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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
di Silvia Guidi "Prima di tutto, non sono d'accordo; non sarei ebreo se non cominciassi non essendo d'accordo"; l'ironia pungente - ma mai amara o sarcastica - del rabbino Alon Goshen-Gottstein è sicuramente uno dei segreti del successo dell'Elijah Interfaith Institute, il crocevia di religioni attivo a Gerusalemme dal 1997, e ancora in ottima salute. Nel maggio del 2009 accolse Benedetto XVI durante la sua visita in Terra Santa intonando il canto Salam, Shalom. Lord, grant us Peace, composto per l'occasione; un abbraccio in musica semplice e commovente.
Abbiamo incontrato il direttore dell'Elijah Interfaith Institute al Meeting di Rimini; "quando il cuore è aperto a Dio e aperto all'altro - dice il rabbino, tracciando un bilancio della sua visita in Italia - possono venir fuori solo cose buone, come iniziare a rivolgersi a Qualcuno e non a qualcosa, a rendere più profonda la nostra spiritualità, a sfatare i pregiudizi"; oltre all'ironia, al professor Goshen-Gottstein non manca il dono della sintesi.

Ci parli del lavoro di suo padre, il rabbino Moshe, dagli studi di linguistica semitica all'Hebrew University Bible Project.

Mio padre ha avuto grande influenza su di me, mi ha fatto scoprire il mondo della ricerca universitaria... Grazie al suo lavoro all'Hebrew University Bible project sono entrato in contatto con prelati e sacerdoti venuti a Gerusalemme a studiare con lui, e questo mi ha reso più consapevole e aperto verso le altre religioni. È questo che ha posto le basi del mio attuale lavoro nel campo del dialogo interreligioso.

Come possiamo riscoprire l'inesauribile ricchezza dei salmi nella preghiera e nella vita?

Credo che in questo caso si apra una strada a due direzioni. Sicuramente gli ebrei hanno molto da imparare dai cristiani nell'aprirsi alla lettura del testo; la tradizione della lectio divina è molto importante in questo senso. D'altra parte l'interpretazione del testo ebraico può arricchire molto il lettore e in questo caso il messaggio è molto chiaro se vuoi essere ispirato e nutrito da qualcosa, devi capirlo e studiarlo... Con mio grande stupore, nonostante l'impressione che i concetti di base si ripetano, in realtà ogni salmo è unico, come la bellezza di ogni persona è unica e irripetibile. Ciascuno di essi rispecchia una visione del mondo, veicola un messaggio, contiene e descrive un progresso spirituale. Se li studiamo in profondità i Salmi ci offrono la più importante e fondamentale lezione sull'esperienza religiosa e su come avvicinarci a Dio, lezioni contemplate sia dall'esegesi ebraica che da quella cristiana.

"Un ricercatore - amava dire il genetista francese Jérôme Lejeune - è ottimista perché sa che la risposta arriverà, e sarà rintracciabile nella realtà. Infatti l'uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio". Questo è vero anche nel campo del dialogo interreligioso?

Se non fosse vero non vi avrei dedicato l'intera vita. Come potrebbe essere altrimenti? È proprio perché siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio che questo garantisce la nostra unità più profonda. A noi adesso tocca il compito di scoprire come realizzare questo e dargli espressione concreta nel presente. Potrebbe passare molto tempo prima che si realizzi compiutamente la visione dell'amore e della pace universale, ma ognuno di noi sta facendo dei piccoli passi in questa direzione. Chiunque creda autenticamente in un messia è, per quanto riguarda le cose ultime, un ottimista.



(©L'Osservatore Romano 3-4 settembre 2012)