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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

C’è un paradosso che il cristianesimo introduce nel mondo e che una certa narrazione mondana fa sempre molta fatica ad accettare: è la debolezza il punto di forza del cristianesimo, non la sua assenza. E questo per un motivo molto semplice: la debolezza è il sintomo più eloquente della nostra umanità. Solo se restiamo umani potremo vedere operare in noi la Grazia di Dio. Ecco perché la notizia che Papa Francesco è stato ricoverato per sottoporsi a un intervento chirurgico programmato è una grande occasione, per ciascuno di noi, di fare memoria che anche Pietro è un uomo, e come ogni uomo ha anche lui occasioni concrete in cui fare esperienza della debolezza. Basta leggere i racconti del Vangelo o degli Atti degli Apostoli e accorgersi che la conversione di Pietro non riguarda semplicemente un pentimento legato a delle convinzioni che crollano sotto i duri colpi delle ore della passione. La conversione di Pietro riguarda l’accoglienza della propria fragilità redenta in quello struggente dialogo riportato dal Vangelo di Giovanni: «Mi ami tu?», «Pasci le mie pecorelle» (Gv 21, 15-17). Gesù pronuncia quel “mi ami tu” forse nel momento di massima debolezza di Pietro.

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