Come leggere ed interpretare Sodoma e Gomorra?
Anzitutto è corretto approcciare alla Sacra Scrittura con i criteri di seguito elencati dal Catechismo della Chiesa Cattolica:
Lo Spirito Santo, interprete della Scrittura
CCC 109-114:
Nella Sacra Scrittura, Dio parla all'uomo alla maniera umana. Per una retta interpretazione della Scrittura, bisogna dunque ricercare con attenzione che cosa gli agiografi hanno veramente voluto affermare e che cosa è piaciuto a Dio manifestare con le loro parole. 128
Per comprendere l'intenzione degli autori sacri, si deve tener conto delle condizioni del loro tempo e della loro cultura, dei « generi letterari » allora in uso, dei modi di intendere, di esprimersi, di raccontare, consueti nella loro epoca. « La verità infatti viene diversamente proposta ed espressa nei testi secondo se sono storici o profetici, o poetici, o altri generi di espressione ». 129
Però, essendo la Sacra Scrittura ispirata, c'è un altro principio di retta interpretazione, non meno importante del precedente, senza il quale la Scrittura resterebbe « lettera morta »: « La Sacra Scrittura [deve] essere letta e interpretata con l'aiuto dello stesso Spirito mediante il quale è stata scritta ». 130
Il Concilio Vaticano II indica tre criteri per una interpretazione della Scrittura conforme allo Spirito che l'ha ispirata:
1. Prestare grande attenzione « al contenuto e all'unità di tutta la Scrittura ». Infatti, per quanto siano differenti i libri che la compongono, la Scrittura è una in forza dell'unità del disegno di Dio, del quale Cristo Gesù è il centro e il cuore aperto dopo la sua pasqua. 132
« Il cuore 133 di Cristo designa la Sacra Scrittura, che appunto rivela il cuore di Cristo. Questo cuore era chiuso prima della passione, perché la Scrittura era oscura. Ma la Scrittura è stata aperta dopo la passione, affinché coloro che ormai ne hanno l'intelligenza considerino e comprendano come le profezie debbano essere interpretate ». 134
2. Leggere la Scrittura nella « Tradizione vivente di tutta la Chiesa ». Secondo un detto dei Padri, « Sacra Scriptura principalius est in corde Ecclesiae quam in materialibus instrumentis scripta 135 – la Sacra Scrittura è scritta nel cuore della Chiesa prima che su strumenti materiali ». Infatti, la Chiesa porta nella sua Tradizione la memoria viva della Parola di Dio ed è lo Spirito Santo che le dona l'interpretazione di essa secondo il senso spirituale (« ...secundum spiritalem sensum, quem Spiritus donat Ecclesiae – ...secondo il senso spirituale che lo Spirito dona alla Chiesa »). 136
3. Essere attenti all'analogia della fede. 137 Per « analogia della fede » intendiamo la coesione delle verità della fede tra loro e nella totalità del progetto della Rivelazione.
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Abbiamo, dunque, un apostolo, di quelli che è stato con Gesù, parente del Signore, secondo la carne, che ben chiarisce il senso portante di Sodoma e Gomorra:
“ὡς Σόδομα καὶ Γόμορρα καὶ αἱ περὶ αὐτὰς πόλεις, τὸν ὅμοιον ⸂τρόπον τούτοις⸃ ἐκπορνεύσασαι καὶ ἀπελθοῦσαι ὀπίσω σαρκὸς ἑτέρας, πρόκεινται δεῖγμα πυρὸς αἰωνίου δίκην ὑπέχουσαι.”
"Sicut Sodoma et Gomorra et finitimae civitates, simili modo exfornicatae et abeuntes post carnem alteram, factae sunt exemplum, ignis aeterni poenam sustinentes."
"Così Sòdoma e Gomorra e le città vicine, che si sono abbandonate all'impudicizia allo stesso modo e sono andate dietro a vizi contro natura, stanno come esempio subendo le pene di un fuoco eterno."
(Giuda 1,7)
L’affermazione dell’apostolo “.. ἐκπορνεύσασαι καὶ ἀπελθοῦσαι ὀπίσω σαρκὸς ἑτέρας” non lascia spazio a confusioni. Sodoma e Gomorra si erano “strutturate” in un narcisismo ego-latra della carne. Questo indica certamente l’omo-sessualità ma anche la sessualità, apparentemente naturale, vissuta in maniera “altra”, “estranea” dalla sua finalità.
Finalità che, come era al principio e nella sua dimensione archetipica ed esperienziale, non disgiunge la dimensione unitiva e procreativa.
La deformazione del significato intrinseco della sessualità, secondo il cuore ferito dell’uomo, ha certamente poi portato all’incapacità dell’accoglienza, alla prepotenza e alla tirannia di lobby strutturate, diremmo con il linguaggio odierno, mai sazie di brama.
Perché il peccato giustifica sé stesso e trascina in basso secondo il peso del cuore ferito dell’uomo.
Ricorda il libro della Genesi al capitolo 19 nei primi versetti.
“Non si erano ancora coricati (gli angeli ospiti di Lot), quand'ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono intorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo. Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!»” Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé, disse: «No, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all'ombra del mio tetto». Ma quelli risposero: «Tirati via! Quest'individuo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!». E spingendosi violentemente contro quell'uomo, cioè contro Lot, si avvicinarono per sfondare la porta. Allora dall'interno quegli uomini sporsero le mani, si trassero in casa Lot e chiusero il battente; quanto agli uomini che erano alla porta della casa, essi li colpirono con un abbaglio accecante dal più piccolo al più grande, così che non riuscirono a trovare la porta.”
Il testo del Genesi continua con l’invito a fuggire: “Che hai ancora qui? .. Fuggi!”
Sodoma e Gomorra, pertanto, senza ombra di dubbio, sono distrutte.
Lo sono non tanto per punire i peccatori, perché il salario del peccato è la morte, ma per dire no, deciso, al peccato.
Sono per noi catechesi e catecumenato.
Chiamare il peccato per nome, ed aiutare così, veramente, i fratelli.
Questo è creare ponti e vera Misericordia.
Questa è vera attenzione al fratello.
Questa è la primaria accoglienza, così come ci suggerisce al cap. 18 l’intercessione di Abramo e al cap. 19 l’azione degli Angeli che prendono per mano Lot e i suoi cari.
Lot infatti indugiava, perché tale è il fascino del male che lascia intontiti e fiacca cuore, mente e membra:
“Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città.”
Cercare, dunque, fino all’ultimo un germe di bene ma chiamare il male come tale.
Purtroppo in Sodoma e Gomorra questi germi di bene non si sono trovati.
È la drammatica ineluttabilità e il rischio di alcune scelte della libertà umana.
Si diffidi decisamente di coloro che portano ad indugiare nel peccato.
Non sono angeli ma parenti prossimi, giovani e vecchi, del popolo di Sodoma e Gomorra.
Costoro hanno sovvertito la natura stessa dell’accoglienza accogliendo il peccato e incarcerando la persona nel solleticante indugiare che tutto obnubila.
Sono figli acquisiti del nemico dell’uomo.
L'angelo custode, invece, ti serve, ti accoglie e nel prendersi cura di te, chiama per nome la tua malattia, dovunque tu sia, per iniziare un cammino di autentica libertà.
Perché un angelo rispetta la tua natura e la natura delle cose.
PiEffe