Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
Cristo-al-calvarioLa prima omelia del cardinale Gualtiero Bassetti

PERUGIA, 24. Non un merito né un avanzamento di carriera, ma un nuovo impegno per la Chiesa e l’umanità che ha come unico punto di riferimento e modello Gesù di Nazareth, «il quale è venuto in mezzo agli uomini non per farsi servire ma piuttosto per servire e dare la vita». Con queste parole — p ro -nunciate ieri pomeriggio nella cattedrale di San Lorenzo a Perugia — il cardinale Gualtiero Bassetti si è soffermato sulla sua elevazione alla porpora avvenuta nel concistoro di sabato. Rivolgendosi ai fedeli, che in migliaia hanno atteso il suo arrivo da Roma e affollavano sia la cattedrale sia la vicina chiesa del Gesù (dove era stato allestito un maxischermo), ha detto che «non c’è altra strada per far carriera agli occhi di Dio.
La nostra unica e autentica promozione è quella che più ci fa assomigliare al Signore Gesù: farsi piccoli per gli altri». È stata la prima omelia dell’a rc i -vescovo di Perugia - Città della Pieve da cardinale. «Guardate grande e desiderate l’infinito» è stato il suo “grido” alla gente della diocesi, perché «chi sa veramente costruire molto nella vita e nella storia sono gli uomini e le donne che desiderano l’infinito. Lo ripeto fino alla noia soprattutto ai giovani che sono le rondini che volano verso la primavera. Desiderate la perfezione e la santità», in una terra di santi, l’Umbria, dove non sono mancati nella storia «esempi di perdono, di amore ai nemici, operatori di pace, contemplatori di Dio». Ha citato poi sant’Agostino: «Ama e fai quel che vuoi. Se taci, taci per amore; se parli, parla per amore; se correggi il tuo fratello, correggi per amore; se perdoni, perdona per amore. L’amore affonda come una radice nel cuore e da quella radice non potrà che nascere se non il bene». Un insegnamento da mettere in pratica soprattutto oggi, «circondati come siamo da una mentalità individualistica che, come dice Papa Francesco, produce la “cultura dello scarto”, emargina i più deboli, si dimentica di molti e abbandona i poveri. A questa mentalità utilitaristica, che cancella i piccoli e rimuove lo scandalo della sofferenza, siamo tutti esortati a opporre una cultura dell’amore e della misericordia. Una cultura che difende la vita e che, soprattutto, ridona ai nostri ragazzi e alle nostre famiglie la speranza del futuro». Con Bassetti hanno concelebrato i cardinali Angelo Bagnasco, Silvano Piovanelli (che ordinò vescovo Bassetti l’8 settembre 1994 e il cui intervento pubblichiamo quasi integralmente), Giuseppe Betori ed Ennio Antonelli, e trenta vescovi giunti da tutta Italia. Alla messa — ap erta dal saluto di monsignor Fausto Sciurpa, presidente del Capitolo dei canonici di San Lorenzo — hanno partecipato più di centotrenta sacerdoti provenienti da Umbria e Toscana. Al rito dell’offertorio sono stati portati all’altare i prodotti della terra degli agricoltori umbri. L’attenzione al mondo del lavoro è una delle priorità del neo cardinale, più volte posta al centro del suo ministero episcopale e delle visite pastorali nell’arcidiocesi di Perugia - Città della Pieve. Verso la fine della messa il cardinale Bassetti si è recato dinanzi all’immagine della Madonna delle Grazie per rinnovare l’atto di consacrazione della città di Perugia alla Vergine: «Circondate con la Vostra fortezza la città nostra, che si gloria di avervi come suo baluardo, cosicché — recita la preghiera — sia sempre abitazione eletta di Dio e pacifico rifugio di figli degni dell’Immacolata». Sabato, dopo il concistoro, il porporato si è incontrato con i fedeli umbri nella chiesa romana di San Gregorio VII, accolto da monsignor Paolo Giulietti, vicario generale dell’arcidiocesi di Perugia - Città della Pieve. È qui che ha pronunciato il suo primo discorso pubblico da cardinale: «Noi — ha detto — abbiamo due denominatori comuni, san Benedetto e san Francesco, ed è nel nome dei grandi valori che queste due colonne della Chiesa e dell’umanità ci hanno insegnato che dobbiamo impostare la nostra vita».

© Osservatore Romano - 24-25 febbraio 2014