanza, aiuti ciascuno di voi a corrispondere generosamente ai desideri di bene, che lo Spirito Santo vi ispira.
A tutti la mia benedizione!
© Bollettino Santa Sede - 6 maggio 2026