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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
di Giulia Galeotti

Difficilmente la fede e la preghiera assumono un significato più profondo e più ricco di quando, fattesi vita, si incarnano in una nuova messe. Di questa bellezza profetica, i tralci di cui parla Giovanni, dà testimonianza un dvd recentemente curato dalle suore trappiste del monastero di Valserena in Toscana, che racconta il progetto e i primi passi di una loro nuova fondazione in Siria. Attraverso immagini e musiche suggestive, il dvd illustra prima la storia e le bellezze locali, e poi i passaggi graduali del progetto, descrivendo infine la vita delle religiose. Ne emerge il racconto di una realtà che parte del mondo di oggi fatica a comprendere. La realtà monastica, specialmente femminile, infatti viene spesso contrabbandata come un mondo di rinuncia per persone incapaci di affrontare la vita e la sua complessità. Ne offre un esempio il recente romanzo di Marco Lodoli (Sorella, Einaudi 2008), la cui protagonista, suor Amaranta, è una ragazza romana che si rifugia nella vocazione come in una tana, per il bisogno di sentirsi protetta pur non avendo fede (al punto che il romanziere costruisce il suo "risveglio" facendole infrangere le regole).

Dalla primavera del 2005 un piccolo gruppo di sorelle provenienti dal monastero di Valserena si è stabilito ad Aleppo, in Siria, terra in cui la storia biblica affonda le sue radici e che già nel III secolo vide una ricca fioritura monastica, con il sorgere di chiese, eremitaggi e cenobi, che raggiunsero la loro massima espansione nel V secolo.
Le vicende storiche dei secoli successivi dispersero le tracce di questo immenso patrimonio, che però resta vivo nel cuore e nella fede dei cristiani siriani:  è anche a esso che le suore trappiste si richiamano con il loro progetto. La decisione della nuova fondazione divenne chiara, raccontano le religiose, dopo l'omicidio dei sette monaci di Tibhirine in Algeria nel 1996. "I nostri occhi si sono aperti sul significato di una vita monastica cristiana radicata in una terra a maggioranza musulmana:  rinnovare profondamente l'adesione a Cristo e in Lui imparare a vedere l'islam con gli occhi di Dio". È il richiamo del vangelo di Giovanni:  "Ho ancora altre pecore che non sono di questo ovile; anche quelle occorre che io conduca; esse ascolteranno la mia voce" (Giovanni, 10, 16).
Nelle tre versioni in inglese, francese e italiano, il dvd - oltre a cogliere il piccolo gruppo di monache trappiste nella loro attiva e proficua quotidianità ben radicata nella realtà locale - ripercorre le prime tappe della fondazione ancora in itinere.
Con la benedizione del vicario apostolico latino e del vescovo maronita di Tartous, e grazie all'aiuto di tanti amici, le religiose hanno potuto acquistare un terreno nel villaggio maronita di 'Azeir, sulla sommità di un colle, vicino al confine con il Libano. Si tratta di una zona rurale, molto semplice nella sua bellezza, fuori della fascia delle grandi città sebbene raggiungibile senza eccessive difficoltà. Il 26 marzo 2008, dopo la messa celebrata con il rito maronita nella chiesa parrocchiale, una colorata folla di adulti, giovani, anziani e bambini del villaggio ha accompagnato le religiose e i vescovi nella salita in processione sulla collina su cui sorgerà il monastero, per benedire e impiantare solennemente la croce di fondazione. Facce sorridenti e cellulari che fotografano la scena accompagnano la narrazione. Quello che verrà costruito è un monastero di tipo tradizionale, per una comunità di circa 15 persone, con una foresteria per l'accoglienza.
Terra complessa, la Siria costituisce senza dubbio un luogo unico. Santi come Afraate, Efrem il Siro, Marone eremita, Isacco di Ninive, e sulle loro orme Giovanni Crisostomo e Giovanni Damasceno, hanno dato vita a una ricchissima tradizione spirituale. Ed è esattamente su questo solco che le religiose cistercensi si vogliono situare, "a partire dalla nostra tradizione latina e benedettina, convinte della fecondità di uno scambio profondo tra l'eredità dell'Oriente e quella dell'Occidente. L'anima del monachesimo è sempre stata la ricerca di Dio nella preghiera, e questo riunisce tutti gli uomini di buona volontà, cristiani e non cristiani. Ne facciamo esperienza ogni giorno quando ci poniamo come credenti di fronte a Dio e ci riconosciamo come fratelli, capaci di cercare insieme ciò che è vero, buono, bello. Con la nostra vita di lavoro e preghiera vorremmo diventare un luogo dove tutto questo diventi sempre più possibile".

(©L'Osservatore Romano - 5 settembre 2009)