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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
«Obbedienza e pace»: è questo per Papa Francesco l’insegnamento lasciato in eredità da Giovanni XXIII a «ciascuno di noi» e alla «Chiesa del nostro tempo». A cinquant’anni dalla morte, nel pomeriggio di lunedì 3 giugno, il Santo Padre ha ricordato il suo predecessore con tremila pellegrini bergamaschi, giunti nella basilica vaticana per pregare sulla tomba del loro concittadino divenuto Pontefice.

Dopo il saluto del vescovo Beschi, che in precedenza aveva celebrato la messa all’altare della Confessione, il Papa ha riletto la figura umana e sacerdotale di Roncalli alla luce del suo motto episcopale, Oboedientia et pax. In particolare la pace, ha detto, «è l’aspetto più evidente, quello che la gente ha percepito: una pace che con la sua elezione al Pontificato si manifestò al mondo intero e ricevette il nome della bontà». Ed «è tanto bello — ha commentato a braccio — trovare un prete buono».

Quanto all’obbedienza, «se la pace è stata la caratteristica esteriore», la prima ha costituito per Roncalli «la disposizione interiore, lo strumento per raggiungere la pace». Perché attraverso questa obbedienza — ha proseguito — Papa Giovanni ha vissuto una fedeltà più profonda.

Da qui l’attualità del suo messaggio: «Diffonderemo pace attorno a noi — ha spiegato Papa Francesco — se sapremo lasciarci condurre dallo Spirito Santo, se sapremo fare spazio all’amore». Del resto «il suo amore per la tradizione della Chiesa e la consapevolezza del suo costante bisogno di aggiornamento, l’intuizione profetica della convocazione del Concilio Vaticano ii e l’offerta della propria vita per la sua buona riuscita, restano come pietre miliari nella storia della Chiesa del XX secolo e come un faro luminoso per il cammino che ci attende».

Quindi, rivolgendosi direttamente ai fedeli bergamaschi presenti, «giustamente orgogliosi del “Papa buono”, luminoso esempio della fede e delle virtù di intere generazioni di cristiani», il Pontefice li ha esortati a custodirne lo spirito, ad approfondire lo studio della sua vita e dei suoi scritti e, soprattutto, a imitarne la santità. «Non abbiate paura dei rischi — ha concluso — come lui non ha avuto paura».

© www.osservatoreromano.va - 5 giugno 2013

PELLEGRINAGGIO DELLA DIOCESI DI BERGAMO NEL 50° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DEL BEATO PAPA GIOVANNI XXIII