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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
Fatimadi ARNALDO PINTO CARDOSO

Se la misericordia rappresenta il cuore del Vangelo, come ricorda Papa Francesco, a sua volta, la “riparazione” è il centro del messaggio di Fátima, come dimostrano la vita e le opere di padre Manuel Nunes Formigão (1883–1958), l’apostolo delle apparizioni della Cova di Iria. Che relazione esiste tra il dono della misericordia e il significato della riparazione, così come l’ha promossa padre Formigão? L’importanza della riparazione, nella vita e nell’opera di padre Formigão, si deve a diversi fattori di ordine nazionale ed ecclesiale. In primo luogo, alla sua amara esperienza nazionale, a partire del regicidio (1908), avvenuto mentre egli si trovava ancora a Roma.
In seguito, alla decisiva influenza che ebbe su di lui il messaggio della Vergine, dopo i «colloqui intimi e misteriosi» con i tre pastorelli. Occorre aggiungere che, nella prima metà del XX secolo, era in forte espansione la pratica devozionale che consisteva nell’alleviare le sofferenze del Cuore di Gesù. Comprendiamo, allora, come il movimento di riparazione non sia stato un’invenzione di padre Formigão, ma un modo di essere cristiano, frutto di un’eredità secolare, teologicamente e pastoralmente consolidata, che ha tratto maggior vigore dalle apparizioni del 1917. In questo contesto, Formigão soffrì molto per la persecuzione alla Chiesa promossa dal regime repubblicano, per la partecipazione militare alla grande guerra, per le agitazioni popolari. Temendo calamità maggiori, il suo pensiero, soprattutto in seguito al «messaggio » di Giacinta, una dei tre pastorelli, si concentrava sul fatto che potesse trattarsi di segni divini di fronte alle infedeltà di tutto un p op olo. Come avvenne per Paolo sulla strada di Damasco («Saulo, Saulo, perché mi perseguiti», Atti degli apostoli, 9, 4), perseguitare la Chiesa era offendere Dio. Da qui, nasceva per Formigão l’urgenza di un esempio di conversione che potesse significare corrispondenza e fedeltà ai disegni di Dio. Quest’atteggiamento esistenziale traduceva l’imperativo di salvare il mondo mediante la riparazione, realizzando il primo passo per alleviare le sofferenze del Signore. «La riparazione è un mistero d’amore che coinvolge la persona e la missione redentrice di Gesù Cristo», ha scritto il gesuita Lucio Craveiro da Silva, assistente ecclesiastico della congregazione delle Riparatrici di Fátima, in un fondamentale saggio del 1997 sul «cammino spirituale» di padre Formigão. Attraverso il cammino di riparazione, il credente partecipa alla missione di Cristo: risponde all’amore di Dio, nella misura in cui cerca di “r i c o rd a rg l i ” i Suoi doni e i Suoi diritti, implorando perdono e misericordia per l’uomo peccatore. Di fronte all’insensatezza del peccato e dell’infedeltà, il credente si presenta come intercessore umile e fiducioso, cercando di consolare Dio, offeso nella Sua bontà. In questo modo, la riparazione traduce una relazione con Dio sull’esempio di Cristo (cristocentrismo) e secondo una dimensione umana (antropomorfismo), esprimendo una coscienza viva del peccato, come atto che offende Dio e realtà che sfigura l’immagine di Dio nell’uomo. Nel cammino della fede, la riparazione s’incrocia con la misericordia e ciò trova fondamento su radici bibliche. Se qualcosa le distingue, è il punto di partenza. Mentre nella riparazione si parte dall’uomo peccatore per giungere a consolare Dio, nella misericordia si parte da Dio per rigenerare l’uomo peccatore. Nel centro, c’è sempre la conversione dell’uomo, resa possibile dalla sua apertura alla misericordia di Dio. Proprio questo è il cuore del messaggio di Fátima, così come lo propone padre Formigão: dove c’è riparazione, non può esserci peccato. Un movimento di riparatori-riparatrici significa, pertanto, far valere i doni e i diritti di Dio, essere fedeli alla Sua alleanza d’amore, “s o f f r i re ” per le infedeltà proprie e altrui, riparando una relazione distrutta e offrendo a Dio sofferenze e sacrifici. Secondo questa visione, l’accompagnamento degli eventi straordinari di Fátima da parte di Formigão introdurrà nel cuore del Portogallo, mediante la penitenza e la preghiera dei pellegrini, un dinamismo di lotta contro le forze del male. Così si affermava, in modo nascosto ma reale, la forza della misericordia di Dio. L’idea della riparazione, ricevuta attraverso i contatti con i pastorelli, divenne una delle chiavi di comprensione del messaggio di Fátima, tanto da spingere padre Formigão a fondare la congregazione delle suore riparatrici. Per Formigão la riparazione non è un formalismo rituale, ma è preghiera, alleviare le sofferenze di Cristo, adorazione, impegno. Attraverso la riparazione, l’uomo esce da se stesso e si volge verso Dio; attraverso la misericordia, Dio viene incontro all’uomo, aprendo il suo cuore alla conversione. Senza la misericordia, la riparazione scompare, perché il Signore «preferisce la misericordia al sacrificio» (Matteo , 9, 13). Secondo il messaggio di Fátima, la riparazione e la misericordia trovano il loro spazio privilegiato nell’Eucaristia e nel sacramento della riconciliazione. In questi atti sacramentali si concentrarono l’attenzione pastorale e la gioia di padre Formigão. In rapporto alla misericordia, l’altro dato da evidenziare è il ruolo della Vergine Maria. Le apparizioni nella Cova di Iria, una volta confermata la loro veridicità, sono viste da Formigão come segni della misericordia divina. Con la sua presenza materna, Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa, viene a ricordare, attraverso tre umili bambini, la via del Vangelo insegnata dal Figlio e dimenticata dagli uomini. A Fátima, la maternità di Maria diventa segno e strumento della misericordia divina.

* Postulatore

© Osservatore Romano - 12marzo 2016