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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
parolin 3Francesco Ricupero

«La santità è anzitutto prerogativa di Dio, segnatamente dello Spirito Santo, e partecipata a noi: è lo Spirito Santo che rende santi. I santi non sono gli invincibili eroi cristiani, ma peccatori con una caratteristica, quella di vivere secondo la prima Beatitudine: essere poveri in spirito (cfr. Matteo, 5, 3).
Essere coloro che, nel loro spirito, nel centro di sé, sanno di aver bisogno d’altro, dell’azione dello Spirito Santo, che comunica la sua stessa prerogativa, la santità appunto»: è quanto ha affermato il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, nella prolusione pronunciata durante un momento pubblico, nell’ambito del simposio internazionale sul tema: «Pedagogia della santità. Una sfida universale per i laici», che si è svolto giovedì pomeriggio, nella sala San Pio X, a Roma. L’incontro è stato promosso dalla Fondazione Azione cattolica scuola di santità Pio XI, in collaborazione con il segretariato del Forum internazionale di Azione cattolica.La Fondazione ha l’obiettivo di collaborare, secondo le norme canoniche, con le parti attrici e le rispettive postulazioni delle cause di canonizzazione dei beati e delle cause di beatificazione dei venerabili, servi e serve di Dio, fedeli laici che sono stati membri, sacerdoti assistenti, vescovi e promotori dell’Azione cattolica (Ac) nel mondo.
I lavori sono stati preceduti dalla preghiera presieduta dall’arcivescovo di Mérida e presidente della Fondazione Pio XI, cardinale Baltazar Enrique Porras Cardozo, il quale ha posto l’interrogativo: «In un mondo secolarizzato e globalizzato, ha senso l’essere religiosi, l’essere cristiani?». Il porporato venezuelano è convinto che in questo ventunesimo secolo «ci sono già molti laici, cristiani ordinari, uomini e donne che non hanno una grande risonanza pubblica, che sono fermento e lievito nei loro ambienti». Per questa ragione è necessario raccogliere «la testimonianza che ci è stata data da coloro che ci hanno preceduto, in modo che sempre un maggior numero di fedeli laici possano far risplendere la grandezza del Vangelo, vissuto nella solidarietà della Chiesa».
L’Azione cattolica (Ac) è stata definita “Scuola di santità” e lo dimostra il lungo elenco di laici suoi membri, uomini e donne, ragazzi e giovani, proclamati santi, martiri, beati e anche di cardinali, vescovi e sacerdoti che sono stati promotori o assistenti spirituali di Ac. Diventa santo non chi fugge, ma chi si immerge nella realtà e incontra fratelli e sorelle con cui condividere la vita quotidiana. «La santità — ha ricordato il cardinale Parolin — è realizzabile per ogni cristiano, essendo la vocazione di tutta la Chiesa e quella propria di ciascuno. La chiamata alla santità è universale e specifica, riguardando “ognuno per la sua via”, come dice il concilio (Lumen gentium, n.11)». E qui, il segretario di Stato ha spiegato che «secondo la prassi, per un riconoscimento ufficiale della santità da parte della Chiesa, è necessario che la persona abbia praticato le virtù teologali e cardinali in modo “eroico”: non si tratta di raggiungere una perfezione sovraumana, ma di vivere in modo pienamente cristiano, rafforzati dalla grazia di Dio con le proprie capacità, laddove la Provvidenza ci ha posto nel mondo. Lo schema migliore per verificare la santità della condotta, per concretizzare l’adesione a Cristo nello Spirito è contenuto, come Papa Francesco ricorda con insistenza, nelle Beatitudini, le linee-guida lasciate da Gesù. Infatti, nelle Beatitudini — ha proseguito il porporato — appare il modello cristiano. Esse non domandano gesti straordinari, ma chiedono di incarnare un modo di vivere contrario rispetto a una vita centrata su se stessi. Le Beatitudini sconvolgono così i parametri comuni: agli occhi del mondo non appaiono vincenti i poveri in spirito, i miti, i misericordiosi, gli operatori di pace, i puri di cuore». Eppure, sostiene il cardinale Parolin, vivendo al modo di Cristo, cioè secondo la carità, secondo lo Spirito dell’amore, «si giunge a essere beati, felici. Fra tutte le virtù, infatti, il ruolo chiave è affidato alla carità, che è il segno tangibile e concreto dell’amore di Dio. Vivendola, si scopre il segreto paradossale della vita: che, per possederla davvero, occorre donarla». Di qui, il monito del porporato che ha ricordato come «il successo, gli affari, la ricchezza, il potere» sono «realtà momentaneamente appaganti ma non durevoli e liberanti». Per il segretario di Stato, dunque, «la santità è l’annuncio sempre attuale di speranza da rivolgere al mondo. È l’attrattiva di cui hanno in particolare bisogno i giovani, che attendono, oggi più che mai, testimoni e non maestri, fratelli e sorelle attraenti e felici che li stimolino con l’esempio e non con le prediche, perché la presenza e il messaggio di Gesù intercettino i sogni di bellezza che portano nel cuore. Solo così si sentiranno portati a vivere in pienezza la loro umanità, a prendere il largo verso orizzonti infiniti».
Sebbene la nostra società molto spesso sia indifferente e non dia il giusto riconoscimento a quanti si prodigano quotidianamente ad aiutare il prossimo, la storia di Ac è piena di figure interessanti. «Sono i santi della porta accanto — ha sottolineato Matteo Truffelli, presidente nazionale di Azione cattolica italiana e vicepresidente della Fondazione — persone che hanno segnato la vita della Chiesa e delle nostre comunità. Per questa ragione, ci impegniamo a rivelare e a raccontare la bellezza, ma anche l’ordinarietà che si coltiva all’interno dell’Ac di tutto il mondo. L’azione cattolica — ha concluso — è diversa da Paese a Paese e ha fili di solidarietà laicale e di dedizione alla Chiesa».
Ai lavori hanno preso parte, anche i responsabili e gli assistenti nazionali dell’Ac di Albania, Argentina, Burundi, Italia, Malta, Myanmar, Perú, Romania, Rwanda, Senegal, Slovacchia, Spagna e Ucraina. Il simposio è stato caratterizzato da due mostre, allestite per l’occasione e dedicate a figure di testimoni (laici e sacerdoti) che hanno approfondito la vocazione alla santità in Azione cattolica, dal titolo: «La buona strada. Testimoni della Misericordia del Padre» e «Azione cattolica e sacerdoti santi. Assistenti e promotori di Ac per essere Chiesa insieme».
All’approfondimento della storia di santità fiorita in Ac e alla promozione delle attività della Fondazione e dell’Azione cattolica nella prospettiva dell’esortazione apostolica Gaudete et exsultate sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo, saranno dedicati i giorni successivi del simposio che si concluderà domenica prossima.

© Osservatore Romano - 8  febbraio 2020