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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
Basilica del Santo sepolcroP. Pietro Messa, ofm

Il famoso storico della Chiesa, il gesuita padre Giacomo Martina, professore per decenni presso l'università Gregoriana in Roma, nel libro "Storia della Chiesa" (Roma 1980) dopo aver illustrato la scissione tra Chiesa orientale e occidentale a causa della rottura del 1054, osserva: "La pietà orientale può ancor oggi aiutare l'Occidente a ritrovare quel senso del sacro che troppo spesso abbiamo perso, e che invece è così vivo nella liturgia bizantina".  
 
Da parte sua il monaco Gabriel Bunge, nato in Germania nel 1940, che ha frequentato e pubblicato libri con la comunità di Bose, nel 2010 a Mosca si è convertito all'ortodossia; spiegando le motivazioni di tale scelta tra altro ha affermato: "L’essenziale è che Vaticano II è stato seguito da un periodo di secolarizzazione della società. Si potrebbe parlare di una 'protestantizzazione' del cattolicesimo" (l'intera intervista in https://pantocratore.com/2020/05/11/intervista-a-p-gabriel-bunge/ ). Tale affermazione il suddetto eremita cattolico divenuto ortodosso l'ha ripetuta varie volte.
D'altra parte l'espressione "superare la sacralità" è stata usata ad esempio dall'arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, nelle parole di saluto rivolte a papa Francesco il 15 settembre 2018 in occasione dell'incontro con i presbiteri, i seminaristi e i membri della vita consacrata in cui ha affermato: "Non c’è servizio nella Chiesa, non c’è ministero ordinato che possa prescindere da questa realtà fondamentale, quella di una umanità libera, serena, gioiosa, la stessa manifestataci da Gesù di Nazareth nella sua vita in mezzo a noi. È questo, credo, uno dei significati più forti del cambiamento di prospettiva posto dal Nuovo Testamento rispetto all’Antico a proposito del sacerdozio. Superare la sacralità, la ‘distinzione’ con i suoi segni espliciti, voleva dire per i primi autori cristiani riportare il servizio di guida del popolo alla concretezza del discepolato, alla radicalità del nostro essere anzitutto donne e uomini posti alla sequela del Signore".
Non sono pochi coloro che vogliono cogliere le radici del clericalismo continuamente richiamato da papa Francesco nella concezione sacrale del sacerdozio; alcuni persino affermano che il cristiano per essere autentico deve abbandonare il sacro.
Al contrario sorella Maria di Campello, donna di relazione tra cui non ultimo Buonaiuti, aveva come programma di vita il sacrum-facere (cfr. Marzia Ceschia, SorellaMariadiCampello, la minore: eremita, cattolica, francescana. La via al "Sacrum facere", Padova, 2017).
Non si può non notare una disparita di posizioni che non sono espressioni delle parti con cui troppo facilmente è considerata la Chiesa cattolica, ma provengono da sensibilità affini. E non sembra che sia una cosa che riguardi solo i sacerdoti. Per questo se il Simposio Teologico Internazionale “Per una teologia fondamentale del sacerdozio”, organizzato dalla Congregazione per i Vescovi, che si terrà a Roma dal 17 al 19 febbraio 2022, vorrà approfondire - stando a quanto espresso nella conferenza stampa di presentazione del 12 aprile scorso - le radici del claricalismo non potrà non prendere atto delle suddette divergenti posizioni davanti al sacro e approfondirle onde evitare di rimanere in balia di affermazioni tanto diffuse quanto logore.