Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
teofaniaBOGOTÁ, 12. «Lo Spirito Santo ci ha dato il concilio Vaticano II ; è ora di viverlo. Francesco lo ha detto con chiarezza: non possiamo più aspettare, dobbiamo impegnarci in questo compito; e la maniera di farlo è indicata chiaramente nel Documento di Aparecida e nella Evangelii gaudium ». In un’intervista al settimanale cattolico spagnolo «Vida Nueva», l’arcivescovo di Tlalnepantla, Carlos Aguiar Retes, presidente del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), indica, tra le sfide da affrontare, quella di «corrispondere all’azione dello Spirito Santo, che ci ha donato un Papa latinoamericano, con il carisma e la qualità che caratterizzano un uomo di Dio, il quale vuole servire il popolo di Dio basandosi sulla sua preziosa esperienza nella Chiesa latinoamericana».
Altra sfida fondamentale è quella originata dal fenomeno della globalizzazione. L’auspicio è di «non perdere l’espressione comunitaria della fede» e di «svilupparla in famiglia e nei distinti ambiti della vita, sociale, culturale, economico, politico, ecclesiale». Per monsignor Aguiar Retes, l’imp egno di Francesco con i poveri «è senza dubbio frutto dell’esp erienza di riflessione e di azione sviluppatasi in molti ambiti della Chiesa in America Latina». È il caso dell’istituto Cebitepal dove il Celam promuove la riflessione biblica, teologica e pastorale, con particolare attenzione alla dimensione sociale della fede. Il presidente ricorda al riguardo il dialogo con gli amerindi intrapreso attraverso incontri a vari livelli. Nell’intervista Aguiar Retes affronta anche il tema della teologia della liberazione, sorta in America Latina all’inizio degli anni Settanta, la cui riflessione è non priva di aspetti controversi. «La teologia della liberazione — spiega — nacque come conseguenza del desiderio di applicare il concilio Vaticano II e della ricerca di risposte evangeliche per superare la disuguaglianza, che sfortunatamente ha caratterizzato la nostra regione». Oggi alcuni esponenti (l’arcivescovo cita Gustavo Gutiérrez incontrato dal Papa un anno fa) «hanno sviluppato una teologia della liberazione con una base biblico-spirituale che, senza dubbio, ha aiutato molto a riorientarne» il pensiero, fornendo «un grande contributo alla vita ecclesiale». Ma anche in quest’ambito — osserva monsignor Aguiar Retes — Fr a n c e sco (nel discorso ai vescovi del Celam pronunciato il 28 luglio 2013 a Rio de Janeiro) è stato chiaro: occorre affrontare e superare «le tentazioni dell’ideologizzazione del messaggio evangelico, del funzionalismo e del clericalismo», occorre «camminare alla luce dei modelli ecclesiologici del discepolato missionario», promuovendo vicinanza e incontro.

© Osservatore Romano - 13 SETTEMBRE 2014