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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

alba«Qui propter nos homines et propter nostram salutem descendit de caelis. Et incarnatus est de Spiritu Sancto ex Maria Virgine: et homo factus est.»
«Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. »
(Simbolo Niceno-Costantinopolitano, DS 150)

 

La domenica professiamo la nostra fede e proclamiamo, si spera solennemente, unendo corpo, mente e cuore, nel “noi” meta-storico, meta-temporale, pan-geografico ed universale, l’Incarnazione.
Essa, come cardine della fede, ha numerose implicanze previe, esplicative e conseguenziali che non basterebbe una intera biblioteca per poterle descrivere.
Dono dei doni di Dio.

Una cosa qui possiamo balbettare: Dio ha amato l’uomo dall’eternità in Cristo, nel Verbo fatto carne.
La redenzione, esistenzialmente necessaria, ha esplicato sommamente questo mistero.
La disputa/riflessione medievale che pone l’Incarnazione come una necessità della Redenzione è un falso problema. Esistenzialmente è accaduto così ma, indipendentemente dagli accadimenti del peccato e della colpa, Dio non avrebbe redento se non qualcosa che in Cristo gli era già sommamente caro e pertanto la via Scotista, che poi è Bonaventuriana e ancor prima Francescana, non è in contrasto con la via Tomista, come dialetticamente inteso, ma tali approcci sono teologicamente uniti da un medesimo sguardo che nelle differenze prospettiche hanno lo stesso inizio e lo stesso fine.
Le tracce scritturali e nella traditio sono evidenti.
Dal prologo Giovanneo alle lettere Paoline, da Ireneo ad Origene.

Da qui parte ogni azione pastorale, correttamente intesa, ed anche ogni visione “naturale” che l’uomo, con i soli mezzi di una retta ratio, può comprendere e raggiungere.

L’Incarnazione dunque è la risposta, non solo della Fede, ma la risposta che l’uomo trova nel suo senso primo ed ultimo.

L’Incarnazione, in tal senso, è una necessità della ragione.
La ragione che ragiona apre all’Incarnazione, la chiede, la desidera e la brama.
Proprio l'uso della ragione include l'Incarnazione. Perché l'uomo non cercherebbe e non darebbe anelito, per quanto scomposto, di qualcosa che non sia già posto nel cuore, e, in qualche maniera, già posseduto e trovato.

Nell'Incarnazione l'uomo trova tutte le risposte che l'Incarnazione stessa ha generato, come domande profonde e fondanti, nella ragione.

Per tale motivo è possibile l’Evangelizzazione perché c’è una “natura” che trova senso solo con l’iniziativa del Divino che gli viene incontro e la significa. La salva e nel contempo la significa.
Questo a sua volta rivela la metafisica naturale.

La metafisica – che necessita sempre di una corretta presentazione nella sensibilità storica – se esclusa o negata, avvita l’uomo nell’irrazionalità auto-referenziale che porta e genera l’ideologia. Ad esempio il moderno soggettivismo. Da cui l’economicismo, il transumanesimo, il delirio dell'uomo di essere padrone di sé essendo schiavo dei suoi deliri soggettivi e obnubilando l’Incarnazione e la scelta autentica di essa.

Diversi moderni approcci teologici sono viziati in questo perché vedono nella Metafisica qualcosa di "fissistico" che nega gli aspetti relazionali della persona.
Quando invece li presuppone e li include.
Romano Guardini in questo, in questa moderna sintesi, fu un vero maestro e profeta.

Immettere l’Incarnazione nella dimensione del “mito” come ha cercato di fare l’Illuminismo, ebbro di sé, non è stato solo la causa di molti mali, per l’uomo e il vivere civile, ma profondamente tafazziano.
L’uomo, nelle sue ubriacature egolatriche e narcisistiche, capitola sovente in questi clamorosi suicidi.

La Domenica, dunque, non proclamiamo solo una Verità cardine di Fede personale e di un gruppo “Chiesa”, come se fosse un self-training soggettivo (del singolo o di un gruppo) avulso dal reale e relegato all’intimistico, e che nulla ha a che fare con il quotidiano, ma proclamiamo una luce sfolgorante per la Ragione, che finalmente può comprender-si grazie a Colui che l’ha pensata, voluta e che, per tali fondanti motivi, è principio e fonte di concreto Realismo, corretto vivere Civile, generando persone fortemente Ragionevoli nella Polis, e, tale proclamazione, lucida e consapevole, carica di spirito di servizio, è foriera, persino, di Buona Educazione alla vita.

Paul Freeman