Ratzinger curata dall’arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il libro raccoglie studi scientifici, meditazioni e omelie — dal 1954 al 2002 — sul servizio episcopale, sacerdotale e diaconale. Anticipiamo brani di tre omelie: una tenuta nel 1978 nella messa per il settantesimo compleanno del vescovo Ernst Tewes, e le altre due pronunciate nel 1955 e nel 1962 in occasione della prima messa di sacerdoti suoi amici; testi vivaci e commossi, in cui aneddoti personali si alternano a citazioni tratte da scrittori famosi, come Antoine de Saint-Exupéry o il grande scrittore russo Solženicyn. Il pilota francese scrisse un giorno in una lettera a un generale: «Vi è un unico problema nel mondo. Come si possa ridare agli uomini un significato spirituale un’inquietudine spirituale, come far sì che si formi quaggiù qualcosa che assomigli a un canto gregoriano. Lei capisce, non si può più vivere di frigoriferi, di politica, di bilanci, di cruciverba. Non si può più». E nel suo libro Il piccolo principe afferma: «Com’è incomprensibile il mondo degli adulti, delle persone sagge. Noi capiamo solo le macchine, la geografia e la politica. Ma ciò che è essenziale, la luce, le nubi, il cielo e le sue stelle, questo non lo capiamo più». Solženicyn invece racconta il grido d’angoscia di un comunista che si trovava nelle prigioni di Stalin: «Noi avremmo nuovamente bisogno di chiese in Russia e di uomini la cui vita pura faccia rivivere queste chiese e le trasformi in spazio per l’anima». In effetti l’uomo non vive solo di frigoriferi e di bilanci, scriveva il giovane Joseph Ratzinger; quanto più cerca di farlo, tanto più disperato egli diventa, tanto più vuota diviene la sua vita.
© www.osservatoreromano.va - 15 maggio 2013