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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
Consiglio-permanente-CEIROMA, 26. La famiglia, anche in vista dell’ormai imminente sinodo dei vescovi; la formazione dei sacerdoti; la persecuzione dei cristiani e delle minoranze religiose in varie regioni del mondo: attorno a questi principali temi hanno ruotato i lavori del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana (Cei) che si sono svolti a Roma, dal 22 al 24 settembre scorsi. È quanto viene riferito nel comunicato finale presentato questa mattina, venerdì 26, dal segretario generale, il vescovo di Cassano all’Jonio, Nunzio Galantino. Il primo compito del Consiglio permanente è stato dunque quello di completare la preparazione dell’assemblea generale straordinaria della Cei, in programma ad Assisi dal 10 al 13 novembre prossimi sul tema della vita e della formazione permanente del clero.
«I vescovi — sostiene il comunicato — si sono ritrovati attorno a una concezione della formazione permanente che non si riduce a un aggiornamento teologico-pastorale, ma si muove nell’orizzonte di una conversione e, più ancora, di una “riforma” dei presbiteri». Nell’imminenza dell’appuntamento sinodale, i vescovi hanno poi approvato un messaggio — intitolato «Il bene comune della famiglia» — che nasce dalla convinzione che appunto «la famiglia è un bene di ciascuno e di tutti, del Paese nel suo insieme». Essa, ribadiscono i presuli, «è comunione di vita che un uomo e una donna fondano sul vincolo pubblico del matrimonio, aperta all’accoglienza della vita». E, mentre si richiamano i responsabili della cosa pubblica a non essere «sordi nel promuovere interventi fiscali di sostegno alla famiglia», si esprime una chiara presa di distanza dal tentativo del legislatore di procedere al «riconoscimento delle cosiddette unioni di fatto» e di dare «accesso al matrimonio di coppie formate da persone dello stesso sesso». Quanto al dramma delle minoranze perseguitate, è stato comunicato che la Cei sta lavorando a un protocollo d’intesa tra Governo e Caritas italiana per facilitare l’accoglienza dei rifugiati.

© Osservatore Romano - 27 settembre 2014