Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

lavanda dei piedi particolareANCHE I DESIDERI LIMINALI, BENCHÉ RADICATI, INGANNANO IL CUORE ED ANCHE LA PERCEZIONE DI SÉ PUÒ ALLONTANARE DAL SÉ

di Paul Freeman

La Chiesa, alla Luce del Suo Signore, che parla ed istruisce alla Luce dello Spirito, è chiamata sia a promuovere il discernimento, specie in ordine ai moti del cuore, sia alla percezione del sé.

In un’epoca che ha commutato il percepito come reale ed ha “convinto” al soggettivo come oggettivo[14], c’è solo una risposta, scomoda, ma autentica e foriera di Bene Comune: porre la Persona davanti all’Amore incondizionato, misericordioso e nel contempo esigente di Cristo.

E Cristo chiede, donando al contempo, la Vita nuova, pur nel principio della gradualità. Ora, senza alcun dubbio, educa al discernimento e all’obbedienza feconda nella Fede solo chi vive di questo discernimento e di questa obbedienza, con tutta la sua pochezza. Anzi la pochezza, proprio se sostenuta dalla chiarezza[15], è foriera di percorsi virtuosi e di cambiamenti di vita gioiosi. Si diventa testimoni, Persone salvate che veicolano la Salvezza di Cristo. Si smette di essere iperuranici bigotti o, si passi il termine, piacioni a caccia di consensi. Due figure ed atteggiamenti che solo in apparenza sono in antitesi ma che scaturiscono dalla medesima radice ego-narciso-centrata e, purtroppo, senza fede e senza lume della logica e dell’Intelletto.

Se invece ci riconosciamo poveri ma costantemente salvati, debitori e non proprietari, in perenne restituzione e nella Chiarezza di ciò che Dio chiede e dona, dona e chiede, allora sì che “Lazzaro” realmente viene fuori e partecipa della potenza del Risorto. Sia chi aiuta che chi è aiutato viene immerso in un bagno di Grazia, immeritata Grazia. Dio non teme ogni nostra miseria e non si scandalizza del cattivo odore emanato dal nostro stato, qualunque esso sia.

Se invece ci si irrigidisce o specularmente si vuol piacere a tutti i costi, il pastore, la guida, può finire per impantanarsi con colui che è già nelle sabbie mobili del disordine aumentando la voragine del nulla nel fratello e nella sorella. Appare inutile (e fedifrago) dire che siamo “fratelli tutti” se il fratello, pastore e guida, ci conferma in ciò che non è Bene. Costui non è un pastore ma un manipolatore, un opportunista seduttore che ha già venduto sé e il fratello al nemico dell’uomo e di Dio, o che, nella migliore delle ipotesi, vive una grave ipocrisia bipolare. E, sia ben chiaro, questa ipocrisia è forma raffinatissima e mutata di clericalismo.

Sarebbe assai grave se il pastore o la guida rinforzasse scelte auto-validanti, confermanti il ripiegamento soggettivistico della Persona.

Tornando a quanto dicevamo della Resurrezione dell’amico Lazzaro, Cristo non teme né la corruzione né il cattivo odore del nostro essere avvoltolati e auto-confermati nel fango; tuttavia occorre stare severamente attenti che a furia di affermare che “Non ci sono situazioni, non ci sono peccati, non c'è corruzione nella quale siamo rinchiusi che siano impenetrabili alla grazia” [16] si rischia di affermare che non ci sono più né situazioni mortali, né peccato, né corruzione. Questo sì che calpesterebbe ogni azione soteriologica di Cristo e ci impedirebbe la trasformazione nella Grazia, perché il peccato sarebbe normalizzato come costituente la nostra essenza e la nostra dignità. E questo è un modo raffinato per affermare che Dio è un bugiardo e ci inganna [17] negando l’empietà.

Da ricordare che l’empietà è il modo patinatissimo che abbiamo, in quanto credenti, per chiamare bene il male. E questo è un habitus terribile ed ingannatorio che ci rende anestetizzati ai richiami trascendenti della Grazia.  

Nella vita affettiva disordinata, ad esempio nell’adulterio o nella pornografia, l’esperienza tende a confermare sé stessa in quel principio auto-validante della percezione liminale. E questa auto-validazione dissocia il sé dal sé e crea un habitus dissociativo sempre più deformato e deformante. Questo è uno degli effetti dell’empietà.

Simil cosa avviene per l’omo-sessualità esercitata.

Infine sulla grave parcellizzazione degli equilibrati suggerimenti del Catechismo, presi in modalità aut-aut oppure in parte celati nella pastorale, ne parleremo più avanti.

Un punto decisivo è la vita fraterna. A salvaguardia della Grazia che dona misericordia e chiede-donando la vita nuova, è opportuno che chi opera in “pastorali complesse” non sia mai lasciato solo ma che abbia una solida vita fraterna, specie tra sacerdoti e tra i sacerdoti e il loro Vescovo. È poi indispensabile che abbia alle sue spalle una solida vita di preghiera e un fiume di consacrati che pregano per il suo apostolato.

È necessario quindi che siano messe in prima linea persone evangelicamente equilibrate, che non siano portatrici di difficoltà affettive non integrate che spesso si manifestano in atteggiamenti mondani, clericali, di mondanità spirituale, freak, bohémienne. Anche il sacerdote che faccia esclusivamente vita di comunità con fratelli e sorelle fragili nella dimensione affettiva correrebbe dei rischi.

È pertanto compito del Vescovo discernere con attenzione il candidato che meglio possa fare il bene di questi fratelli e sorelle, avendo davanti agli occhi l’amore e la comunione fraterna verso i suoi preti.

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Indicazioni teologico-pastorali per la Pastorale delle Persone con omo-affettività e Persone con difficoltà di identità di genere


 

[14] PAOLO CILIA, “CRISTO GUIDA LA CHIESA”, “"Brindare alla propria coscienza" come dicono alcuni citando, erroneamente, il card. Newman, diventa l'occasione, tutta carnale, rivestita di spiritualità, di dire quello che noi pensiamo, su tutto e su qualunque cosa; come se dal nostro pensiero dipendesse il mondo e non piuttosto una nostra percezione personalissima di esso […] anche ai cultori della "sola coscienza personale" non come espressione limitata ed operativa di un sacrario che abbiamo ricevuto (e che va coltivato rettamente), ma che erigono come assoluto che pretende di creare la realtà perché intuita e pensata: “Io vedo e penso e dunque decido ciò che è”. È l'infantilismo ed assurdo cartesiano di confondere il percepito con l'ontologico che viene assunto come prassi quotidiana.”, https://www.ilcattolico.it/rassegna-stampa-cattolica/formazione-e-catechesi/cristo-guida-la-chiesa.html, 22 febbraio 2024

[15] BENEDETTO XVI – PAPA FRANCESCO, “LUMEN FIDEI”, 33

[16] VATICAN NEWS, intervista a P. Martin S.J. “Padre Martin: Gesù non ha paura dei nostri peccati, ci fa uscire dalla tomba”, https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2024-06/padre-james-martin-libro-lev-lazzaro-intervista-tornielli.html

[17] GENESI 3,4