Buoni credenti ma anche buoni cittadini e buone persone. Da Londra, dove ha trascorso la seconda giornata del viaggio in Gran Bretagna, il Pontefice ripropone l'importanza della fede nella formazione di "cittadini maturi e responsabili nel mondo odierno". E chiama soprattutto gli uomini di religione a collaborare "fianco a fianco" - oltre che a dialogare "faccia a faccia" - per "promuovere lo sviluppo umano integrale, lavorando per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato".
Benedetto XVI torna a rilanciare la sua convinzione che senza la trascendenza la vita dell'uomo difficilmente riesce ad andare oltre l'"utilità presente". La "dimensione etica e religiosa" dell'esistenza - ricorda agli studenti delle scuole cattoliche britanniche incontrati venerdì mattina, 17 settembre, al St Mary university college di Twickenham - apre "un orizzonte più ampio" alla semplice comprensione scientifica del mondo. E quest'ultima, da parte sua, offre alla religione il suo "legittimo contributo" per evitare il rischio che la fede si atrofizzi e si rinchiuda in se stessa. Da qui l'invito del Papa a curare in particolare l'educazione dei giovani - che "non è e non deve essere mai considerata come puramente utilitaristica" - per formare persone non soltanto preparate professionalmente ma capaci di testimoniare i valori cristiani nel "rispetto" e nell'"amicizia per i membri di altre tradizioni religiose".
Un richiamo, questo, rilanciato nel successivo incontro con i rappresentanti delle confessioni cristiane e delle altre religioni del Regno Unito. Ogni "genuina credenza religiosa" - ha affermato il Pontefice - indica all'uomo "la possibilità e l'imperativo della conversione morale, del dovere di vivere in modo pacifico con il nostro prossimo, dell'importanza di vivere una vita di integrità". Proprio per questo costituisce - aveva già ricordato giovedì pomeriggio durante la messa celebrata a Glasgow - "una garanzia di autentica libertà e rispetto, che ci porta a guardare ogni persona come un fratello o una sorella". Da parte loro i cattolici, sulla scia del concilio Vaticano ii, "continueranno a edificare - ha assicurato - ponti di amicizia con altre religioni" per "sanare gli errori del passato" e "promuovere fiducia tra individui e comunità". (©L'Osservatore Romano - 18 settembre 2010)