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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
famiglia controluceI cristiani hanno spesso presentato il matrimonio «più nel suo dovere della procreazione che nel suo fine unitivo», e non hanno dato sufficiente spazio all’«invito di crescere nell’amore e nell’ideale di aiuto reciproco».
È una sorta di esame di coscienza quello a cui i partecipanti all’incontro mondiale delle famiglie sono stati chiamati dal cardinale João Braz de Aviz, che nel pomeriggio di giovedì 23 agosto ha celebrato la messa nell’arena principale della Royal Dublin society di Dublino. Secondo il prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, «è mancato l’accompagnamento degli sposi nei loro primi anni» ed è stato presentato loro «un ideale alto ma lontano dalle situazioni concrete e dalle effettive possibilità». A questo proposito il porporato ha ricordato le molteplici sfide che le famiglie sono chiamate ad affrontare ogni giorno: tra queste, l’impegno educativo, la tossicodipendenza, l’alcoolismo, il gioco, l’ideologia di gender. In mezzo a tali difficoltà, ha aggiunto, «la famiglia trova orientamento sicuro nella parola di Dio per identificare cammini di crescita e di forza nuova». Commentando il brano liturgico di Ezechiele (36, 23-28), il cardinale ha sottolineato come i nostri tempi assomiglino al tempo del profeta «nella tentazione della sfiducia e nella crisi di fede davanti alle difficoltà che riguardano la famiglia». Tuttavia, se in essa cresce la gioia dell’amore, «la santità di Dio sarà mostrata nella santità della famiglia». Si tratta di una realtà, ha aggiunto, «costruita in mezzo alle difficoltà reali di ogni giorno». È la santità di «chi ha deciso nel suo cuore di far ritornare nella famiglia l’esperienza umano-divina dell’amore». E in questo amore sarà «lo stesso Signore a costruire in ogni membro della famiglia un cuore di carne e non di pietra». Il Signore, ha ribadito il prefetto, ripete con insistenza a tutti i membri della famiglia il suo invito a partecipare. «Il cuore di carne attento all’invito amoroso — ha detto — non si lascia distrarre dalla cura dei campi e degli affari e nemmeno si colloca in opposizione a quelli che già si sono inseriti nella festa di nozze». E tutte le famiglie «sono chiamate a queste nozze del Figlio del Signore che si consumeranno definitivamente nel regno dei cieli». In questo senso, l’i n c o n t ro mondiale di Dublino «potrà segnare un momento prezioso di crescita della nostra speranza cristiana per proteggere e sperimentare di nuovo la bellezza della famiglia come il Signore la vuole». Così «la famiglia continuerà a essere buona notizia per il mondo di oggi». A tutti, ha sottolineato il cardinale, spetta «il compito di camminare con un cuore di carne vicino alla famiglia, a tutte le famiglie, particolarmente vicino alle famiglie che sperimentano più difficoltà e ostacoli». Alla vigilia dell’arrivo del Papa, proseguono intanto a Dublino i momenti di confronto e di dibattito sull’ Amoris laetitia . Nella mattina di venerdì 24, il gruppo di lavoro sul tema «Danzare verso il futuro con speranza: come rinforzare il matrimonio e la famiglia oggi», dedicato al quarto capitolo dell’esortazione, è stato moderato da Gabriella Gambino, sottosegretario del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, la quale ha sottolineato come la famiglia oggi abbia bisogno di un nuovo tipo di collaborazione anche da parte della Chiesa come istituzione. In particolare occorrono pastori, che «sappiano testimoniare la loro fede nel sacramento del matrimonio, con passione, per rinvigorire il senso stesso della loro vocazione sacerdotale». Occorre anche che coniugi e pastori siano «consapevoli della necessità di essere corresponsabili» per «costruire insieme una pastorale qualitativamente più incisiva nella vita concreta delle coppie e delle famiglie».

© Osservatore Romano 25 agosto 2018