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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
La famiglia è chiamata a diventare "anima del mondo" in un mondo che spesso non sembra curarsi della famiglia in modo prioritario e che nello stesso tempo attende proprio da essa le energie fresche per essere rinnovato. La famiglia, "autentica cellula vitale della Chiesa e della società", oggi vive tante tensioni ed emergenze e nello stesso tempo è chiamata a nuove sfide, senza dimenticare la vocazione propria assegnatale dal Creatore. Per il terzo anno consecutivo la famiglia è posta al centro dell'attenzione pastorale della Chiesa ambrosiana:  così si completa il "percorso pastorale" triennale 2006-2009, "L'amore di Dio è in mezzo a noi", dedicato dall'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, al tema della famiglia, declinato nei primi due anni nell'attenzione all'ascolto della Parola ("Famiglia ascolta la parola di Dio") e alla trasmissione della fede ("Famiglia comunica la tua fede"). I titoli di ciascun anno sono anche quelli di ogni lettera diffusa nelle parrocchie; c'è un'assoluta novità per questa ("Famiglia diventa anima del mondo") dell'anno pastorale 2008-2009:  anziché essere resa pubblica l'8 settembre, festa di santa Maria Nascente e del Duomo di Milano, è arrivata con due mesi e mezzo di anticipo ed è disponibile per tutti, sacerdoti e laici, affinché venga letta e approfondita durante l'estate e le comunità siano pronte a lavorare già da settembre su tematiche in essa contenute e adempimenti proposti. Fra questi ultimi, accanto a una revisione del progetto pastorale e una verifica al termine dell'anno in tema di famiglia, si trova l'invito a celebrare in un modo unitario le "feste" che cadono tra gennaio e febbraio:  "Festa della famiglia" diocesana, "Giornata della vita", "Giornata diocesana della solidarietà", "Giornata del malato" e "Giornata della vita consacrata". Queste avvertenze concrete derivano da un messaggio preciso:  per costruire un nuovo umanesimo "familiare", per ogni donna e ogni uomo, la famiglia costituisce un caposaldo irrinunciabile in tema di costruzione dei rapporti, educazione, salvaguardia e trasmissione dei valori. L'arcivescovo si rivolge a tutte le famiglie e utilizza pagine e toni confidenziali, amichevoli, affettuosi. Tutte le famiglie possono dare molto alla società nei contesti in cui vivono. Il porporato chiede di "allargare gli orizzonti" e impegnarsi a "irradiare nel mondo d'oggi uno stile di vita nuovo", che porti speranza negli ambiti "della cura della fragilità, del rispetto dei tempi scanditi dai ritmi della festa e del riposo".
Il cardinale ricorda che l'istituto familiare ha una vocazione che non è solo privata, ma assume dimensione civile ed ecclesiale; si sofferma sulle missioni a cui la famiglia è chiamata, a partire da quella educativa. Poi dedica alcune pagine ad una meditazione sulla parabola del seminatore (Luca, 8, 1-15) collegata con la vocazione alla missione della famiglia. Questa - ricorda - è fondata sull'unione stabile di un uomo e una donna, che decidono di amarsi per sempre e aprirsi alla vita, sulla base di una riflessione razionale e sull'ascolto della Parola di Dio. Si tratta di una condizione unica, di una "comunità interpersonale originaria e singolare", che per i cristiani è santificata dalla grazia di Dio e diventa condizione del rapporto con la società e la Chiesa. Si può riproporre il valore della famiglia nella cultura di oggi, mettendo in rilievo anche gli aspetti che la mentalità dominante vorrebbe sottacere, come il valore della vita dal concepimento alla morte naturale ed il senso del dolore. Si inserisce in tale contesto l'attenzione alla iniziazione cristiana, alle vocazioni ed ai sacramenti, in primis l'Eucaristia. Collegati agli aspetti già detti sono quelli dell'educazione, della cultura, scuola e comunicazione sociale, nei quali il cardinale Tettamanzi chiede che le famiglie assumano le proprie responsabilità, e che queste siano riconosciute. L'arcivescovo, fra le altre tematiche, tratta quelle della scuola e di quella cattolica paritaria in particolare, dell'insegnamento della religione cattolica, dell'uso di televisione, internet e cellulare, della lettura.
Ampia attenzione, inoltre, è rivolta a "una delle emergenze più forti della nostra città, quella della casa. Siamo di fronte al fenomeno paradossale di case senza abitanti e abitanti senza casa:  tutte le forze della società devono sentire la responsabilità di dare una risposta". In una città che può essere Babele-Babilonia o Gerusalemme, che cosa può fare la famiglia? Molto, risponde il cardinale:  nell'essere soggetto di relazioni, protagonista educativa, impegnata nella solidarietà e nell'associazionismo, mentre si richiede il rispetto del principio di sussidiarietà da parte delle istituzioni, che poi significa solidarietà tra famiglia e istituzioni stesse. Il porporato, infine, invita a usare atteggiamenti, come il rispetto e la gentilezza, fondamentali per una cultura dell'abitazione e del territorio aperti all'accoglienza e alla difesa dell'ambiente.
A. Manzoni
(©L'Osservatore Romano - 21 giugno 2008)