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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

Trigramma col nome di Cristo 1420“.. Era davvero molto occupato con Gesù. Gesù portava sempre nel cuore, Gesù sulle labbra, Gesù nelle orecchie, Gesù negli occhi, Gesù nelle mani, Gesù in tutte le altre membra.

Spesso, quando voleva nominare Cristo Gesù infervorato di amore celeste lo chiamava «il Bambino di Betlemme», e quel nome «Betlemme» lo pronunciava riempiendosi la bocca di voce e ancor più di tenero affetto, producendo un suono come belato di pecora. E ogni volta che diceva «Bambino di Betlemme» o «Gesù», passava la lingua sulle labbra, quasi a gustare e trattenere tutta la dolcezza di quelle parole.” (FF 522, 470)

Ora, come si vede, il fondatore dei frati minori, mosso dallo Spirito, aveva come costante quotidiana e “respiratoria” quella del nome di Gesù.

E, come insegnano i santi padri del deserto, ritmare il respiro e il desiderio sulla Parola ci rende a nostra volta parola nella Parola. Teofori, Cristofori. Inabitati da Dio. Pronunciare il Suo Nome ci abilita, sin dal battesimo, nel ricevere l'Ospite che ci ospita, il divino che ci rende pienamente umani. Perché nel Nome, troviamo il nostro nome.

Non è magia ma devozione, non è parola vana ma preghiera incessante. Non è animismo ma depositare per Grazia, nella natura quotidiana ed attuale, il cuore nel Cuore.

Proprio per l’esposizione e la predicazione missionaria del nome di Gesù, San Bernardino è considerato “patrono dei pubblicitari” (vd SANTISSIMO NOME DI GESÙ).
Per i pubblicitari che vivono di “simbolismo degradato” e di archetipi nevroticamente deformati per la “vendita” c’è di che riflettere, perché se la pubblicità non dona di conoscere il Bello, il Vero e il Buono, a poco serve. Anzi proprio non “serve”.
Ed anche noi, che riempiamo e ci riempiamo di parole nostre, cadiamo nell'inutilità e nella vanità se non riportano al Nome e se non vivono del Nome.
Non solo.
Se inganniamo molti portandoli al nostro nome, per garantire il nostro sé, la nostra misera lobby, i nostri protettorati e non al Nome di Gesù, per il Suo corpo, che è la Chiesa, diventiamo nemici di noi stessi, dei fratelli e capitoliamo nel gravissimo stato dell'empietà. Stato spesso bipolare.
Giudichiamo qui, nel Nome Santissimo di Gesù, i nostri scritti, il nostro parlare, le nostre scelte, le nostre azioni, il nostro "servire", e, perché no, il nostro essere presenti nei "social".

Infatti come ci insegnano Maria, Giuseppe e tante altre figure del Vangelo di questi giorni, ciò che muove è Gesù e il Suo Santissimo Nome, che non segue la logica dell’apparire e della vendita, degli effetti speciali, ma la “sobria ebbrezza” dello Spirito nella Sapienza di Betlemme e Nazaret. Tutto, infatti, si sostiene nella onnipotenza umile di Dio.

Paul Freeman