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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
santi in ParadisoOmelia il Giorno di tutti i Santi, durante il Pontificale di benvenuto delle ore 10 e 30 presso la Cattedrale di Vicenza, grande presenza del Popolo di Dio guidato dal Vescovo Giuliano e da rappresentanti del Presbiterio. Una manifestazione di unità della Diocesi e della Cittadinanza colma di gioia per la creazione cardinalizia.  

Sia lodato Gesù Cristo, Sommo ed eterno Sacerdote, con Maria Donna eucaristica.

Carissimi, La pietà popolare ci aiuta a rendere più umanamente comprensibile, senza banalizzarlo, il Messaggio di Salvezza, anzi contribuisce a fissarlo nella mente, per la sua vivacità, a renderlo più "umano", in un certo senso, senza perdere il suo essere e restare ancorato al divino. Ed essa è un tesoro dell'Occidente e dell'Oriente cristiani.

Orbene nel mio andare nel mondo dell' Ortodossia, a un certo punto della mia vita pastorale caratterizzata dalla mobilità, dopo 20 anni d'Africa, ho appreso il racconto che qui ho deciso di  ricordare per voi oggi.

Era successo infatti -secondo tale "storia", così la chiamo anche se non lo è come la intendiamo noi storici - che in cielo il Creatore aveva perso tutti i contatti con la terra. Si era verificato forse un terribile black out, e Dio ricorse al consiglio in assemblea di tutti i Santi, per trovare insieme una soluzione. Hanno fatto più o meno lo stesso, analogicamente,  nei giorni passati al Sinodo dei Vescovi a Roma.

Ebbene fu deciso di inviare in avanscoperta sulla terra due Santi, per investigare e ritornare "ad referendum".  Erano S. Nicola e San Cassiano e ricevettero una sola raccomandazione di missione, quella di non sporcare i loro candidissimi abiti. Non è così che anche noi diciamo?

Ma quasi subito, scesi in terra, i due grandi Santi si trovarono di fronte a un dilemma. Incontrarono un contadino  il cui carro si era incagliato nel tratturo che stavano percorrendo nella campagna fangosa russa e solo l'aiuto dei due Santi poteva riuscire nella liberazione della stretta fatale. Ricordate, però? Entrambi avevano sentito la raccomandazione di Dio di non sporcarsi e con tutto quel fango addio osservanza del comando. Del resto la carità, l'aiuto, il soccorso non sono obbligatori per il cristiano, e tanto più se Santo? Così Nicola decise di intervenire, pur sporcandosi, mentre Cassiano rimase a conservare illibato il suo abito.

E venne l'ora del ritorno in alto, al cielo, ed entrambi i Santi si domandavano cosa avrebbe detto Dio circa il loro atteggiamento nel corso della missione in terra. Ebbene la sentenza fu favorevole al comportamento di  Nicola, un Santo straordinariamente venerato nell'Oriente, ma anche in Occidente, pensate a Bari. Egli si era sporcato ma per ragioni di carità. Anzi il Signore decise di assegnargli per premio un'altra festa nel Calendario liturgico. E così è ancora oggi, in quello ortodosso. E S. Cassiano? Dio considerò che Santo era e non si poteva togliergli l'aureola, ma allora gli assegnò la memoria liturgica nel giorno aggiunto nel Calendario dell'anno bisestile, quasi per penitenza, per la mancanza di carità.

Questo per dire come tutti i comandamenti, devono essere osservati, ma prevale su tutti quello dell'amore, della carità, di Dio e del prossimo. 

                                                            *          *          *

E su questa linea della carità, anche per la nostra Casa comune, la Terra, desidero aggiungere qualche pensiero, in questa mia particolare circostanza di benvenuto, segno di amore anche per tutta la famiglia dei popoli e della Nazioni che rappresento, sia per il mio servizio ecclesiale compiuto nel mondo e anche per l'essere ora Cardinale di Santa Romana Chiesa,"Mater omnium Ecclesiarum", nel suo antichissimo titolo appunto di Madre di tutte le Chiese.

Mi ispiro all'ultima recentissima Esortazione Apostolica del nostro Papa e con questo sottolineo il legame con Lui, nell'essere cardinale. Porta il nome, dalle parole d'inizio del documento,   "Laudate Deum";  e riguarda la crisi climatica, chiedendoci di essere custodi e non predatori della natura. "Lodate Dio per tutte le sue creature. Questo è stato pure l’invito che San Francesco d’Assisi ha fatto con la sua vita, i suoi canti, i suoi gesti. In tal modo ha ripreso la proposta dei salmi della Bibbia e ha ripresentato la sensibilità di Gesù verso le creature del Padre suo".

Sono passati ormai otto anni dalla pubblicazione della Lettera enciclica Laudato si’, -ricorda il Santo Padre-  quando ho voluto condividere con tutti voi, sorelle e fratelli del nostro pianeta sofferente, le mie accorate preoccupazioni per la cura della nostra casa comune. Ma, con il passare del tempo, mi rendo conto che non reagiamo abbastanza, poiché il mondo che ci accoglie si sta sgretolando e forse si sta avvicinando a un punto di rottura. Al di là di questa possibilità, non c’è dubbio che l’impatto del cambiamento climatico danneggerà sempre più la vita di molte persone e famiglie. Ne sentiremo gli effetti in termini di salute, lavoro, accesso alle risorse, abitazioni, migrazioni forzate e in altri ambiti".
"Si tratta di un problema sociale globale -conclude Papa Francesco-  che è intimamente legato alla dignità della vita umana. I vescovi degli Stati Uniti hanno espresso molto bene il senso sociale della nostra preoccupazione per il cambiamento climatico, che va oltre un approccio meramente ecologico, perché «la nostra cura per l’altro e la nostra cura per la terra sono intimamente legate [e] il cambiamento climatico è una delle principali sfide che la società e la comunità globale devono affrontare [e i suoi effetti] sono subiti dalle persone più vulnerabili, sia in patria che nel mondo». 
 La riflessione e le informazioni che possiamo raccogliere da questi ultimi otto anni -attesta finalmente il Santo Padre- ci permettono di specificare e completare ciò che abbiamo affermato qualche tempo fa. Per tale motivo, e perché la situazione sta diventando ancora più urgente, ho voluto condividere con voi queste pagine....
Vi invito a leggerle per entrare con nuovo slancio nell'impegno a cui ci chiama la Chiesa e la situazione mondiale. Siamo custodi, non predatori! E' il ricordo che vorrei lasciarvi di questo incontro di benvenuto durante il tempo del cammino che farò con voi.
+ Agostino Cardinale Marchetto