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BreviarioIn occasione del centenario francescano, tra i molteplici i convegni e le tante pubblicazioni, si distingue il volume «Breviarium sancti Francisci» curato da Danimir Pezer (Roma, Edizioni Antonianum, 2026, pagine 1137, euro 95) la trascrizione integrale del breviario usato da frate Francesco d’Assisi; un testo che permette di conoscere una delle principali fonti della sua spiritualità. Pubblichiamo la presentazione al volume di Cassian Folsom, monaco dell’Abbazia di San Benedetto in Monte a Norcia, che insegna nel Pontificio Istituto Liturgico di Roma.
Nella mia libreria di testi liturgici c’è un ripiano riservato a tomi importanti e pesanti, fra i quali la tesi di dottorato di fra Danimir Pezer, Breviarium Sancti Francisci, datata 2011. Da lunghi anni desideravo la pubblicazione di questa tesi data la sua importanza per la scienza liturgica, ma il suo autore era impegnato in altre cose. Ora il momento è arrivato, e sono felicissimo di poter presentare la prima edizione del Breviario di san Francesco.
Sul Messale e sull’Eucaristia ci sono tantissimi studi, sul Breviario e sull’Ufficio Divino molti di meno. Quest’opera, quindi, riempie una grande lacuna nella storia della Liturgia delle Ore. Ci sono varie teorie sulle origini del Breviario in quanto libro plenario, così come sul ruolo dei francescani nella sua diffusione, ma come possiamo valutare queste teorie se non abbiamo accesso alle fonti? La pubblicazione del Breviarium Sancti Francisci apre la strada a nuovi studi sulle fonti della liturgia del XIII secolo. Che tipo di libro è questo Breviarium? Sembra una reliquia, perché viene custodito ad Assisi, nel Protomonastero di Santa Chiara, insieme ad altre reliquie di san Francesco e santa Chiara. Fra Danimir Pezer ha avuto il coraggio di andare oltre la sacralità dell’oggetto, per studiare il suo contenuto: in questo modo ha reso accessibile questo tesoro. Il codice sotto esame è un libro composito. Esso si compone infatti di quattro volumi rilegati insieme, ma in origine distinti: il breviario-calendario-innario, il salterio e le litanie dei santi, i “piccoli uffici” (dei defunti e della Beata Vergine Maria) e, infine, un evangeliario. La presente pubblicazione è la trascrizione del breviario. Pezer stesso spiega dove è possibile trovare le edizioni esistenti delle altre parti dell’opera integrale (cfr. anche lo studio importante di Pietro Messa, Breviarium Sancti Francisci: Un manoscritto tra liturgia e santità, Città del Vaticano 2021).
Questa pubblicazione include un’ottima introduzione dalla professoressa Laura Albiero che, basandosi sul confronto con altri manoscritti, riassume la storia della tipologia “breviario” e colloca il Breviario di san Francesco nel contesto complessivo del movimento francescano. Si apprezzano poi la trascrizione meticolosa del testo e l’apparato critico molto curato, aspetti ai quali Pezer ha dato grande attenzione. La pubblicazione del Breviarium Sancti Francisci arricchisce il panorama degli studi sui libri liturgici del XIII secolo. Vorrei menzionare, in particolare, tre edizioni di testi liturgici per la Messa che possono completare e arricchire l’opera di Pezer: il Missale Franciscanum Regulae a cura di Marek Przeczewski, il Vetus Missale Romanum Monasticum Lateranense a cura di G.-B. Shin-Ho Chang e, infine, A Rubricated Sacramentary of Thirteen th-century Rome a cura di Andrew Menke. L’edizione curata da fra Danimir Pezer di un testo così importante per la storia dell’Ufficio Divino è un grande contributo alla scienza liturgica e motivo di orgoglio per il Pontifico Istituto Liturgico dell’Anselmianum”.