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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
1078324-cristoantonellodamessinaCon i seminaristi il cardinale Piacenza conclude la visita in Polonia

Oltre seimila seminaristi e novizi provenienti da ogni regione della Polonia si sono riuniti a Częstochowa, sotto l’imponente statua di Giovanni PaoloII inaugurata nei giorni scorsi, per partecipare alla messa celebrata dal cardinale Mauro Piacenza, prefetto della Congregazione per il Clero, mercoledì 17 aprile.
«Il vostro “sì” — ha detto loro il porporato all’omelia — non dovrà essere meramente intellettualistico, ma domanda di coinvolgere l’inte-ra vostra esistenza, in quella dispo-nibilità a dare la vita, che costitui-sce l’identità imprescindibile del Buon Pastore». Per questo, ha ag-giunto, «non sarete né felici, né fe-condi, se non vivrete nell’autentici-tà!». Da qui un invito alla riflessio-ne sulle motivazioni della vocazio-ne. «Chi non si sentisse di dare la propria vita per Cristo — ha detto — deve avere il coraggio di fermar-si e tornare indietro, perché la mi-sura della vocazione non è mai il dare “tanto”, o il dare “p o co”, ma semplicemente il dare “tutto”, per-ché “tutto” si è ricevuto». Quel dono totale di sé, che «ha come modello costante l’offerta della vi-ta, che Cristo Signore ha fatto — e rinnova — sulla Croce». Il cardinale prefetto ha poi invi-tato i seminaristi a riflettere sul si-gnificato della loro vocazione e sulle responsabilità che essa com-porta. «È una chiamata a salire il Calvario — ha detto — a lasciarsi spogliare dell’uomo vecchio, flagel-lare per i peccati degli uomini, ri-cevendo una corona, che non è di gloria, come quelle effimere di questo mondo, ma di spine». Chi è chiamato al sacerdozio, ha prose-guito, «deve sapere che lo aspetta-no i chiodi, che trafiggono le mani e i piedi: le mani trafitte, che con-sacreranno il Corpo di Cristo e as-solveranno i peccati, e i piedi stan-chi dall’incessante cammino per annunciare a tutti gli uomini il Va n g e l o » . Cristo spogliato sulla Croce è «l’imprescindibile nostro modello sacerdotale. Egli è sommo ed eter-no Sacerdote, proprio perché ha attraversato il mistero dell’annien-tamento, vivendo, in maniera som-ma, la spogliazione di tutto, come uomo, e della gloria divina, come Dio» ha fatto notare il porporato. È proprio «attraverso la virtù sinte-tica della povertà, che è distacco li-bero dalla propria volontà, in quel-la povertà, che chiamiamo obbe-dienza». Oltre alla povertà, devo-no avere il «distacco libero dai na-turali affetti, in quella povertà, che chiamiamo castità; e distacco libe-ro da ogni legame con i beni terre-ni, in quella dimensione materiale della povertà, che sempre deve ca-ratterizzare la nostra esistenza». L’esortazione di san Benedetto «Nulla anteporre all’amore di Cri-sto» deve specialmente «caratteriz-zare — ha aggiunto — il tempo del-la formazione, educando la co-scienza, oggi del seminarista e del novizio, domani del sacerdote, a mettere sempre e con i fatti al pri-mo posto Cristo, riconosciuto co-me Signore della propria esisten-za». Riconosciuto nel Corpo della Chiesa, «essenzialmente nella San-tissima Eucaristia, riconosciuto nei fratelli, specialmente nei più poveri e sofferenti». Il cardinale prefetto ha poi ri-cordato che dallo scorso gennaio il dicastero ha ricevuto da Benedetto XVIla responsabilità anche dei se-minari. Per questo, «avrà particola-re cura di favorire massimamente il primato della formazione spirituale e pastorale per i candidati al sacer-dozio, sapendo che i tempi lo esi-gono, la secolarizzazione, sempre più avanzata, lo impone e la stessa esigenza di ecclesiale rinnovamento potentemente lo suggerisce». Un sacerdote che non vivesse il prima-to radicale «della propria dimen-sione spirituale, intesa come imme-desimazione con Cristo e servizio al popolo santo di Dio, non po-trebbe vedere ragioni sufficienti per perseverare nella vocazione e rischierebbe di precipitare in quella “aridità del cuore”, della quale, co-sì efficacemente, ci ha parlato Papa Francesco nell’omelia della messa Crismale». E sempre i seminaristi polacchi sono stati i protagonisti — la sera di giovedì 18 dell’ultimo incontro del cardinale in Polonia. Davanti all’immagine della Madonna Nera il porporato ha ricordato che in lei essi sono chiamati a contemplare «la madre di quel mistero che, con l’ordinazione sacerdotale, prenderà carne in ciascuno di voi».

© Osservatore Romano - 19 aprile 2013