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Catechesi Santo Padre
rioVideo-messaggio del Santo Padre al popolo brasiliano in occasione dei festeggiamenti per il nuovo anno e per l’inizio delle celebrazioni per i 450 anni di Rio de Janeiro Riportiamo di seguito il testo del video-messaggio che il Santo Padre Francesco ha inviato al popolo brasiliano in occasione dei festeggiamenti per il nuovo anno e per l’inizio delle celebrazioni per i 450 anni di Rio de Janeiro, proiettato poco prima della mezzanotte sui maxi-schermi allestiti lungo la spiaggia di Copacabana:

Caro popolo brasiliano,

è con grande gioia che mi rivolgo a voi - alla vigilia del Nuovo Anno che segnerà l’inizio delle celebrazioni per i 450 anni di fondazione della Città di San Sebastiano di Rio de Janeiro - per salutare, in una circostanza così felice, l’amato popolo carioca che mi ha accolto a braccia aperte in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù del 2013, ed accendere il nuovo sistema di illuminazione della statua del Cristo [del Corcovado] - come fece il Beato Papa Paolo VI cinquant’anni fa - che simboleggia la luce che il Signore vuole accendere nelle nostre vite.

450 anni rappresentano ormai una venerabile storia; la storia di un popolo coraggioso e gioioso che non si è mai lasciato abbattere dalle difficoltà, sull’esempio del suo Santo protettore, il martire romano Sebastiano, che dopo essere stato colpito dalle frecce e ritenuto morto, non smise di dare testimonianza di Cristo ai suoi contemporanei; la storia di una città che sin dalla sua nascita è stata caratterizzata dalla fede. Caro popolo carioca: "credi in Dio e Lui ti assisterà; mantieni dritto il tuo cammino e spera in Lui. Quanti temete il Signore, aspettate la sua misericordia" (Sir 2,6)!

Oggi, se potessimo porci nella prospettiva del Cristo Redentore che dall’alto del Corcovado domina la geografia della città, cosa salterebbe ai nostri occhi? Senza dubbio, in primo luogo la bellezza naturale che giustifica il suo soprannome di "Città meravigliosa"; tuttavia, è innegabile che, dall’alto del Corcovado, allo stesso tempo percepiremmo le contraddizioni che macchiano questa bellezza. Da un lato, il contrasto generato da grandi disparità sociali: opulenza e miseria, ingiustizie, violenze…Dall’altro, abbiamo ciò che potremmo chiamare "le città invisibili", ovvero gruppi o territori umani che possiedono tratti culturali particolari. A volte, sembra che esistano varie città, la cui coesistenza non è sempre facile in una realtà multiculturale e complessa. Ma davanti a questo quadro, non perdiamo la speranza! Dio abita in questa città! Dio abita in questa città! Gesù, il Redentore, non ignora i bisogni e le sofferenze di quanti sono qui, sulla terra! Le sue braccia aperte ci invitano a superare queste divisioni ed a costruire una città unita dalla solidarietà, la giustizia e la pace.

E qual è la via da seguire? Non possiamo restare "a braccia conserte", ma [dobbiamo] aprire le braccia, come il Cristo Redentore. Così, il cammino inizia dal dialogo costruttivo. Perché "tra l’indifferenza egoista e la protesta violenta c’è un’opzione sempre possibile: il dialogo. Il dialogo tra le generazioni, il dialogo nel popolo, perché tutti siamo popolo" (Discorso alla classe dirigente del Brasile, 27 luglio 2013). In questo senso, è bene riconoscere che, indipendentemente dal grado di istruzione o di ricchezza, ogni persona ha qualcosa con cui può contribuire alla costruzione di una civiltà più giusta e fraterna. Concretamente, credo che tutti possono imparare molto dall’esempio di generosità e solidarietà delle persone più semplici, da quella saggezza generosa del sapere "allungare l’acqua dei fagioli", (in italiano corrisponde ad "allungare il brodo") di cui il nostro mondo ha tanto bisogno.

Cari amici, sono certo che la "Città meravigliosa" abbia molto da offrire al Brasile ed al mondo. Pertanto, nell’accendere le luci del Corcovado, faccio mie le parole pronunciate dal Beato Paolo VI il primo gennaio 1965: che "questa luce, illuminando la città di Rio de Janeiro, si diffonda per tutto il Brasile" (Paolo VI, Insegnamenti, III)

Così, ponendo ai piedi di Nostra Signora Aparecida questi auspici e ringraziando il Cardinale Orani Tempesta per l’opportunità [datami] di potervi rivolgere questo messaggio, esprimo le mie felicitazioni a tutti i carioca ed al popolo brasiliano per questa "festa di anniversario", chiedendo, per favore, di pregare sempre per me. E con l’auspicio di un felice Anno 2015, a tutti ed a ciascuno invio la mia Benedizione Apostolica. Grazie.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino - Bollettino Santa Sede - 1 gennaio 2015