Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, inaugura mercoledì 6 a Castel Sant'Angelo la mostra intitolata: "Il Cammino di Pietro", organizzata nell'Anno della Fede, nella memoria del Concilio Vaticano II, che si apriva 50 anni fa, e a vent'anni dalla pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. "Quando si tratta di comunicare le verità più elevate, si deve lasciare il segno, con il migliore repertorio di mezzi, materie, gesti e parole a nostra disposizione. La Chiesa da sempre incoraggia l'amore per l'arte", sottolinea il porporato indicando alcune chiavi di lettura dell'esposizione e ribadendo che "l'avventura umana e spirituale di Simon Pietro ci ricorda che la fede non è il risultato di un nostro procedimento razionale, e non è neppure una qualunque eredità che ci è stata trasmessa, seppur guadagnata col sangue. La fede è un dono di Dio che, se pienamente vissuta, non lascia l'uomo nella condizione infelice della mediocrità".
Se è vero che la storia dell'apostolo Pietro ricorda a tutti noi come sia necessaria l'audacia della fede e della speranza, non si può dimenticare, ha aggiunto il segretario di Stato, che "la fede cristiana non è un freddo e arrogante possesso di verità da impugnare, ma è l'essere conquistati dalla rivelazione che Dio è l'amore su cui possiamo contare, nonostante tutti i motivi di fatica, di affanno e di preoccupazione che potrebbero talvolta prenderci alla gola".
Concludendo il suo intervento all'inaugurazione della mostra il cardinale si è rivolto ai non credenti, certo che "nella quotidiana fatica per l'edificazione di una società sana, il cristianesimo sarà sempre un alleato tenace e affidabile". Allo stesso modo, ha rilevato ancora, tutte le democrazie del mondo sanno che "nessuna società può reggersi senza un'alleanza forte tra i suoi membri, fatta di fiducia reciproca, di legami, di impegno per la giustizia e di responsabilità che si sviluppano quando si condividono i valori fondati sulle istanze della ragione".
(©L'Osservatore Romano 7 febbraio 2013)