Vetrata di Marcello ErcoleLa prima voce della nostra letteratura
Il Cantico delle creature – o Laudes creaturarum, noto anche come Cantico di Frate Sole (Canticum Fratris Solis) – è unanimemente riconosciuto come l’atto di nascita della letteratura italiana. In queste righe di prosa ritmata e assonanzata, composte nel dialetto umbro illustre e attraversate da frequenti latinismi, prende forma una lingua nuova: semplice e luminosa, eppure capace di una sorprendente profondità teologica. La sua importanza storica è duplice: da un lato inaugura la possibilità di un volgare in grado di esprimere contenuti altissimi; dall’altro introduce nella nostra tradizione un modo di guardare il mondo che resterà fecondo per secoli, fino a Dante, Jacopone, Manzoni, Rebora. È come se, con questo testo, la letteratura italiana nascesse già adulta, già consapevole della propria vocazione a dire l’invisibile attraverso la carne del linguaggio.
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