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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
transito francesco santa mariaLa riflessione di fr. Pietro Messa sulla morte di San Francesco

Presso la Porziuncola frate Francesco morì nel 1226 un sabato sera, e quindi liturgicamente si era già nella domenica 4 ottobre.

Con gli occhi della carne tutti poterono constatare che l’Assisiate era spirato ma mediante una visione più approfondita si riconobbe che quello fu un transito, ossia un passaggio. Infatti – come sintetizza il Catechismo della Chiesa Cattolica illustrando la resurrezione della carne proclamata nella professione di fede – “Con la morte, separazione dell’anima e del corpo, il corpo dell’uomo cade nella corruzione, mentre la sua anima va incontro a Dio, pur restando in attesa di essere riunita al suo corpo glorificato. Dio nella sua onnipotenza restituirà definitivamente la vita incorruttibile ai nostri corpi riunendoli alle nostre anime, in forza della risurrezione di Gesù“.

Proprio nella consapevolezza del valore anche di quel corpo corruttibile, il giorno successivo al decesso fu portato solennemente in Assisi e precisamente nella chiesa di San Giorgio, per poi nel 1230 essere traslato definitivamente nella Basilica a lui dedicata dove ancora esso è custodito. Quelle ossa fragili anche loro un giorno parteciperanno alla gloria di cui per la misericordia del Signore già gode l’anima di san Francesco.

Di lui scrisse il cardinale John Henry Newman, canonizzato nel 2019 e dichiarato dottore della Chiesa nel 2025, nell’opera Il sogno di Geronzio:

Vi fu un mortale, che ora è lassù in alto

nella gloria: al quale, quando fu presso alla morte,

fu concesso di unirsi al Crocifisso –

Gesù, che le ferite del Maestro furono impresse

nella sua carne, e, dell’agonia

che in quell’abbraccio trafisse il corpo e l’anima,

impara che la fiamma dell’Amore sempiterno

arde prima di trasformare.

Fonte: https://assisiofm.it/lanima-e-il-corpo-di-san-francesco/