di Andrea Tornielli
«Don Francesco era semplicemente un prete, un
prete vero…». A Longarone, dove esercitava la sua missione di arciprete
e parroco, come pure in tutta la diocesi di Belluno, dov’era
conosciutissimo, lo descrivono così. I suoi amici, con le lacrime agli
occhi, non si capacitano ancora per la sua morte assurda, per quel
proiettile che la trapassato e ucciso mentre dormiva rannicchiato nel
suo sacco a pelo. «Non c’è bisogno di ricordare come tutti noi amassimo
don Francesco e quanto lui amasse tutti noi. È stato una persona la cui
esistenza ci ha profondamente segnato e ispirato», si legge sul sito Web
dei «raid Goum», l’esperienza spirituale del deserto, che don Cassol da
cinque anni guidava lungo i percorsi più aridi delle Murge, camminando
in silenzio per una settimana alla testa di gruppi di giovani e di
adulti alla ricerca dell’Assoluto. Pedule, zaino in spalla, una stuoia
per dormire sotto le stelle, un cappuccio per proteggersi dal sole o
dalla pioggia.
Francesco Cassol, classe 1958, era nato a Belluno ed
era stato ordinato nel 1983. Una vocazione, la sua, cresciuta
nell’ambito dello scoutismo. Dopo due anni da vicario parrocchiale a
Limana, era stato inviato al Centro di Spiritualità Papa Luciani di
Santa Giustina, prima come vicedirettore e quindi come direttore. Il
vescovo Vincenzo Savio lo nomina vicario per la pastorale, responsabile
della missione per il Giubileo del 2000. Ma è l’incarico di segretario
del Sinodo diocesano (2005-2006), che lo fa conoscere e apprezzare in
tutta la diocesi. Cinque anni, don Francesco era stato nominato dal
nuovo vescovo, Giuseppe Andrich, arciprete a Longarone nel paese
devastato dalla tragedia del Vajont nel 1963. «In una comunità ancora
profondamente segnata da quel disastro – spiega al Giornale don Angelo
Balcon, il parroco di Danta di Cadore, amico del sacerdote ucciso ad
Altamura – don Francesco è diventato un punto di riferimento, come
peraltro accadeva dovunque andasse. La gente gli voleva bene…».
«Era
un uomo di profonda spiritualità – ci confida un amico bellunese –
aperto e gioviale, capace di parlare ai giovani e di entusiasmarli, non
aveva mai dimenticato la sua passione per lo scautismo. Era anche molto
impegnato nel sociale come pure nella salvaguardia del creato. A Sedico
seguiva una fondazione per l’aiuto ai ragazzi problematici. Uno dei suoi
crucci nell’ultimo periodo erano le ricadute della crisi economica
nelle famiglie». «Un uomo che sapeva parlare con tutti, con i bambini
così come con i vecchi – aggiunge Marco Perale, consigliere comunale a
Belluno, suo amico dai tempi del liceo – Sono sicuro che se Francesco
avesse potuto parlare con gli ha sparato... si sarebbero capiti,
avrebbero trovato un accordo». «Un prete alla mano, ma di grande
cultura, con capacità di confronto – afferma l’ex presidente della
Provincia di Belluno, Sergio Reolon – Con lui e con il vescovo avevamo
lavorato proficuamente sui temi del territorio, delle acque,
dell’ambiente».
Il 24 luglio 2007, ad Auronzo, don Cassol era stato
uno dei sacerdoti bellunesi che avevano avuto il privilegio di
«intervistare» Benedetto XVI, durante le vacanze che il Papa trascorreva
in Cadore e gli aveva chiesto come «portare Dio all’umanità di oggi».
Era uscito entusiasta per la risposta del Papa. «Benedetto XVI si è
confermato un Papa che ascolta, che va molto in profondità – aveva
commentato a caldo – Ha colpito tutti il suo invito a vivere
gioiosamente la propria cattolicità», con i piedi per terra e gli occhi
rivolti al cielo. Ratzinger, concludeva don Francesco, «si è confermato,
una volta di più, il papa del Concilio». Ieri mattina il vescovo di
Belluno, prima di far visita agli anziani genitori del sacerdote, ai due
fratelli e alle tre sorelle, ha dato la notizia della tragedia agli
ottanta partecipanti agli «Esercizi spirituali itineranti» sul Cammino
delle Dolomiti. Iniziativa che avrebbe dovuto guidare don Cassol, se non
avesse avuto in agenda il Goum sulle Murge e quell’appuntamento con il
destino.
© Il Giornale - 23 agosto 2010
Il sacerdote amato dagli scout che parlava di Dio con Ratzinger
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