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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
Vera letizia 3P. Pietro Messa, ofm

Papa Francesco venerdì 12 novembre 2021 all'incontro svoltosi nella Basilica di Santa Maria degli Angeli presso Assisi ha affermato: "Chiediamo al Signore che ci aiuti sempre a trovare la serenità e la gioia.
Qui alla Porziuncola, San Francesco ci insegna la gioia che viene dal guardare a chi ci sta vicino come a un compagno di viaggio che ci capisce e ci sostiene, così come noi lo siamo per lui o per lei". Giustamente si menziona la gioia della Porziuncola visto che una delle testimonianze più antiche e attendibili narrano come frate Francesco spiegò in tale luogo a frate Leone in cosa consiste la vera letizia: "Un giorno il beato Francesco, presso Santa Maria degli Angeli, chiamò frate Leone e gli disse: 'Frate Leone, scrivi'. Questi rispose: 'Eccomi, sono pronto' 'Scrivi - disse - cosa è la vera letizia'. 'Viene un messo e dice che tutti i maestri di Parigi sono entrati nell’Ordine; scrivi: non è vera letizia. Così pure che sono entrati nell’Ordine tutti i prelati d’Oltr’Alpe, arcivescovi e vescovi, non solo, ma perfino il Re di Francia e il Re d’Inghilterra; scrivi: non è vera letizia. E se ti giunge ancora notizia che i miei frati sono andati tra gli infedeli e li hanno convertiti tutti alla fede, oppure che io abbia ricevuto da Dio tanta grazia da sanar gli infermi e da far molti miracoli; ebbene io ti dico: neppure qui è vera letizia'. 'Ma cosa è la vera letizia?'. 'Ecco, tornando io da Perugia nel mezzo della notte, giungo qui, ed è un inverno fangoso e così rigido che, all’estremità della tonaca, si formano dei ghiacciuoli d’acqua congelata, che mi percuotono continuamente le gambe fino a far uscire il sangue da siffatte ferite. E io tutto nel fango, nel freddo e nel ghiaccio, giungo alla porta e dopo aver a lungo picchiato e chiamato, viene un frate e chiede: 'Chi sei ?'. 'Io rispondo: 'Frate Francesco'. E quegli dice: 'Vattene, non è ora decente questa di arrivare, non entrerai'. E mentre io insisto, l’altro risponde: 'Vattene, tu sei un semplice ed un idiota, qui non ci puoi venire ormai; noi siamo tanti e tali che non abbiamo bisogno di te'. E io sempre resto davanti alla porta e dico: 'Per amor di Dio, accoglietemi per questa notte'. E quegli risponde: 'Non lo farò. Vattene dai Crociferi e chiedi là'. Ebbene, se io avrò avuto pazienza e non mi sarò conturbato, io ti dico che qui è la vera letizia e qui è la vera virtù e la salvezza dell’anima” (Fonti Francescane 278).
Quindi alla Porziuncola l'Assisiate insegna che la vera gioia non consiste nei frutti della fede o doni di Dio ma nel dimorare nella misericordia del Signore tanto da avere pazienza e non conturbarsi neppure quando ci si trova davanti a una porta chiusa, ossia non si è accolti e ricevuti dai propri fratelli vivendo la realtà evangelica per cui venne tra i suoi ma i suoi non l'hanno accolto. Nel Signore continuare a fare misericordia quando bussando non si è fatti entrare non essendoci un vero senso di fraternità ossia una sincera accoglienza. Dove si è oggetto della paura dell’altro, del disprezzo della propria vita, del rifiuto dovuto all'assenza del senso di comunità, del rifiuto frutto dell'egoismo (cfr. Francesco il misericordioso, Edizioni Terra Santa, Milano 2018).
La letizia descritta da Francesco d'Assisi è tanto assurda per qualsiasi logica umana che nei "Fioretti" (Fonti Francescane 1836) il racconto è stato edulcorato affermando che il santo è stato respinto a motivo di un fraintendimento da parte dei frati. 
Per frate Francesco la vera letizia non sono i poveri - "i quali li avrete sempre con voi" - ma Gesù che rivela l'amore misericordioso del Padre, il lasciarsi amare da lui. E la gratitudine per tutto ciò diviene gratuità, pane spezzato, tenerezza per l'altro, soprattutto i più deboli che nel "Testamento" l'Assisiate identifica con i lebbrosi.
La posterità di san Francesco lungo i secoli ha poi declinato - per non scadere in una retorica della povertà - tale fare misericordia in molte modalità pratiche, dai Monti di pietà con cui aiutare i poveri meno poveri perché non diventassero miserabili al sorgere di ospedali (cfr. G. Casagrande, Carità operosa, Assisi 2021).

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 15 novembre 2021