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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

gesu bambino baciato da maria

Nessuno arriva ad un traguardo se non dopo innumerevoli tentativi, prove e fatiche. Non basta di certo il talento ma occorre una disciplina, cioè una volontà educata a fare ciò per cui è stata creata: orientare l'uomo verso il Bene, il Vero, il Bello.Questo discorso è tanto più vero per la disciplina nello Spirito Santo.

Questo necessita di una profonda e costante familiarizzazione con l'azione dello Spirito e le condizioni in cui esso si manifesta, opera, dona di vedere e di perseguire.

Anche la dimensione naturale si dispiega in una polarizzazione profondamente umana. Il detto "Bonum est faciendum et prosequendum, et malum vitandum", come predisposizione naturale intatta di ragione, volontà e opere, è profondamente chiara nella Vergine Maria. E tale naturale predisposizione apre al preternaturale e poi alla vita di Grazia, proprio per il legame stretto tra la natura e la Grazia, come voluta nel pensiero di Dio.

Ecco proprio il pensiero di Dio, i suoi lumi, i suoi sussurri, il suo parlare nella brezza, è stato oggetto del discepolato e dell'arte di Maria e che l'ha predisposta, perfettamente, alla Maternità divina e all'Incarnazione. Una meditazione costante che nasce dalla Grazia che le è stata donata ma che lei ha coltivato con passione di donna e fedeltà verginale. Proprio questa capacità di meditazione nello Spirito è stata, in certo qual modo, la preparazione alla maternità di Dio.
Maria medita nel suo cuore perché è educata alla meditazione e questa educazione è perseguita tanto più dopo il concepimento divino, con ancora più compimento, intimità e pneumatizzazione.

Proprio questa meditazione costante nello Spirito consente, a ciascuno di noi, per quanto è possibile e a suo modo, di generare Dio, di essere fecondati dalla Grazia, di portare Gesù nel seno e di donarlo al mondo. Il Battesimo e la Grazia del Verbo Incarnato e nostro Redentore ci abilita ad essere artigiani dei sussurri di Dio. Si pensi, dunque, a quanto questa predisposizione unica ad essere "artigiani" dei respiri di Dio venga trascurata e vilipesa.

Questa attitudine, pienamente femminile di Maria, in realtà, è propria di ogni uomo e di tutta l'umanità, infatti siamo capaci di Dio e possiamo generarlo al mondo.

Grazie a Dio possiamo essere capaci di Dio. La predisposizione naturale viene compiuta e "naturalizzata" proprio e solo con il Battesimo. Sacramento porta ed ineludibile di questo principio di compimento. «Vitae spiritualis ianua», «lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo» (Tt 3,5). Ed ancora: «Quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del Battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova» (Rm 6,3-4). Qui si innesta il dono della meditazione per noi, nella vita nuova e nella Grazia santificante battesimale operata per mezzo del battesimo redentivo di Cristo.
Non è un gioco e non è magia... è dono e fatica, gioia e disciplina, spontaneità e rigore, preoccupazione e meraviglia in cui il nostro cuore è già predisposto grazie al Battesimo. Con il Battesimo si diventa dunque artigiani dei sussurri di Dio.

E questo coinvolge anche il lato emotivo ed affettivo autentico.
Tutti i sentimenti che accompagnano una gestante sono propri dell'anima orante che medita Dio e custodisce nel seno del cuore la Parola.
Il privilegio singolare della maternità di Maria, dunque, è un privilegio che è condiviso per ogni uomo, soprattutto per ogni battezzato.
Ogni creatura che ha ricevuto lo Spirito e ha in sè la Trinità è, come dice Gesù: «Fratello, sorella e madre!»(Mt. 12,50).

La meditazione di Maria, come quella di ogni gestante responsabile e attenta, non è mai ripiegata su di sé ma pronta a condividere la gioia, aperta alla carità, aperta alla missione, aperta alla solidarietà della sofferenza e della gioia.

Il lavoro costante del nemico dell'uomo, invece, è quello di togliere tempi, spazi e simboli soprannaturali ed anche puramente e pienamente umani per far dimenticare all'uomo il suo legame con Dio. Il primo lavoro del nemico è la distrazione, principio di superbia ed avarizia. Il nemico, con l'inganno e la menzognera promessa, ottunde la capacità di essere artigiani dei sussurri di Dio.

Ecco pertanto l'aborto, i rapporti omosessuali, il paganesimo del Natale, i divorzi, le aberrazioni familiari, il degrado educativo nelle scuole, la secolarizzazione delle Istituzioni, le ideologie chiamate diritti, ecc.

Tolto all'uomo il simbolo, deauperato del suo significato, obnubilato all'uomo il divino in esso presente, ecco che l'uomo si dimentica del suo destino eterno. Quel destino eterno, quella nostalgia radicale che mal-orientata e mal-educata ricerca continui surrogati. Magari patinati e costruiti solo per garantire la stima di sé come fondamento in sé stessa. È il corto-circiuto della ferita che ci portiamo dentro; le sopravvivenze avvilenti di chi calpesta «la parte migliore» (Lc. 10,42) preferendo i miraggi ingannatori alla fondamentale sostanza.
Visione scimmiesche della famiglia, della vita affettiva, della pedagogia, dell'educazione, della morale e del valore delle festività sono un tentativo, sempre presente, di negare Dio all'uomo e di distrarlo dalla sua nostalgia del Cielo.

Lo sguardo di Maria, il suo meditare artigianale, invece, ci riporta al punto essenziale: ciò per cui siamo stati pensati, amati e desiderati dal Padre.

Noi abbiamo un faro in Maria e nella sua maternità. E nella sua umanissima e compiuta capacità di meditare.

A lei ricorriamo, madre nostra, per ottenere quella gioia che ci è promessa e quell'eredità a cui siamo chiamati. Lei ci conferma, ci guida, ci sostiene nel cammino di figliolanza nel Figlio.
Lei ci ricorda la nostalgia del Cielo ed è proprio con questo suo essere tutta di Dio che schiaccia satana e le sue scimmiesche distrazioni e i suoi patetici e pericolosi travestimenti concentrando il nostro sguardo verso il desiderio di eternità. Anelito di Eternità che urla nel nostro cuore e che solo in Gesù trova ogni risposta.

Maria Madre di Dio ci ricorda che ogni anno inizia nella meditazione profonda, intima e fondante di Cristo e in Lui trova compimento.
Il resto è contorno e talvolta anche noia, proprio perché non dona la vita; quella vera.

D'altronde chi ha respirato l'aria pura di un'alta montagna sarebbe insensato se cercasse poi i miasmi degli scarichi di una fabbrica.

E Maria, a noi "Caino", ci aiuta a volgere lo sguardo in alto e a respirare l'aria e la brezza per cui siamo stati pensati, amati e redenti.

Maria & Paul