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La giovane martire Agnese

Fede incrollabile e grande forza d’animo nonostante la sua età adolescenziale. Furono queste le principali qualità delle vergine e martire Agnese sottolineate nei loro scritti da alcuni padri della Chiesa, a cominciare da Ambrogio, Agostino, Damaso, Girolamo, fino a Massimo di Torino, Gregorio Magno e Beda.

Chi era Agnese? Una vergine vissuta a Roma nella metà del III secolo che all’età di 12 o 13 anni subì il martirio durante una persecuzione precedente a quella di Diocleziano: si ipotizza nel corso di quella di Decio del 250-251 o di Valeriano del 258-260, perché per Papa Damaso (366-384) il martirio della giovanissima era considerato come un evento avvenuto in anni lontani nel tempo.

Attorno ai pochi dati biografici, vennero aggiunti maggiori dettagli che portarono alla stesura della Passio del V secolo, in tre versioni, siriana, greca e latina. La Passio verrà riproposta nella Legenda aurea di Jacopo da Varazze del XIII secolo. La Passio latina narra del figlio del prefetto Sempronio che si innamora della giovane Agnese. Non cedendo alle minacce, la giovane viene portata nuda al postribolo. Coperta dai capelli allungati sul corpo, riceve una lunga stola da un angelo che così la rende inviolabile. Il giovane invaghitosi tenta allora di violentarla, ma cade morto a terra. Impietosita dalle lacrime del padre, Agnese prega Gesù di far ritornare in vita quel pretendente. A miracolo avvenuto, però, Sempronio non trova il coraggio di salvarla e la consegna al suo vicario Aspasio. Accusata di stregoneria viene condannata al rogo, ma le fiamme non la toccano. Per ucciderla devono decapitarla.

La data del martirio, fissata al 21 gennaio, è ricordata nella Depositio martirum. Sul luogo della depositio venne edificato un cimitero sia sotterraneo che in superficie e sulla tomba di Agnese sorse una prima basilica per volontà di Costantino, riedificata in stile bizantino da Onorio i e abbellita nel corso dei secoli. I maggiori artisti europei vennero ispirati dalla fama di santità di Agnese. Dai primi secoli dopo la sua morte, venne rappresentata con un agnello al suo fianco. Nella basilica a lei dedicata, il 21 gennaio, sulla via Nomentana vengono benedetti gli agnelli, con la cui lana verranno preparati i palli dei metropoliti.



© Osservatore Romano - 22 gennaio 2020