Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
di Francesco Follo
Non si può non parlare di umanesimo a proposito di Karol Wojtyla. Altri diranno se e fino a che punto il suo pensiero può ridare vita a un umanesimo. Più modestamente, vorrei dire che l'uomo stesso, Karol Wojtyla, in quanto uomo di cultura, è stato un vero e proprio umanista.
L'uomo colto è un uomo che dice grazie perché sa che ha ricevuto e avrebbe potuto non ricevere. Ed è questo il motivo per cui la lunga lotta di Giovanni Paolo ii a favore dei diritti dell'uomo c'interessa qui. Il concetto di "diritto dell'uomo", non occorre ripeterlo, è stato forgiato per dire che tali diritti venivano continuamente violati.
Il concetto di un diritto dell'uomo alla cultura, allo stesso modo, è stato forgiato per dire che l'uomo di cultura è un privilegiato in un ambito in cui non ci dovrebbero essere privilegi. Non dobbiamo sognare: un mondo in cui tutti parlino la lingua di tutti, in cui tutti leggano Omero e Shakespeare, tale mondo è senza luogo, è utopico. E tuttavia, nel continente che Giovanni Paolo ii "l'Africano" ha spesso visitato, quanti bambini fanno due ore di strada a piedi, ogni giorno, per andare a scuola? La scuola è alla portata degli occidentali, e i loro figli sanno raramente quanto sono fortunati. Sarebbe bene che lo sapessero. E perché lo sappiano, cosa c'è di meglio che ricordare, in ogni occasione opportuna o non opportuna, che l'uomo è allo stesso tempo animale razionale e animale di cultura, animale insieme di ratio e di "arti", e laddove le arti vengono trascurate, l'animale razionale perde la propria umanità? Protestare contro l'abolizione dell'uomo, paradossalmente significa permettere ai giovani di leggere Omero o di amare Bach. Protestare contro l'abolizione dell'uomo significa protestare a favore di ciò che bisogna continuare a chiamare "la cultura umanistica".
Non dobbiamo certo negare la piena e completa umanità di chi non ha letto Omero e non ama Bach. Abbiamo invece il diritto di lottare contro qualsiasi barbarie che proibisca l'accesso a Omero e a Bach. E, di fatto, abbiamo il dovere di far figurare l'accesso a Omero e a Bach tra i diritti fondamentali dell'uomo.

(©L'Osservatore Romano 14 febbraio 2013)